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    April 28

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP del Bahrain

    Ci aspettavamo la Toyota e Trulli, ci siamo ritrovati con Button e la Brawn sul gradino più alto del podio. Ci aspettavamo una gara calda, ma non così calda da causare lo svenimento di Alonso, come ci aspettavamo almeno un punto dalla Ferrari. Ne sono arrivati tre, ma, a confronto, Button di tre ha solo le vittorie, almeno finora. Ci aspettavamo Glock magari sul podio, ma la Toyota ha deciso che due piloti sul podio erano troppi. Ci aspettavamo anche un Ross Brawn meno superbo, ma forse il primato da alla testa. Ci aspettavamo tanto, adesso vediamo che voto spetta ai protagonisti di questo gp. Capitolo 4: Bahrain.

     

    VOTO 0 ALLA BMW

    Dalla padella alla brace. In casa tedesca il gp del Bahrain ha sancito l’ennesima delusione dell’anno. I due piloti hanno chiuso per ultimi facendo peggio della Force India il che è tutto dire. Kubica in particolare sembra giocare all’autoscontro visto il botto con Trulli in Cina, e visto il doppio crash nel deserto con Nakajima. Se aggiungiamo che in Germania si lavora sul Kers da più di un anno, dopo aver speso fior fiori di milioni, allora si che la frittata è fatta. L’unica consolazione è che peggio di così non si può fare.

    INDECENTE

     

    VOTO 1 ALLA STRATEGIA TOYOTA

    Se la casa giapponese all’ottavo anno di F1 non ha ancora vinto un gp, allora un motivo ci sarà. Sicuramente il fattore economico non c’entra. La gara ha parlato il giapponese solo per il primo stint, poi le menti del muretto han deciso di fare un secondo stint lungo con le gomme peggiori. Sta di fatto che Trulli ha perso perfino la seconda piazza mentre Glock è riuscito a fare peggio di Raikkonen.  Per il ciclo: “ogni lasciata è persa”.

    SUICIDA

     

    VOTO 2 AL GESTO DI BARRICHELLO

    Supercafone eccolo qua, intonerebbe Er Piotta come già fatto in una sua celebre canzone. Il caro Rubens, infatti, si sbraccia come un vigile all’ incrocio, mandando a quel paese Piquet che stava semplicemente difendendo la propria posizione. Chissà chi si crede di essere, lui che fino all’anno scorso veniva costantemente doppiato. A detta sua Schumacher era protetto, Button è fortunato, Piquet stronzo. Dopo questa performance vedremo il brasiliano al Grande Fratello dove mandarle a dire a tutti è cosa normale. Tanto siamo sicuri che anche al GF arriverebbe secondo.

    INVIDIOSO

     

    VOTO 3 A KAZUKI NAKAJIMA

    Basta dire che è l’unico ritirato della domenica. Conduce una gara indegna per la vettura che guida. Mentre il suo compagno lotta per entrare in zona punti, lui lotta con Fisichella & Co. chiudendo il suo week-end dopo il contatto con Kubica. Non fosse per la Toyota il buon Kazuki a quest’ora chissà quale lavoro starebbe facendo.

    PESSIMO

     

    VOTO 4 A MARK WEBBER

    La sua costanza è l’incostanza. L’australiano si gioca la gara già nel corso delle qualifiche quando il traffico lo penalizza. A dir la verità lo penalizza Sutil, poi retrocesso di 3 posizioni, ma con la RedBull che ha tra le mani non può  permettersi questo lusso. In gara dà un po’ di spettacolo, ma perde nettamente il duello con il compagno di squadra. Seppur quest’ultimo è appena arrivato tra vittorie, prestazioni e certezze sembra aver già spodestato Webber. Per il ciclo “Cornuto e bastonato”.

    ALTALENANTE

     

    VOTO 5 ALLO SVENIMENTO DI ALONSO

    C’era una volta Zorro Alonso, quello in carne che vinceva e spaperellava qua e la. C’è adesso un altro Alonso, quattro chili più magro e soggetto a svenimenti. Sì perché la bottiglia a pompa sulla sua Renault si è guastata subito e lo spagnolo ha corso tutta la gara senza refrigerio. Nel corso di una intervista nel dopo gara si accascia sulla spalla di Rosberg, notevolmente disidrato. Se fosse arrivato a podio sicuramente si sarebbe idratato con lo spumante, ma viste le performance della R29 lo spumante al momento è un sogno.

    DISIDRATATO

     

    VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

    Va ancora a punti l’inglese. Dopo la buona prestazione offerta in Cina la sua McLaren sembra esser tornata abbastanza competitiva. Parte bene lasciando sul posto Button e Vettel, salvo poi cedere allo strapotere di Brawn e RedBull. Si gioca il quarto posto con Barrichello, ma la tattica di Brawn stavolta non paga e il buon Lewis termina senza pensieri al quarto posto. Da buon campione del mondo l’inglese sta facendo più punti che può limitando al minimo i distacchi dalla vetta. Aspettano nuovi aggiornamenti la testa è già  al 29 Aprile…

    CALCOLATORE

     

    VOTO 7 A RAIKKONEN E ALL’EFFETTO KERS

    Lo abbiamo criticato tanto, adesso diamo a Cesare quel che è di Cesare. Al momento a Cesare toccano 3 punti che in questo periodo di carestia non fanno male. Il finlandese ci mette del suo per conquistare la sesta piazza soprattutto quando, al rientro in pista dalla seconda sosta, Glock lo infila alla grande. Kimi però non si perde d’animo, aziona il Kers, e come niente sopravanza il tedesco ricacciandolo al settimo posto facendo a sportellate in pieno Rocky Balboa style.

    Una grande prova di rabbia alla faccia di tutti quelli che lo facevano troppo arrendevole.

    BATTAGLIERO

     

    VOTO 8 A JARNO TRULLI

    Voleva vincere, non c’è riuscito. Primo perché al muretto Toyota non ragionano come logica vuole, secondo perché la Brawn è ancora il team più forte. Fa una grande pole il sabato, lasciando tre decimi a Glock per giunta più leggero. In gara tira fuori il meglio di sé, prova ad attaccare Vettel nel finale ma  è tutto inutile.

    MASTINO

     

    VOTO 9 A SEBASTIAN VETTEL

    Non è una vittoria, ma un ottimo secondo posto. Parte male il tedesco, ma in gara fa il suo dovere quando la pista gli si apre davanti e può correre liberamente. Resiste con tranquillità al tentato attacco di Trulli tenendolo sempre a distanza di sicurezza. Ancora una grande prova di maturità dopo la vittoria cinese.

    RAZIONALE

     

    VOTO 10 A JENSON BUTTON

    E sono tre. Tre vittorie, trentuno punti e dodici punti di vantaggio su Barrichello dopo 4 gp. L’inglese ha un ottimo feeling con la Brawn, soprattutto quando a pista libera tira fuori quei giri veloci necessari per conquistare la prima posizione e non mollarla più. Ancora una grande prova di maturità e gestione della gara degna di un pilota che punta al mondiale.

    CANNIBALE

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 26

    Bahrain, cronaca gara: Button, poi il deserto


    BAHRAIN 26.04.2009 Ancora Button, ancora Brawn, ancora una vittoria. E’ stata una prova di forza quella dimostrata oggi dal team di Ross, come a dire: non fatevi illusioni siamo ancora noi la squadra da battere.

    Effettivamente è proprio così. La gara odierna ha sancito una superiorità sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico. Si perché Button è partito dalla quarta piazza, ha scavalcato Vettel e con un carico di benzina superiore rispetto i rivali della Toyota, ha colto l’occasione della prima sosta per sopravanzare i giapponesi e non vederli mai più, se non negli specchietti.

    A dir la verità i giapponesi hanno sbagliato nel montare le gomme dure già al primo pit-stop quando logica comandava di continuare a battere sulle morbide. In questo modo Trulli si è trovato immediatamente fuori causa per la vittoria, Button moltiplicava i suoi secondi di vantaggio e Vettel si inseriva tra i due in seconda posizione.

