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    March 30

    DA ZERO A DIECI: Le pagelle del gp di Australia

    Abbiamo aspettato tanto questo momento, come la pioggia in un paese arido, come una Formula Uno che non correva da Novembre. D’altronde il modo in cui ci aveva lasciato è stato talmente entusiasmante da vivere di rendita per quasi cinque mesi.

    Ma adesso è tornata, non come prima, ma più di prima. Ci ha pensato la Brawn a rallegrare il tutto, ci ha pensato la Ferrari a rattristare il tutto. In poche parole, è stato spettacolo.

    E noi, dopo il grande successo dello scorso anno, ci ripresentiamo come ci eravamo lasciati. Torna su Cascorosso.com la rubrica del dopo gara: “Da 0 a 10”, le pagelle del primo gp dell’anno. Capitolo 1: Australia.

     

    VOTO 0 ALLA FORMULA TRIBUNALE

    Non c’è niente di peggio che decidere l’esito di un gp dopo 15 giorni. Si, perché si è corso sub-judice, perché Brawn-Toyota e Williams montavano il famoso scivolo. Ma è stato anche il gp dei ricorsi. Ci ha pensato pure la Williams a tirare il sasso, nascondere la mano, e poi tuffarsi e recuperare il sasso per evitare danni e chissà che, visto il ricorso prima presentato poi ritirato contro Ferrari e RedBull. Ci ha pensato la McLaren a dire ad Hamilton “fai passare Trulli in caso facciamo ricorso” e ci ha pensato la Toyota a fare ricorso sul ricorso per riacchiappare il terzo posto dell’italiano. Anche questo si deciderà tra 15 giorni. A questo punto dovremmo essere noi a fare ricorso verso questa vergogna.

    INDECENTE

     

    VOTO 1 A NELSINHO PIQUET

    Nel bene o nel male è sempre protagonista di questa rubrica. Solitamente più nel male che nel bene, come oggi. D’altronde se si  è in grado di sbandare in pieno rettilineo, nella speranza di fare un sorpasso non si può non finire nel male. Bisogna ricordare a Nelsinho che i freni quando sono freddi non hanno la stessa efficacia di quando son a regime, a caldo. Ma lui, probabilmente, dopo un anno in Formula Uno non ha ben capito come funziona.

    DILETTANTE

     

    VOTO 2 ALLA FERRARI

    Sbagliano di tutto e di e di più. Dopo le deludenti prove del venerdì, il sabato si respirava un leggero ottimismo. Le vetture del cavallino partono bene (forse grazie all’uso del Kers), ma la scelta poco felice delle gomme SuperSoft ha condizionato la gara di entrambi i piloti. La strategia delle tre soste data a Massa era da suicida, mentre Raikkonen, pur aiutato dalla SC, ha preferito andare a baciare il muro dopo la lunga astinenza invernale. Se aggiungiamo i problemi di affidabilità la frittata è completa. Forse correre col modellino in scala 1:43 della F1-2000, oggi in edicola con la Gazzetta dello Sport, si sarebbe rivelato meno fallimentare.

    DELUDENTE

     

    VOTO 3 A GIANCARLO FISICHELLA

    Forse è colpa del tramonto, forse è colpa della pitlane, forse, anzi sicuramente, è colpa sua. Il suo primo pit-stop sembra una barzelletta e gli costa un sacco di tempo. Sbaglia completamente l’ingresso nella piazzola e se non fosse stato per i meccanici, sarebbe ancora lì.

    Se aggiungiamo che, anche stavolta, ha fatto peggio di Sutil, segue la tesi.

    IMBRANATO

     

    VOTO 4 A CHARLIE WHITING

    Detto francamente pensare male si può e si deve. Si, perché l’uscita della SC per sbarazzare la pista dalla vettura di Nakajima è avvenuta in modo e tempi alquanto sospetti. Primo perché è entrata in palese ritardo in modo tale che Button potesse rifornire in tutta calma, secondo perché è entrata un attimo dopo la sosta dell’inglese e quindi aspettando il leader della gara per più di un giro.

    SOSPETTO

     

    VOTO 5 A NICO ROSBERG

    Dopo il dominio del Venerdì i tifosi Williams hanno cominciato a tirare fuori vecchie bandiere impolverate, credendo che fosse arrivato il momento giusto.

    Comincia bene il week-end del tedesco, ma in gara è come un pesce fuor d’acqua. Gente come Hamilton, Alonso, Glock e Trulli fanno meglio di lui nonostante fosse partito in terza fila, nonostante tra le mani guidava una vettura più performante. Al solito gli manca quel qualcosa che potrebbe  renderlo un grande pilota, ma dopo 3 stagioni in F1, sembra difficile che ciò possa arrivare.