     

    START L’altra Toyota, quella di Glock, allo start ha conquistato la testa della corsa, mentre alle sue spalle si scatenava l’inferno. Massa prova l’effetto sandwich tra Barrichello e Raikkonen, Kubica e Nakajima provano la brezza di un leggero crash, mentre Hamilton aziona il Kers e si piazza in terza posizione. Glock quindi, guida su Trulli, Hamilton, Button, Vettel, Raikkonen, Barrichello, Massa, Alonso e Rosberg.

    I primi giri sono all’insegna del sorpasso. Barrichello liquida Kimi come Button fa con Hamilton. La superiorità della Brawn è talmente evidente che le altre vetture a confronto sembrano delle F3.

    Webber intanto fa il diavolo a quattro nelle retrovie visto il mezzo che si ritrova tra le mani. Heidfeld, Massa e Kubica rientrano per riparare i danni, mentre in testa si aspettano le soste.

     

    SOSTE Glock è primo a rientrare, seguito da Trulli il giro dopo, che riesce a sopravanzarlo. Button con la pista libera tira fuori il meglio di sè, mentre i due Toyota si ritrovano a lottare con Rosberg e Alonso. Al giro 14 Barrichello rientra, seguito da Button ed Hamilton il giro dopo. Vettel prende quindi il comando, seguito da un Raikkonen ultra carico di benzina. Barrichello intanto le manda a dire a Piquet, visto che a modo suo dovrebbe lasciarlo passare poiché più veloce. Qualcuno deve spiegare a Rubens che non monta mica le sirene della polizia sulla sua vettura.

    Al giro 19 Vettel rientra, mentre Barrichello riesce finalmente a sopravanzare il connazionale della Renault. Raikkonen prende quindi la testa della corsa, salvo poi lasciarla in mani più sicure, quelle di Button, quando al giro 22 gli tocca rifornire. Vettel rientra terzo, dietro Trulli, seguito da Hamilton, Barrichello, Glock, Piquet e Raikkonen.

     

    BRAWN Le Brawn adesso viaggiano su tempi per altri impossibili, ma Ross si fa cogliere dalla superbia. Anticipando la sosta di Barrichello toglie ogni speranza di podio al brasiliano. A fine gara Rubens perderà anche una posizione nei confronti di Hamilton. Al giro 37 rientrano Button, Hamilton, Trulli, Alonso, Heidfeld, Kovalainen e Webber, mentre Vettel ritarda la propria sosta di quei tre giri che gli consentono di sopravanzare Trulli.

    Webber, intanto, liquida Kovalainen, mentre Raikkonen, al giro 43, aziona il Kers per vincere il duello con Glock all’uscita dalla pit-lane e conquistare la sesta piazza. Button, Vettel, Trulli, Hamilton, Barrichello, Raikkonen, Glock ed Alonso i primi 8. La gara ormai è avviata alla bandiera scacchi, ma Kubica e Nakajima chiudono in bellezza con l’ultimo contatto della giornata che costa al giapponese la fine della gara anticipata. Coi tempi che corrono giocare agli autoscontri rimane la cosa più divertente, mentre Brawn e Button allungano in classifica.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    La classifica dopo 4 gare:
     
            Piloti:                        Costruttori:             
     1.  Button        31        1.  Brawn GP-Mercedes      50
     2.  Barrichello   19        2.  Red Bull-Renault       27.5
     3.  Vettel        18        3.  Toyota                 26.5
     4.  Trulli        14.5      4.  McLaren-Mercedes       13
     5.  Glock         12        5.  Renault                 5
     6.  Webber         9.5      6.  Toro Rosso-Ferrari      4
     7.  Hamilton       9        7.  BMW Sauber              4
     8.  Alonso         5        8.  Williams-Toyota         3.5
     9.  Heidfeld       4        9.  Ferrari                 3
    10.  Kovalainen     4       
    11.  Rosberg        3.5       
    12.  Buemi          3       
    13.  Raikkonen      3       
    14.  Bourdais       1  

     

    Bahrain, gara: Jenson Button cala il Tris. Ferrari a punti.


    BAHRAIN 26.04.2009 Jenson Button cala il tris conquistando la terza vittoria stagionale su quattro gp svolti. L’inglese ha condotto una gara da veterano partendo bene, prendendo il controllo della gara dopo il primo pit stop per non lasciarlo più. Secondo un ottimo Sebastian Vettel che riesce a fare meglio di Jarno Trulli, il quale partiva dalla pole.

    Ottimo quarto posto per il campione del mondo in carica Lewis Hamilton, che relega Rubens Barrichello in quinta posizione, visto anche l’errore di strategia commesso da Brawn quando ha deciso di anticipare la sosta del brasiliano.

     

    Finalmente arrivano i primi punti per la Ferrari. Dopo tre gare senza punti, Raikkonen riesce a chiudere in sesta posizione facendo meglio di Timo Glock che partiva dalla prima fila. La gara del tedesco è stata condizionata dalla scelta poco felice di montare le gomme dure dopo la prima sosta che gli hanno fatto perdere il vantaggio conquistato in qualifica. Chiude la zona punti Fernando Alonso. Lo spagnolo più dell’ottavo posto non poteva fare.

     

    Deludono, invece, Williams e Bmw. La casa inglese chiude con il nono posto di Rosberg, mentre risulta non pervenuta con Nakajima, mai in gara e ritirato a dieci giri dalla fine, mentre la casa tedesca chiude ultima con entrambe le vetture, segno di un progetto sbagliato.

    Sfortunati Kovalainen e Massa. Entrambi i piloti sono stati vittima di un contatto alla prima curva, e la loro gara ha preso una svolta negativa fin dall’inizio. Il brasiliano è costretto a rientrare già al primo giro per cambiare l’ala anteriore danneggiata dalla posteriore destra di Raikkonen.

     

    Le cose non son andate nemmeno bene in casa Toro Rosso. La scuderia di Faenza non va oltre il 13esimo posto di Bourdais, mentre  Buemi, dopo l’ottima prestazione cinese, riesce a far peggio sia di Fisico che di Sutil, i quali chiudono rispettivamente in quindicesima e sedicesima posizione.

     

    A breve la cronaca della gara.

    Valerio Lo Muzzo

     

    Pos  Driver        Team                      Time
     1.  Button        Brawn GP-Mercedes     (B)  1h31:48.182
     2.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  +     7.187
     3.  Trulli        Toyota                (B)  +     9.170
     4.  Hamilton      Ferrari               (B)  +    22.096
     5.  Barrichello   Brawn GP-Mercedes     (B)  +    37.779
     6.  Raikkonen     McLaren-Mercedes      (B)  +    42.057
     7.  Glock         Toyota                (B)  +    42.880
     8.  Alonso        Renault               (B)  +    52.775
     9.  Rosberg       Williams-Toyota       (B)  +    58.198
    10.  Piquet        Renault               (B)  +  1:05.149
    11.  Webber        Red Bull-Renault      (B)  +  1:07.641
    12.  Kovalainen    Ferrari               (B)  +  1:17.824
    13.  Bourdais      Toro Rosso-Ferrari    (B)  +  1:18.805
    14.  Massa         McLaren-Mercedes      (B)  +     1 lap
    15.  Fisichella    Force India-Mercedes  (B)  +     1 lap
    16.  Sutil         Force India-Mercedes  (B)  +     1 lap
    17.  Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)  +     1 lap
    18.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +     1 lap
    19.  Heidfeld      BMW Sauber            (B)  +     1 lap

    April 25

    Bahrain, qualifiche: Trulli guida la riscossa Toyota


    BAHRAIN 25.04.2009 E’ Jarno Trulli l’autore della pole in Bahrain. L’italiano ferma il cronometro in 1’33”431 rifilando ben tre decimi al proprio compagno di squadra, Timo Glock che completa la prima fila per la Toyota.  Partirà dalla terza posizione Sebastian Vettel, ancora in palla con la RedBull, ma a sei decimi dall’italiano. Il leader Jenson Button  conquista il quarto posto, così i rivali dell’anno partiranno affiancati.
    Grande prestazione anche per Lewis Hamilton. L’inglese McLaren, dopo gli ottimi risultati delle libere, chiude quinto facendo meglio di Barrichello. 

    In casa Ferrari l’aver portato entrambe le vettura in Q3 è già un grande risultato. Massa partirà dalla quarta fila, al fianco di Alonso, mentre Raikkonen, sulla cui vettura è stato montato il Kers, partirà dalla decima piazza al fianco di Rosberg.

    Deludono Kovalainen, Piquet e Webber. L’australiano non riesce ad accedere in Q2, chiudendo 19esimo la prima sessione di qualifica deludendo ampiamente visto il bolide che si ritrova tra le mani. Kovalainen, invece, non riesce ad accedere alla Q3, chiudendo 11. Su Piquet c’è poco da dire visto che pur avendo montato il nuovo diffusore non va oltre il quindicesimo tempo.

    Le Toro Rosso non sembrano avere un gran feeling con questo tracciato. Buemi partirà dal 17esimo posto, mentre Bourdais delude ancora vista l’ultima piazza. Ottimismo, invece, in casa Force India, visto il mancato accesso alla Q2 di Sutil per appena cinque centesimi.

    I tempi delle qualifiche:

     

    Pos Driver       Team                      Q1        Q2        Q3      
     1. Trulli       Toyota                (B) 1:32.779  1:32.671  1:33.431  
     2. Glock        Toyota                (B) 1:33.165  1:32.613  1:33.712  
     3. Vettel       Red Bull-Renault      (B) 1:32.680  1:32.474  1:34.015  
     4. Button       Brawn-Mercedes        (B) 1:32.978  1:32.842  1:34.044  
     5. Hamilton     McLaren-Mercedes      (B) 1:32.851  1:32.877  1:34.196  
     6. Barrichello  Brawn-Mercedes        (B) 1:33.116  1:32.842  1:34.239  
     7. Alonso       Renault               (B) 1:33.627  1:32.860  1:34.578  
     8. Massa        Ferrari               (B) 1:33.297  1:33.014  1:34.818  
     9. Rosberg      Williams-Toyota       (B) 1:33.672  1:33.166  1:35.134 
    10. Raikkonen    Ferrari               (B) 1:33.117  1:32.827  1:35.380 
    11. Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B) 1:33.479 
    12. Nakajima     Williams-Toyota       (B) 1:33.221 
    13. Kubica       BMW-Sauber            (B) 1:33.495 
    14. Heidfeld     BMW-Sauber            (B) 1:33.377 
    15. Piquet       Renault               (B) 1:33.608
    16. Sutil        Force India-Mercedes  (B) 1:33.722 
    17. Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B) 1:33.753 
    18. Fisichella   Force India-Mercedes  (B) 1:33.910 
    19. Webber       Red Bull-Renault      (B) 1:34.038 
    20. Bourdais     Toro Rosso-Ferrari    (B) 1:34.159


    April 21

    L'OPINIONE: Genialate, furbate e rese annunciate


    Mamma Mia!  Vale la pena dirlo, col permesso degli Abba ovviamente. Imprevedibilità si chiedeva e imprevedibilità è stata.
    Se il tutto fosse un film, sicuramente Button e Vettel sarebbero gli attori principali, Brawn e Newey gli special guest, Bernie Ecclestone il regista.

    Non è un film ma siamo lì. Primo perché una certezza non c’è, se non il diffusore dei miracoli, e forse nemmeno quello. Ci ha infatti pensato RedBull a far capire come si può vincere con un grande progetto. Secondo perché questo 2009 dà un grosso segnale a tutti quei team che vorrebbero affacciarsi in F1. Le nuove regole, i tagli, e tutte le novità di questa stagione hanno infatti permesso a team come Williams, Brawn, RedBull e Toro Rosso di poter competere contro lo strapotere dei costruttori e della McLaren, unico team vincente tra i garagisti negli ultimi anni.

    Questa stagione funge quindi da spot, per dare un segnale di accesso, una possibilità ai futuri ricconi come Mateschitz che, pur non capendo un H di meccanica, avranno soldi e tempo da investire in questo sport. D’altronde 500 milioni di euro per mettere su astronavi dalle super prestazioni erano veramente troppi, poi capiamo perché Honda si ritira…

    Quindi un plauso a tutta la regia, all’idea, alla genialata, perché quando i fondi son limitati le invenzioni sono fondamentali, chiedere a Newey per chiarimenti.

     

    DIFFUSORI Una parentesi a parte merita il diffusore “double-decker”. La tanto discussa invenzione era già stata intuita dagli ingegneri della Renault e da quelli della McLaren. Sta di fatto che la FIA ritenne irregolari tali progetti, salvo poi fare dietro front nel vedere che gente come Brawn, Toyota e Williams era tornata alla ribalta. Per  diretta conseguenza Renault e McLaren hanno portato i loro diffusori con un effetto simile in Cina, ed i risultati si son visti. Per il ciclo “due pesi e due misure”.

     

    BRAWN Un pensiero maligno però passa per la testa, e riguarda quel volpone di Brawn. Dopo l’addio della Honda, Ross non ha mai messo in dubbio la presenza per questa stagione delle vetture sviluppate per tutto il 2008, continuando a lavorare fino all’ultimo. Sta di fatto che soltanto venti giorni prima dello start Brawn annuncia ufficialmente di aver rilevato il team Honda con tutte le strutture, cogliendo di sorpresa tutti gli avversari. Sì, perché la vettura sviluppata ampiamente in un anno vantava quel diffusore ed un pacchetto aerodinamico favoloso che andavano nascosti alla concorrenza. Le prestazioni sono da favola, al punto che le vetture a detta degli avversari correvano sotto peso, e son caduti nella trappola di Brawn. L’effetto sorpresa ha infatti pagato, il suo team è in cima alle classifiche e prima che gli avversari si adeguino c’è il tempo per guadagnare un vantaggio da poter eventualmente gestire fino a fine anno.

     

    FERRARI Sulla Ferrari c’è poco da dire. Il Kers, sviluppato per un anno, è inaffidabile, seppur utile, e la vettura non sembra molto efficiente. Le parole di Domenicali dopo il gran premio cinese non sanno di resa ma quasi. Se gli aggiornamenti che la casa di Maranello porterà a Barcellona non riescono a diminuire sensibilmente il gap tecnico dai rivali, allora la Ferrari penserà già da ora a preparare la vettura per il 2010, anche perché se dalla prossima stagione ci sarà un budget da gestire, allora le cose cambieranno, eppure tanto. Darsi alla resa, adesso, sembra fin troppo facile.

     

    Valerio Lo Muzzo

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Cina


    Ci è sembrata una replica, un Monza bis, la gara di ieri, come ci è sembrato stupefacente il feeling che lega Vettel e la pioggia. Ci è sembrato un sogno, anzi un incubo, quello vissuto dalla Ferrari, ancora a zero, più della farina della Barilla che di zeri ne ha due. E pensare che un inizio così, per il team di Maranello, non si vedeva da ventotto anni. Ci è invece sembrato commovente il ritiro di Sutil, dopo un grande sesto posto conquistato ai danni di Hamilton, dopo una grande gara finita col botto…a muro! Ci hanno fatto passare davvero un bel week end, adesso diamo un voto…come al solito “Da 0 a 10” Capitolo 3:  Cina.