    OPACO

     

    VOTO 6 A RUBENS BARRICHELLO

    Diciamocelo chiaramente: la fortuna gli ha dato una mano, un corpo ed una testa. Il brasiliano parte al rallenty facendosi bruciare e imbottigliare nella bagarre dove, volente o nolente, sperona Webber e crea il parapiglia ove ne rimane vittima Kovalainen. Webber ed Heidfeld ne rimangono condizionati, lui invece rimane in pista. Non contento decide di sfracellare parte del suo alettone anteriore nella posteriore destra di Raikkonen, per poi ringraziare Vettel per il secondo posto regalato. Per il ciclo: “due piccioni con una fava”. Sta di fatto però che giunge sempre dietro il compagno di squadra, il quale ha ampiamente dominato la corsa. Riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali.

    ETERNO SECONDO.

     

    VOTO 7 A SEBASTIAN VETTEL

    E’ stato la sorpresa e la conferma del week end. Il tedesco sembra esser entrato in quella sfera che può renderlo un grande pilota, anche se ancora gli manca un po’ di maturità. Provoca ingenuamente il crash con Kubica, cercando di mantenere la posizione, ma il polacco girava molto più veloce di lui. Peccato per la sanzione, immeritata, perché lo condizionerà in Malesia. Eroico il tentativo di concludere la gara su tre ruote, scomodando l’evidente paragone con Villeneuve. C’è la stoffa, il vestito si farà.

    GILLES

     

    VOTO 8 A ROBERT KUBICA

    Corre contro tutti, contro tutto e rischia di vincere. La sua BMW non monta né il diffusore dalle mille polemiche, né il KERS, affidato al compagno di squadra, come logica tedesca comanda. Ma Robert riesce a far valere il suo talento e il carattere da leader, rientrando ai box per sostituire le BigBubble, ovvero le SuperSoft, contro il parere della squadra. La SC lo aiuta, e quando sono gli altri a montare le BigBubble, lui si lancia all’attacco di Vettel e Button. Peccato per il crash, ove non ha colpe, perché la vittoria era li ad un passo. Eroico il tentativo di continuare senza ala anteriore ma dopo pochi metri si sfracella a muro. Scende dalla vettura intonando “Per colpa di chi”, come insegna Zucchero, perché anche la sorte non è stata dalla sua.

    ESEMPLARE

     

    VOTO 9 A JENSON BUTTON

    E’ autore di una splendida gara. Nessun errore, vedi Barrichello per ulteriori conferme, e nessun timore. Nemmeno la macchina di sicurezza lo impensierisce perché la Brawn va, e lui ha pane per i suoi denti. Vedremo se riuscirà nell’intento di ripetersi. Il talento c’è da una vita, ma la continuità non è cosa di tutti.

    PERFETTO

     

    VOTO 10 A ROSS BRAWN E IL SUO TEAM

    Che è un vecchio volpone lo sanno e lo sappiamo tutti, ma nessuno un mese fa sarebbe stato in grado di scommettere 1 euro su questa vittoria e su queste prestazioni. Ovviamente il tutto gira attorno al diffusore, ma la vettura è un capolavoro di aerodinamica, e al muretto è guidata dal pluricampione del mondo sia con la Benetton che con la Ferrari. Chissà se Ross riuscirà nell’impresa mondiale anche con questo team, intanto ha dato un segnale forte ai non costruttori che si voglio affacciare in F1. La FOTA lo accusa di doppio gioco, mentre i tifosi lo esaltano per lo spettacolo. Definirlo genio è un offesa, ma di meglio non si può fare.

    IMMENSO

     

    Valerio Lo Muzzo

    March 29

    Australia,cronaca: La vittoria di Brawn, l'horror Ferrari, la cinicità di Hamilton

    La cronaca del gran premio corso a Melbourne che ha sancito il trinfo delle 3B: Brawn, Button, Barrichello.