     

    VOTO 0 ALLA FERRARI

    Ancora, ancora, ancora direbbe Mina, reinterpretando un suo famoso successo. Il successo, appunto, sembra qualcosa di impossibile per la casa di Maranello, che, in questo 2009 non è stata in grado di cogliere un punto. Ieri è mancata l’affidabilità, ma è la vettura nel complesso a risultare poco efficiente. E pensare che se Sutil avesse chiuso a punti con la Force India, i rossi risulterebbero gli unici a zero punti, ma come ben si sa Sutil è andato out e il team di Mallya continua a fare compagnia alla Ferrari. Per il ciclo “Mal comune mezzo gaudio”.
    INDECENTE.

     

    VOTO 1 AL CRASH KUBICA-TRULLI

    Nemmeno la Fisica si riesce a spiegare come ha fatto Kubica a continuare la gara cavandosela con un semplice cambio di alettone. Il botto è stato spaventoso, chiedere a Trulli per ulteriori conferme. Da compatire il polacco che esclama: “Incredibile come la mia macchina abbia resistito all’urto. E’ come un camion…purtroppo in tutto”. Ipse Dixit.
    SCENOGRAFICO

     

    VOTO 2 A GIANFRANCO MAZZONI & CO.

    Ci era mancato il buon Gianfranco con tutto il team RAI, e per la prima volta in questo 2009 torna a farci compagnia. Gli errori commessi nel week end, infatti, rappresentano qualcosa di straordinario. Il momento clou si è raggiunto quando, a modo suo, Webber veniva colpito da Vettel, senza spiegarsi come mai la vettura del tedesco risultasse ancora integra dopo il botto. Soltanto dopo dieci minuti il buon Capelli rimette tutto sulla retta via, facendo notare che il colpevole in questione era Buemi. Meglio tardi che mai.
    STONATO

     

    VOTO 3 A NELSON PIQUET

    Capiamo che la pioggia non sia sua alleata, ma chiudere ultimo, dietro Fisichella a due giri dalla testa è più facile a dirsi che a farsi. Fa molto peggio di Alonso, anche se lo spagnolo montava il nuovo diffusore stile Brawn. Ricordando le parole della settimana scorsa “ A me il passano solo la m…”, adesso crediamo che il buon Nelson sia in grado di darsi una risposta da sé.
    SVEGLIA

     

    VOTO 4 A NICO ROSBERG

    E’ il re delle libere il venerdì, e lo schiavo della gara. Non avrà un gran feeling con la pioggia, ma con la Williams che si trova tra le mani con il diffusore dei miracoli poteva fare molto meglio. Anche lui chiude dietro Fisichella, ma ciò è dovuto al fatto che il team ha azzardato la gomme intermedie quando logica comandava le full-wet. La costanza non è cosa sua.
    PESSIMO

     

    VOTO 5 AD ADRIAN SUTIL

    E’ una gran gara la sua, ma l’harakiri a sei giri dal termine rovina tutto. Peccato perché per la Force India questi potevano essere i primi punti iridati dopo l’occasione persa per mano di Raikkonen a Monaco lo scorso anno. Stavolta Adrian, per tenere dietro Hamilton, azzarda un po’ troppo e paga con il botto. A mente fredda si pente di tutto, ma orami è troppo tardi. Per il ciclo: “Ritenta, sarai più fortunato”.
    SPRECONE

     

    VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

    Trasporta più benzina lui per mezza gara, che un autotreno Esso sulle Autostrade. Conduce una bella gara, compie tanti sorpassi, ma anche tanti errori. Vince il duello sui sorpassi con Raikkonen  per 3-1, perdendo quello degli errori per 1-3. L’importante è che l’inglese abbia chiuso in sesta posizione e porti punti alla causa McLaren. Fa peggio di Kovalainen, ma visti i tempi che corrono oltre il quinto posto non sarebbe comunque andato.
    IN RIPRESA

     

    VOTO 7 A JENSON BUTTON

    E’ facile dire che guida l’astronave, ma l’inglese in ottica campionato riesce comunque a fare il massimo. Le RedBull questo week-end erano imbattibili, sulla pioggia specialmente. E’ stato l’unico a chiedere la sospensione della gara dopo l’incidente di Sutil, ma qualcuno dovrà pur spiegargli che non può andare sempre come in Malesia. Da segnalare il duello con Webber, perso alla grande.
    RAGIONIERE

     

    VOTO 8 A SEBASTIEN BUEMI

    E’ stata la sorpresa della domenica. Dopo la brutta prova Malese lo Svizzero-Siculo riesce a conquistare un punto alla faccia di Bourdais, malinconicamente undicesimo. In qualifica riesce ad accedere alla Q3, facendo meglio di un certo Massa. Sul bagnato va alla grande, anche se rischia tanto nel contatto con Vettel. Il talento sembra esserci, se son rose…
    SORPRESA

     

    VOTO 9 AL GENIO DI ADRIAN NEWEY

    E’ lui che mette le ali alla RedBull. Colui che per primo pensò le vetture di F1 come aerei rovesciati torna a far parlare di sé. La vettura di quest’anno è un esempio di compattezza ed efficienza unica, senza “double-decker” né Kers. Il buon Adrian è stato in grado di tirar fuori un progetto vecchio di 20 anni e applicarlo alla attuale F1. Le sospensioni a tirante, di grande efficienza, daranno qualche problema per la progettazione del nuovo diffusore, ma un genio come lui troverà una soluzione. In questo momento starà lavorando al nuovo fondo che dovrebbe essere introdotto a Monaco. Per il ciclo “Impossible is Nothings”.
    INIMITABILE

     

    VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

    E sono due. Due team portati alla vittoria in meno di un anno. Due gare vinte sotto la pioggia dimostrando una grande padronanza del mezzo. Il tedesco già il sabato fa notare che è in palla. Gli basta un giro per fare la pole, gli basta un attimo per scappare in gara. Soltanto la SC riesce a tenerlo dietro, ma solo per poco. Barrichello gli leva il piacere di fare l’Hat Trick ma non mancheranno occasioni. Sarà pur abituato ad aprire lattine, ma al gusto dello Champagne si abituerà presto. Ne siamo certi.
    INCOMMENSURABILE

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 19

    Cina, cronaca gara: Vettel e RedBull immensi. Brawn e McLaren tengono. Ferrari ancora senza punti.

    SHANGHAI 19.04.2009 Stavolta non ci ha potuto nemmeno il diffusore dei miracoli, né Button, né Brawn, né la Safety Car. Sebastian Vettel non vince, sarebbe un offesa dire così, ma stravince, domina, mettendo le ali proprio come recita un famoso spot. Il tedesco, mentre gli altri annegano nello speranza che una bagnina come Pamela Andreson in Baywatch occorra in loro aiuto, fa gara a sé nuotando a dorso, a rana e in stile libero, come se l’acqua fosse il suo habitat naturale.
    A dir la verità “la bagnina” in questo sport prende il nome di Safety-car che per 8 giri getta il salvagente, salvo poi rientrare per il ciclo “si salvi chi può”. 

    START La gara quindi comincia dopo otto tornate, e subito Hamilton infila Raikkonen il cui motore non sembra esprimersi al meglio. Il finnico è in difficoltà, tant’è che anche Buemi e Massa lo staccano in poco tempo. Tra gli anneganti anche Jarno Trulli  risulta in crisi. L’italiano ha un passo vistosamente lento e presto perde la quinta posizione facendosi sopravanzare da Buemi, Massa, Kovalainen, Glock ed Hamilton. L’inglese della McLaren, colmo di benzina, commette un errore e si gira, salvo poi ripartire senza alcun problema.
    Al diciassettesimo giro Kubica centra in pieno Trulli, danneggiando irrimediabilmente il posteriore dell’italiano, e compromettendo la propria gara visto che l’ala anteriore del polacco deve essere sostituita. Chissà se il rosso e il bianco della Toyota sono stati interpretati da Kubica come i colori di un salvagente. L’ingresso della SC è inevitabile. 

    SC Button, Barrichello e Buemi ne approfittano immediatamente per rifornire, mentre entrambe le RedBull continuano, viste le soste effettuate qualche giro prima. Vettel continua a guidare la gara, seguito da Button, Massa, Webber, Raikkonen, Barrichello, Kovalainen, Bourdais, Buemi, Glock, Nakajima, Alonso, Fisichella, Piquet, Rosberg, Heidfeld, Kubica e  Sutil.
    Al ventesimo giro l'elettronica tradisce Massa, mentre Bourdais è in grado di girarsi in pieno regime di SC. Gran premio da dimenticare per il francese visto il duello perso con il compagno Svizzero-Siculo Buemi. 

    DOMINIO Il salvagente abbandona definitivamente la corsa per non tornare più. Kovalainen in ripartenza brucia Barrichello, proprio come Hamilton fa con Raikkonen. Vettel intanto detta ampiamente legge guadagnando quasi sei secondi in appena due giri sul rivale Button. L’inglese, poco dopo, ingaggia un bel duello con Webber, perso alla grande visto lo strapotere delle RedBull in grado di far meglio di due secondi a giro rispetto il resto della ciurma. Hamilton rientra per il suo primo ed ultimo pit al 33esimo giro, ciò dimostra con quanto carico ha affrontato la qualifica di ieri.
    La gara scorre abbastanza fluida e per le RedBull si avvicinano le seconde soste. Button prende quindi il comando della gara, ma pochi giri dopo Vettel lo liquida come niente. La pioggia allenta leggermente, e Rosberg cerca di dare una svolta alla sua pessima gara montando le intermedie, sperando di galleggiare meglio tra i mari cinesi. In casa Williams scelta più sbagliata non si poteva fare, mentre in casa Ferrari Raikkonen è costantemente bloccato a centro gruppo senza alcuna speranza di far meglio. Anche lui come Hamilton ha puntato sull’unica sosta. L’inglese McLaren, a proposito, riesce a perdere la quinta posizione, complice un testa coda, ai danni del compagno Kovalainen. 

    SUTIL  Pochi giri dopo Rosberg, in evidente difficoltà con le intermedie, capisce che non c’è storia e torna  ai box rimontando le full-wet. Incommensurabile, invece, la prestazione di Sutil che, complice l’ennesimo testacoda di Hamilton, conquista una meritata sesta piazza. A pochi giri dal termine però, il tedesco perde il controllo della sua Force India abbandonando ogni sogno di gloria.
    Vettel taglia il traguardo con undici secondi su Webber e più di mezzo minuto di vantaggio sul rivale Button. E’ stata l’ennesima prova che con una vettura abbastanza competitiva il giovane tedesco può giocarsi perfino il titolo mondiale. Da oggi la stella di Vettel brilla con più intensità.

     

    Valerio Lo Muzzo

    Gp Cina- Dominio Vettel, doppietta RedBull, disastro Ferrari


    SHANGHAI 19.04.2009 Sebastian Vettel conquista la vittoria nel gp del dragone cinese, dominando letteralmente dall’inizio alla fine. La gara è stata condizionata per tutto il tempo dalla pioggia, la quale ha causato la partenza in regime di safety-car. Per il tedesco, da quest’anno in RedBull, è la seconda vittoria in carriera, dopo quella conquistata a Monza con la Toro Rosso in analoghe condizioni climatiche.
    Per la RedBull doppia felicità. Infatti, oltre alla prima vittoria della storia, Mark Webber chiude in seconda posizione completando una grande doppietta. 

    Chiudono terza e quarta le BrawnGp, rispettivamente con Button e Barrichello, vistosamente surclassati dall’efficienza della RedBull che peraltro non monta né lo scivolo né il Kers. A seguire, le McLaren di Kovalainen ed Hamilton, portano a casa preziosissimi punti. L’inglese ha impostato una grande gara, ma qualche errore di troppo lo ha relegato dietro il compagno di box.

    Chiudono in zona punti la Toyota di Glock, e uno strepitoso Sebastian Buemi con Toro Rosso. Da segnalare anche la prestazione di Sutil che a pochi giri dal termine compromette il sesto posto conquistato con fatica. Il team di Mallya perde un’altra occasione per conquistare punti dopo la gara di Monaco dell’anno scorso.

    Un’altra gara disastrosa per Ferrari e Bmw. Il team di Maranello chiude decimo con Raikkonen, mentre Massa viene fermato dall'elettronica quando era in terza posizione. La casa tedesca invece, non va oltre il dodicesimo posto di Hedifeld e il tredicesimo di Kubica. Entrambi i piloti ne hanno però combinate di cotte e di crude per tutto il corso della gara.

    Inguardabile anche la Williams, quindicesima con Rosberg, non pervenuta con Nakajima.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    L’ordine d’arrivo:

     

    Pos  Driver        Team                      Time
     1.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  1h57:43.485
     2.  Webber        Red Bull-Renault      (B)  +    10.970
     3.  Button        Brawn GP-Mercedes     (B)  +    44.975
     4.  Barrichello   Brawn GP-Mercedes     (B)  +  1:03.704
     5.  Kovalainen    McLaren-Mercedes      (B)  +  1:05.102
     6.  Hamilton      McLaren-Mercedes      (B)  +  1:11.866
     7.  Glock         Toyota                (B)  +  1:14.476
     8.  Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)  +  1:16.439
     9.  Alonso        Renault               (B)  +  1:24.309
    10.  Heidfeld      BMW Sauber            (B)  +  1:31.750
    11.  Bourdais      Toro Rosso-Ferrari    (B)  +  1:34.156
    12.  Raikkonen     Ferrari               (B)  +  1:35.834
    13.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +  1:46.853
    14.  Fisichella    Force India-Mercedes  (B)  +     1 lap
    15.  Rosberg       Williams-Toyota       (B)  +     1 lap
    16.  Piquet        Renault               (B)  +    2 laps


    April 18

    Cina,qualifiche: Vettel e RedBull mettono le ali


    SEPANG 18.04.2009 E’ Sebastian Vettel a regalare la prima pole position della vita alla Red Bull Racing. Il tedeschino, fermando il cronometro in 1’36”565 ha relegato in seconda posizione uno straordinario Fernando Alonso, probabilmente molto scarico. La prestazione del driver RedBull è stata fenomenale. Nelle tre sessioni di qualifica il tedesco ha effettuato appena 11 giri, di cui soltanto 3 sono risultati validi per compiere il tempo. In pratica un giro per sessione. Fantastico.

    Ottima anche la prestazione del compagno Mark Webber, terzo, mentre deludono un po’ le BrawnGP probabilmente più cariche. Si aspetta quindi con curiosità il comunicato FIA relativo ai pesi delle vetture.

    Dopo le Brawn Trulli e Rosberg anticipano un Raikkonen in tiro, mentre la guida di Hamilton è stata notevolmente influenza dal carico di benzina abbastanza pesante. Sorprende alla grande Sebastian Buemi. L’unico esordiente dell’anno riesce a fare meglio del compagno di team, eliminato in Q1, di Massa e di Kovalainen. A proposito di Massa, il brasiliano è stato eliminato in Q2, proprio come il finnico McLaren, complice un errore di guida.

    Anche in casa Bmw le cose non vanno tanto bene. Kubica viene eliminato immediatamente in Q1. Peggio di lui fanno soltanto i piloti Force India. Comprensibile quindi il muso del polacco nel post qualifiche. Heidfeld, invece, riesce a fare meglio del compagno, ma in Q2 viene beffato da Buemi per soli 10 millesimi di secondo.

    Deludono Piquet, eliminato in Q1, e Glock. Il tedesco Toyota verrà retrocesso di 5 posizioni sulla griglia, causa sostituzione del cambio.

    Aspettando domani, si ricorda che le RedBull non montano né il Kers né il tanto citato diffusore.