    MELBOURNE 29.03.2009 Può sembrare una favola da raccontare ai più piccoli, ma è un fatto realmente accaduto. La Brawn vince alla grande: dalla crisi al trionfo, alla doppietta. Se Manzoni fosse ancora in vita, il 5 Maggio svaluterebbe come l’economia americana ha fatto recentemente.
    Si perché il team di Ross, in meno di due settimane, è riuscito a fare quello che altre scuderie han fatto in due mesi: mettere su un team, confermare i piloti, presentarsi al primo gp dell’anno e vincere. Poi se il discusso diffusore è legale o meno si vedrà.
    Certo, è curioso notare che il podio, guardacaso, è formato da due team reputati “irregolari” dalla maggioranza delle scuderie. Si è un caso, ma intanto codesti team hanno quanto meno tagliato la linea del traguardo, mentre altri, riferimenti a Ferrari sono puramente voluti, non son riusciti nemmeno a terminare la gara, cosa indispensabile per vincere. Da campione, invece, si è comportato Lewis Hamilton, d’altronde campione lo è, in carica per giunta, visto il quarto posto finale, visto il diciottesimo posto iniziale, vista la McLaren che di questi tempi sembra andare a vela più che a motore. Ma andiamo per ordine.
     
    START Al via Barrichello dimostra la non abitudine a certe piazze e rimane impantanato sulla griglia, mentre Vettel, Kubica e le Ferrari lo sfilano a destra e manca. Button, invece, mantiene la lucidità e parte alla grande cominciando a martellare giro su giro, in versione “prova a prendermi”.
    Davanti, dietro Button, seguono Vettel, Massa, Kubica, Raikkonen, Rosberg, Barrichello e Nakajima. Nelle retrovie, invece, Hamilton guadagna  posizioni e si ritrova undicesimo, complice un contatto tra Webber ed Heidfeld alla prima curva. Durante la bagarre Kovalainen danneggia la sospensione anteriore e pone fine al suo primo gp dell’anno.
    Dopo pochi giri Hamilton infila Buemi e Piquet, mentre Trulli, partito dai box, si trova già in 14esima posizione.
     
    GOMME Dopo un grande avvio le prestazioni delle Ferrari cominciano a calare inverosimilmente. Le gomme Supersoft montate dal cavallino, dopo appena 8 giri, cedono vistosamente. Barrichello e Rosberg ne approfittano sopravanzando Raikkonen che è costretto al pit stop. Massa lo segue a breve. Dopo appena 11 giri Button vanta già un vantaggio di 17” su Felipe Massa in terza posizione. Impressionante. Da lì a poco anche Kubica rientra per montare le coperture a mescola più dura. Trulli intanto passa Hamilton, mentre Vettel e Rosberg rientrano per il loro rifornimento. Accade quindi che Raikkonen sopravanza Rosberg, mentre un botto si ode da lontano.
     
    EVENTO E’ la Williams di Nakajima che, andandosi a schiantare contro un muro, causa l’ingresso della safety-car , quindi cambiano le carte in tavola. Glock, Button, Barrichello, Buemi ed Heidfeld ne approfittano immediatamente così come Fisico, che riesce nell’intento di non centrare la piazzola di sosta. Forse ad una certa età si dovrebbe fare altro. In regime di SC Button guida il gruppo seguito da: Vettel, Massa, Kubica, Piquet, Raikkonen, Rosberg, Trulli, Buemi, Barrichello, Glock, Alonso, Hamilton, Fisico, Bourdais, Sutil, Heidfeld e Webber.
    Alla ripartenza Piquet è capace di sbandare in rettilineo da solo, e terminare la sua gara. Fisichella docet.
     
    RITIRI Kubica comincia ad inanellare una serie di giri veloci, mentre Massa anticipa la sua sosta, probabilmente per qualche inconveniente. In tutto questo Raikkonen dimostra che è ancora ai livelli dello scorso anno andando a sfiorare un muro. Rimane in pista per grazia divina.
    La sua gloria, come quella di Massa durerà poco, poiché il cavallino abbandona entrambi i suoi fantini. Anche Rosberg sembra accusare qualche problema e viene prontamente sopravanzato da Barrichello ed Hamilton, entrato definitivamente in zona punti.
     
    DUELLO Ma l’attenzione di tutti è rivolta verso il duello Vettel-Kubica. Il polacco, infatti, monta le coperture a mescola più dura, mentre sia Vettel che Button girano un secondo a giro più lenti, visto l’immediato degrado delle gomme supersoft.
    Kubica è ormai sugli scarichi di Vettel, e lo attacca. Il tedesco però non lascia spazio ed il contatto è inevitabile. Il polacco cerca comunque di portare a termine la gara, visto che mancano 3 giri al termine, ma si spegne a muro poco dopo, vista l’assenza dell’alettone anteriore. La safety car è inevitabile. Eroicamente Vettel cerca di terminare la gara in stile Villeneuve, su tre ruote, ma posteggia ogni sogno di podio pochi giri dopo. Il tutto per la felicità di Trulli e Barrichello.
     
    Valerio Lo Muzzo