    A breve l’analisi dei pesi.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    I tempi delle qualifiche:

     

    Pos  Driver       Team                       Q1        Q2        Q3      Laps
     1.  Vettel       Red Bull-Renault      (B) 1:36.565  1:35.130  1:36.184  11
     2.  Alonso       Renault               (B) 1:36.443  1:35.803  1:36.381  21
     3.  Webber       Red Bull-Renault      (B) 1:35.751  1:35.173  1:36.466  19
     4.  Barrichello  Brawn-Mercedes        (B) 1:35.701  1:35.503  1:36.493  21
     5.  Button       Brawn-Mercedes        (B) 1:35.533  1:35.556  1:36.532  19
     6.  Trulli       Toyota                (B) 1:36.308  1:35.645  1:36.835  21
     7.  Rosberg      Williams-Toyota       (B) 1:35.941  1:35.809  1:37.397  23
     8.  Raikkonen    Ferrari               (B) 1:36.137  1:35.856  1:38.089  19
     9.  Hamilton     McLaren-Mercedes      (B) 1:35.776  1:35.740  1:38.595  17
    10.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B) 1:36.284  1:35.965  1:39.321  21
    11.  Heidfeld     BMW-Sauber            (B) 1:36.525  1:35.975            14
    12.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B) 1:36.646  1:36.032            10
    13.  Massa        Ferrari               (B) 1:36.178  1:36.033            11
    14.  Glock        Toyota                (B) 1:36.364  1:36.066            14
    15.  Nakajima     Williams-Toyota       (B) 1:36.673  1:36.193            13
    16.  Bourdais     Toro Rosso-Ferrari    (B) 1:36.906                      10
    17.  Piquet       Renault               (B) 1:36.908                      10
    18.  Kubica       BMW-Sauber            (B) 1:36.966                      8 
    19.  Sutil        Force India-Mercedes  (B) 1:37.669                      10
    20.  Fisichella   Force India-Mercedes  (B) 1:37.672                      10



    April 09

    L'OPINIONE: Cominciamo bene!

    Dire che questa è una rubrica in cui non c’è nulla di personale significa dire una bugia. Questa vuole essere la rubrica dall’occhio vigile, sulla situazione attuale, su quello visto in tv, e su quello che dicono voci di camerino (che vengono prima delle voci di corridoio). Basta il titolo per capire tutto, basta arrivare alla fine per capire di cosa tratta. Argomento del giorno la doppia trasferta austro-malese.

     

    Se chi ben comincia è a metà dell’opera, allora il sipario può già calare, non tanto per la Brawn , quanto per l’incapacità mostrata dalla Federazione nel gestire gli ultimi eventi in gara e non.

    I primi sintomi di “incapacità intellettuale” hanno cominciato a delinearsi il 17 marzo. La domanda infatti era superlecita e mi chiedevo: “Ma come si fa a cambiare il mondo (perché con la regola del “vince chi più vince” cambia tanto) appena 12 giorni prima dell’inizio del mondiale?

    Il tutto poi è ovviamente rientrato, nulla è cambiato e si è partiti. Si è partiti col botto però. Perché  Ferrari, RedBull e Renault non ci hanno pensato mezza volta a dire: Brawn, Toyota e Williams sono irregolari!” così gridato ai quattro venti. A dir la verità Briatore si era insospettito subito nel vedere la Brawn volare come se avesse preso una RedBull (la bibita ovviamente), e si è posto subito la domanda che ci siamo posti tutti: “Come fa una vettura appena arrivata al secondo giorno di test a fare il miglior tempo???”. Misteri della fede.

    La McLaren in tutto questo si è ben guardata di “denunciare” il suo cliente Brawn. D’altronde Ross monta motori Mercedes e monterà KERS by McLaren. Alla faccia delle scuderie clienti che in F1 non dovrebbero esistere. Toro Rosso, Force India e Brawn sono solo frutti della mia immaginazione. Mia e solo mia.

     

    Sta di fatto che in Australia accade quel che accade, il famoso scivolo viene dichiarato legale, almeno fino al 14 aprile, ma accade una cosa strana. La Toyota viene penalizzata il sabato. Cioè, il venerdì va tutto bene, è tutto ok, e il sabato è irregolare??? 2+2=5…i conti non tornano.

    In gara un altro scandalo. In regime di SC Trulli va sull’erba, Hamilton lo passa e gli cede la posizione qualche metro dopo. In casa McLaren lo spirito di iniziativa li porta a mentire, presentare ricorso e conquistare, anzi rubare, un podio. Passano quattro giorni. Il ricorso Toyota sul ricorso Mclaren (notare che la parola ricorso ormai va di moda) viene vinto, Hamilton viene squalificato, e a Woking si cominciano a lavare i panni sporchi…

    Per quanto detto l’ordine d’arrivo ufficiale del primo gp dell’anno viene stabilizzato 4 giorni dopo il taglio del traguardo da parte di Button. Non c’è male.

     

    Venerdì è tempo di Malesia. Per si e per no la Bmw presenta ricorso contro i tre team imputati, schierandosi con Ferrari, RedBull e Renault, dando così man forte ad una causa persa in partenza. Persa non tanto per la legittimità o illegittimità dello scivolo, ma quanto per un fatto di show. Non ci sarebbe motivo di rivoluzionare (nuovamente) un campionato già rivoluzionato  per dare imprevedibilità. D’altronde se lo scivolo diviene  legale in estate l’avranno già copiato tutti (bene o male) e poi si vedrà, anche se la Brawn potrebbe aver accumulato un buon vantaggio. Se invece lo scivolo fosse dichiarato illegale, Ferrari e McLaren tornerebbero in lotta per il mondiale. E per una volta che loro non vincono i vincenti, Ecclestone e Co. gli darebbero una mano per tornare alla Formula Noia??? Ma quando mai.

     

    Domenica la genialata di far partire la corsa alle ore 17.00 locali evidenzia ancora che chi comanda con la testa non c’è. Parlano i fatti e i piloti. Non si vedeva un gp sospeso per condizioni simili dal Brasile 2003 (ove vinse Fisichella il venerdì dopo…guarda caso su ricorso!), mentre non si vedevano i punteggi dimezzati da ben 18 anni. Ma la cosa che più mi ha stupito  è stata l’indecisione sul ripartire o meno, quando nemmeno dalla tv si riusciva a vedere una fioca luce di speranza. Roba da pazzi. Trulli, Alonso e Webber a tal motivo si sarebbero messi in mezzo la pista come gli scioperanti che si vedono nelle stazioni italiane.

     

    In tutto questo la cosa che fa più “piacere” è il sapere che tra pochi giorni tutto quello che finora è stato fatto può essere ancora ribaltato. In questo modo si finirà col perdere la faccia. L’audience televisivo finirà come i punti nel gp malese…penso che di questo passo si dimezzerà ben presto.

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 06

    DA ZERO A DIECI: MALESIA!

    Siamo rimasti così, a bocca asciutta, anzi più bagnata che asciutta, vista l’acqua, vista la sospensione della corsa. Cosa che non accadeva da ben 18 anni. Siamo rimasti la bellezza di cinquanta minuti incollati davanti al televisore intonando il coro “Ripartiamo o no…ripartiamo si o no?”, per poi capire che di quel gp non sarebbero che rimasti chiacchiere e pettegolezzi. Siamo rimasti a pensare tanto su quello che frulla, anzi non frulla, in testa in casa Ferrari, cercando di trovare un capo espiatorio, come la Mclaren ha fatto con Dave Ryan, allontanato dopo la bellezza di 35 anni di servizio prestati a Woking. Alla faccia del rispetto. Adesso torniamo alla nostra rubrica, dove i voti non verranno dimezzati, come avvenuto per i punteggi, ma andranno ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 2: Malesia!

     

    VOTO 0 A FERRARI & CO.

    AAA…cercasi disperatamente tranquillità e semplicità. In casa Ferrari fanno di tutto per complicarsi la vita da soli. Dopo le speranze del venerdì, la strategia adottata il sabato nel corso delle qualifiche è stata veramente indegna. In un periodo in cui le cose non vanno certamente bene, non si ci può permettere il lusso di stare  a guardare gli avversari che buttano fuori Massa. Da suicida, invece, l’idea di cambiare gli pneumatici prima del tempo a Raikkonen, ormai collaudato in quinta posizione. Il finnico, infatti, perde più di 20 secondi al giro, e saluta tutti prima del previsto. Se aggiungiamo la rottura del Kers, la frittata è servita. Zero proprio come i punti in classifica.

    SVEGLIA

     

    VOTO 1 ALL’ORARIO MALESE

    Tutti sanno che in Malesia le probabilità di pioggia si accentuano nel tardo pomeriggio per aumentare in serata. Lo sanno tutti, tranne la Federazione. Briatore aveva avvisato tutti prima della partenza, come un saggio, un veggente. Barrichello in merito dichiara: “Non guidavo in un’oscurità simile da quando provavo la Ferrari a Fiorano fino alle 9 di sera”. Il che è tutto dire. Sta di fatto che nemmeno Noè sarebbe stato in grado di concludere il gp. Meglio alzarsi presto la mattina che vedere certi naufragi.

    SBAGLIATO

     

    VOTO 2 ALLA MCLAREN

    Anche a Woking non se la passano tanto bene. Dopo “il fatto” di Melbourne Dave Ryan è stato allontanato, per dare un segno, una svolta. Ma la svolta, a destra, l’ha data Kovalainen, che in due gare si e no ha percorso due chilometri e mezzo. E siamo generosi. Colui che regge la baracca, e tutta la struttura, è Lewis Hamilton. Almeno lui un punticino a casa se lo porta. Sta di fatto che la vettura è notevolmente inferiore alle rivali, vedi duello Hamilton-Webber perso alla grande.

    KO

     

    VOTO 3 A GIANCARLO FISICHELLA

    Non poteva mancare. Ormai sembra essersi fossilizzato nella nostra rubrica e non vuol saperne di lasciarci. D’altronde il romano se le cerca. Il sabato inneggia alla pioggia, come se lui fosse un fenomeno, o almeno pensa di esserlo per la strana e fortunata vittoria ottenuta in quel del Brasile 2003. La domenica puntualmente arriva la pioggia e lui, presumiamo dalla felicità, comincia a fare le piroette in pista, cercando di insabbiarsi in tutti i modi. Come prevedibile termina ultimo dietro il compagno di squadra.

    RICICLATO

     

    VOTO 4 SEBASTIEN BUEMI

    E’ l’ultimo arrivato, ma poteva fare meglio. Dopo i due punti conquistati in Australia si ci aspettava qualcosa di più dallo Svizzero-Siculo. Ma Sebastien fin dalle qualifiche sembra essere out. Per il ciclo: “sbagliando s’impara”.

    INESPERTO

     

    VOTO 5 AI MECCANICI SULLA GRIGLIA

    Finalmente tornano le telecamere in griglia di partenza che vanno  a curiosare sulle novità delle singole vetture. In casa Rai, l’ingegner Bruno guida la truppa con il fido Giovannelli al seguito. Peccato che i media italiani non sono tanto raditi dai meccanici dei team,  che li cacciano in tutti i modi dai dintorni delle loro vetture. Soltanto in casa Ferrari il buon Bruno ha la sua gloria, come giusto che sia, con tanto di saluti e baci. Finisce a tarallucci e vino come nelle usanze tipiche italiane.

    SCORBUTICI

     

    VOTO 6  A NICK HEIFELD

    Detto francamente non fa nulla fin quando il tempo non fa le bizze. Il tedesco vuoi o vuoi, in queste occasioni tira fuori sempre il meglio di sé e si piazza quasi sempre a podio. Vedere 2008 per credere. Ovviamente il merito spetta anche al muretto Bmw che, con la scelta delle intermedie gli dà il la, ma poi il resto è farina del suo sacco. Stavolta il paragone con Kubica viene evitato, visto l’inconveniente occorso al polacco. Ma senza la pioggia il tedesco avrebbe chiuso nuovamente in modo opaco.

    FORTUNATO

     

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Parte bene, continua meglio e solo la pioggia gli nega il podio e forse qualcosa di più. Il bagnato non sembra essere il suo forte, ma il tedesco quest’anno sembra esser partito con il piede giusto. Costanza, testa e fortuna, possono aiutarlo a diventare grande.

    CONFERMA

     

    VOTO 8 A GLOCK, TRULLI E TOYOTA TUTTA

    I giapponesi tornano a farsi sentire. Questo è il secondo podio in stagione, 14 aprile permettendo. L’azzardo su Glock ha pagato molto. Il tedesco, infatti, sembrava aver il motoscafo a motore, contro le barche a remi degli avversari. Mette in pericolo la vittoria di Button, poi, la troppa acqua, gli impedisce di portare a termine la sua rimonta. Infine, il quarto posto di Trulli, fa dei giapponesi la seconda forza del campionato.

    SORPRESA

     

    VOTO 9 ALLA PARTEZA DI ZORRO ALONSO

    Da decimo a terzo. Non ci sono paragoni Zorro Alonso attiva il Kers e saluta tutti prendendo la corsia preferenziale. Il suo week-end non era partito tanto bene, vista la febbre. Ma lo spagnolo ha tirato fuori il campione del mondo che è (stato), strappando una decima posizione in Q3 e facendo un’ottima gara. E’ vittima della pioggia, ma allo sprint è stato grandioso.

    USAIN BOLT

     

    VOTO 10 ALLE 3B

    Brawn, Button, Barrichello attenti a quei tre! Non sbaglia un colpo il vecchio Ross. L’acqua infatti funge da lubrificante per le sue meningi che, al contrario degli avversari, azzeccano tutto con apparente semplicità. Se poi si ha in squadra un Button così allora i sogni mondiale son leciti. La vettura è un capolavoro di aerodinamica ed ha un’aderenza paurosa. A tal motivo la Pattex sta mediando col team principal per un nuovo spot a breve in tv.

    GRANDIOSI

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 05

    GP MALESIA- GIRO 32 LA F1 CHIUDE! VINCE BUTTON, PUNTEGGI DIMEZZATI

    SEPANG 05.04.2009 La notizia tanto attesa è arrivata: la gara non ripartirà. Jenson Button pertanto è il vincitore di questo caotico gp malese, pesantemente condizionato dalla pioggia. L’ordine ufficiale appena rilasciato dalla FIA vede sul podio: Button, Heidfeld e Glock. Realmente c’è tuttora un po’ di incertezza, visto il caos degli ultimi rifornimenti. Si ricorda che non verrà assegnato l’intero punteggio bensì questo verrà dimezzato.
    Vanno a punti: Trulli, Barrichello, Hamilton, Rosberg e Webber. Ancora senza punti le due Ferrari. Ma andiamo per step.
     
    START Alla partenza Rosberg brucia tutti e si porta in testa, seguito da Trulli e uno strepitoso Alonso partito dalla decima piazza. Poi Button, Barrichello, Raikkonen, Webber, Glock, Heidfeld, Hamilton, Vettel, Massa, Piquet, Nakajima, Fisico, Sutil, Buemi e Kubica. Il polacco della Bmw è subito out per un problema al motore. Anche Kovalainen esce subito di scena per un suo errore, mentre Button liquida immediatamente Alonso. Lo spagnolo è vittima anche di Barrichello, mentre Vettel ingaggia un duello vincente con Hamilton.
    Alonso fa un po’ da tappo, e un gruppetto formato da Raikkonen, Glock e Webber si forma alle sue spalle, favorendo il recupero di Vettel. Prima Raikkonen liquida lo spagnolo, il quale, qualche tempo dopo, ingaggia un bel duello con Webber, che ne esce vincitore.
     
    INCERTEZZA Si aspetta l’acqua, il cielo è nero ma non sembra ancora piovere. Comincia il valzer dei pit-stop Vettel, Rosberg, Webber, Trulli mantengono le gomme da asciutto, mentre in casa Ferrari si azzardano le full-wet sulla vettura di Raikkonen, sperando nella pioggia immediata. Sta di fatto che la pioggia ritarda, Button e Barrichello mantengono anche loro le gomme da asciutto,e appena tre giri dopo comincia leggermente a piovere. Tutti i piloti rientrano collettivamente ai box, mentre la scelta di Raikkonen non paga, visto che il finnico, in tre giri, ha accumulato più di un minuto e mezzo di svantaggio.
    Adesso Button guida su Rosberg, Trulli, Barrichello, Heidfeld, Hamilton, Webber e Massa. L’inglese della McLaren ingaggia un fantastico duello con Webber, ma la RedBull è tecnicamente superiore al bolide di Woking. Webber continua alla grande infilando Heidfeld, ma il razzo sulla pioggia è Timo Glock, che essendo l’unico a montare gomme intermedie recupera posizioni su posizioni. Intanto Massa infila Hamilton, e Barrichello infila Rosberg.
     
    GARA SOSPESA Adesso l’acqua scende con maggiore intensità, tutti vengono inizialmente ingannati dalla intermedie di Glock e rientrano per effettuare il cambio gomme, salvo poi tornare sui proprio passi qualche giro dopo. Vittime della pioggia sono Vettel e Fisichella, entra la SC ma il fiume malese è in piena e non vi sono assolutamente le condizioni per continuare. La gara viene quindi sospesa al 32esimo giro, e come già detto, verrà dichiarata conclusa un’ora dopo. L’ordine d’arrivo però è tuttora molto confusionario, figurarsi che i piloti sulla pit-lane non sapevano nemmeno in che posizione avessero terminato la loro gara. Speriamo, che almeno stavolta, tutto non venga deciso ancora in Tribunale.
     
    Valerio Lo Muzzo
    April 04

    MALESIA, POST-QUALIFICHE: ANALISI PESI VETTURE

    SEPANG 04.04.2009 Che le Brawn si fossero nascoste era cosa abbastanza ovvia. Adesso, con i pesi di ciascuna vettura in mano, tutto è più facile da considerare. Vettel non è riuscito a fare la pole pur essendo più leggero di 13Kg rispetto Button, mentre Trulli, con solo 4Kg meno dell’inglese è riuscito a intimidire la sua pole. Il tedesco della RebBull, partendo dalle retrovie, essendo più leggero, dovrebbe aver maggior possibilità di sorpasso, sperando di non incappare dietro gente come  Fernando Alonso, che con i suoi 680Kg ritarderà molto la sosta iniziale. Barrichello, Raikkonen e Kubica grossomodo hanno lo stesso quantitavo di carburante, mentre, più indietro, sia le McLaren che Massa puntano su un long run.

     

    Pos. Driver       Team                Car weight (kg)
     1.  Button       Brawn-Mercedes         660
     2.  Trulli       Toyota                 656.5
     3.  Vettel       Red Bull-Renault       647
     4.  Barrichello  Brawn-Mercedes         664.5
     5.  Glock        Toyota                 656.5
     6.  Rosberg      Williams-Toyota        656
     7.  Webber       Red Bull-Renault       656
     8.  Kubica       BMW-Sauber             663
     9.  Raikkonen    Ferrari                662.5
    10.  Alonso       Renault                680.5
    11.  Heidfeld     BMW-Sauber             692
    12.  Nakajima     Williams-Toyota        683.4
    13.  Hamilton     McLaren-Mercedes       688
    14.  Kovalainen   McLaren-Mercedes       688.9
    15.  Bourdais     Toro Rosso-Ferrari     670.5
    16.  Massa        Ferrari                689.5
    17.  Piquet       Renault                681.9
    18.  Fisichella   Force India-Mercedes   680.5
    19.  Sutil        Force India-Mercedes   655.5
    20.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari     686.5

    MALESIA, QUALIFICHE: BUTTON, E' ANCORA POLE!

    SEPANG 04.04.2009 Ancora Button, ancora Brawn, ancora pole. Sarà infatti l’inglese a partire davanti al gruppo domani, dopo una bella lotta con Trulli che, solo per 62 centesimi, non è riuscito a fare meglio. Ma la vera conferma del week-end è ancora Sebastian Vettel, terzo senza scivolo e senza Kers.

    Non riesce a trovare lo stesso feeling con la vettura, invece, Rubens Barrichello, quarto, ancora sottomesso dal compagno di squadra. Il brasiliano, come già risaputo, verrà retrocesso di cinque posizioni in merito alla sostituzione del cambio avvenuta per sicurezza, visti i problemi in partenza a Melbourne.
    Dietro i quattro, Glock e Rosberg conquistano la quinta e la sesta posizione, e vista anche la penalità inflitta a Vettel in Australia (sarà retrocesso di dieci posizioni sulla griglia), entrambi domani partiranno dalla seconda fila.

     

    Robert Kubica tiene alto il nome della Bmw, chiudendo in ottava posizione, facendo meglio della Ferrari, col Kers, di Kimi Raikkonen, giunto nono. Il duello con Heidfeld non sembra avere storia, visto che il tedesco non è riuscito nemmeno ad accedere alla Q3. Chiude decimo, un influenzato Fernando Alonso, che riesce comunque a contenere i danni. Lo spagnolo, viste le penalità, partirà ottavo. Ovviamente fa meglio del compagno di squadra Piquet, eliminato immediatamente in Q1.

     

    Delude profondamente Felipe Massa. Il brasiliano, per un errore di presunzione, decide, insieme al team, di rimanere ai box nei minuti finali della Q1, cosa che gli costa l’impossibilità di difendersi dagli attacchi degli avversari che fanno meglio di lui. Anche Raikkonen ha azzardato la stessa strategia ma ha avuto più fortuna. Felipe chiude 16esimo e non accede alla Q2.

     

    Non se la passano tanto meglio in casa McLaren, visto che, come in Australia, nessuna delle due vetture è riuscita ad accedere alla Q3. Inoltre, le voci circolate dopo “il fatto” di Melbourne non aiutano il team di Woking, ancora tecnicamente in difficoltà.

     

    Al più presto l’analisi, considerando i pesi delle singole vetture.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

     

    Pos  Pilota       Team                       Q1        Q2        Q3      
     1.  Button       Brawn-Mercedes        (B)  1:35.058  1:33.784  1:35.181
     2.  Trulli       Toyota                (B)  1:34.745  1:33.990  1:35.273
     3.  Vettel       Red Bull-Renault      (B)  1:34.935  1:34.276  1:35.518
     4.  Barrichello  Brawn-Mercedes        (B)  1:34.681  1:34.387  1:35.651
     5.  Glock        Toyota                (B)  1:34.907  1:34.258  1:35.690
     6.  Rosberg      Williams-Toyota       (B)  1:35.083  1:34.547  1:35.750
     7.  Webber       Red Bull-Renault      (B)  1:35.027  1:34.222  1:35.797
     8.  Kubica       BMW-Sauber            (B)  1:35.166  1:34.562  1:36.106
     9.  Raikkonen    Ferrari               (B)  1:35.476  1:34.456  1:36.170
    10.  Alonso       Renault               (B)  1:35.260  1:34.706  1:37.659
    11.  Heidfeld     BMW-Sauber            (B)  1:35.110  1:34.769
    12.  Nakajima     Williams-Toyota       (B)  1:35.341  1:34.788
    13.  Hamilton     McLaren-Mercedes      (B)  1:35.280  1:34.905
    14.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B)  1:35.023  1:34.924
    15.  Bourdais     Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:35.507  1:35.431
    16.  Massa        Ferrari               (B)  1:35.642
    17.  Piquet       Renault               (B)  1:35.708
    18.  Fisichella   Force India-Mercedes  (B)  1:35.908
    19.  Sutil        Force India-Mercedes  (B)  1:35.951

    20.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:36.107