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September 28 Singapore, analisi gara: Hamilton, riscatto compiutoSINGAPORE 27.09.2009 Ci aveva lasciato alla seconda di Lesmo, stampato contro le barriere di protezione all’ultimo giro, sintomo di una voglia e di una foga fuori dal normale. Lo ritroviamo adesso, sulla cima del podio beato e festante, cancellando quel crash con una vittoria in grande stile, rispondendo così alle critiche dei giornali. Si conferma l’arbitro di questo mondiale Lewis Hamilton, alla sua seconda vittoria in stagione che indirettamente sancisce, anzi consegna il mondiale agli amici della Brawn. Perfetto, ovunque e comunque. In qualifica, in partenza e in gara. Peccato che questo mondiale ha avuto tanti volti e tante facce. Poteva esser la volta di Nico Rosberg, pronto a mettere la sua di faccia per una vittoria, ma gli è andata male. Un errore, un grosso errore, lo ha portato a rinunciare ad un podio più che certo, come Vettel, forse ancora acerbo per puntare all’iride. L’iride, appunto, e due piloti dall’ugual tuta pronti ad accaparrarselo. Barrichello e Button, entrambi opachi, ma in grado di portare a casa quei pochi punti utili anche in classifica costruttori. E tra i costruttori in lotta, Ferrari e McLaren, se la giocheranno fino alla fine. Con l’unica, sostanziale, differenza. La rossa da qui a fine anno sarà sempre la stessa.
FLAG TO FLAG Al via Hamilton mantiene facilmente la pole, mentre Rosberg infila un incerto Vettel che deve difendersi dall’attacco di Alonso. Lo spagnolo, così facendo, perde due posizioni su Webber e Glock. Hamilton, Rosberg, Vettel, Webber, Glock, Alonso, Barrichello, Kubica, Kovalainen e Button i primi dieci. Problemi ai freni costringono Grosjean al ritiro già al terzo giro, mentre Fisico e Liuzzi duellano nelle retrovie. Fino alle prime soste niente da segnalare, poi al 20esimo passaggio Sutil centra Heidfeld e la Safety-car è inevitabile. La gara vive il suo massimo splendore al rientro della vettura di sicurezza. Rosberg sconta un drive-trough per aver scavalcato la famosa linea bianca in uscita dai box, e Vettel è libero di lanciarsi alle calcagna di Hamilton. La posizione dell’ inglese, saldamente in testa, non sembra mai in pericolo anche perché il tedesco RedBull ha meno carburante del campione del mondo. Al momento della seconda sosta però, Vettel oltrepassa il limite di velocità in pit lane ed il drive trough è inevitabile. Traggono vantaggio dalla penalità Glock, sorprendentemente secondo, e Alonso che nel caos safety-car hanno avuto la meglio. L’ultimo sussulto avviene al 45esimo giro, quando Webber, in netta crisi di freni, va fuori alla prima curva. Per un attimo si teme il nuovo ingresso della safety-car, ma la vettura austriaca non è in posizione pericolosa. Falso allarme quindi. In ogni caso la vittoria di Hamilton non sarebbe stata messa in discussione. Riscatto compiuto.
Valerio Lo Muzzo
World Championship standings, round 14: Drivers: Constructors: 1. Button 84 1. Brawn-Mercedes 1532. Barrichello 69 2. Red Bull-Renault 110.5 3. Vettel 59 3. Ferrari 62 4. Webber 51.5 4. McLaren-Mercedes 59 5. Raikkonen 40 5. Toyota 46.5 6. Hamilton 37 6. Williams-Toyota 30.5 7. Rosberg 30.5 7. Renault 26 8. Alonso 26 8. BMW Sauber 21 9. Glock 24 9. Force India-Mercedes 1310. Trulli 22.5 10. Toro Rosso-Ferrari 5 11. Kovalainen 22 12. Massa 22 13. Heidfeld 12 14. Kubica 9 15. Fisichella 8 16. Sutil 5 17. Buemi 3 18. Bourdais 2
http://www.eracemotorblog.it/2009/09/27/f1-singapore-analisi-gara-hamilton-riscatto-compiuto.html Singapore, gara: Hamilton, gara perfettaSINGAPORE 27.09.2009 Lewis Hamilton coglie la seconda vittoria dell’anno, in occasione del secondo gp di Singapore. L’inglese, ampio dominatore dall’inizio alla fine, non ha mai perso il controllo della situazione, a differenza dei rivali di giornata come Rosberg e Vettel incappati in qualche errore di troppo. Entrambi i tedeschi, infatti, hanno rimediato un drive trough seppur per motivi diversi. Il pilota Bmw, in occasione della prima sosta, non è riuscito a controllare la vettura in uscita dalla pit lane, mentre il pilota RedBull non ha rispettato il limite di velocità in occasione del secondo rifornimento. A dar un tono di incertezza maggiore a questa domenica ci ha pensato la Safety-Car, chiamata in causa da un contatto tra Sutil ed Heifeld, peraltro entrambi ritirati. La situazione ha giovato a Glock ed Alonso, entrambi a podio. Pur penalizzato Sebastian Vettel chiude in quarta posizione, precedendo il leader del campionato Button che rafforza così la sua leadership, visto il sesto posto di Barrichello. In chiave mondiale Mark Webber perde anche le remote possibilità che offriva la matematica. L’australiano è vittima di un problema ai freni che lo costringe a muro al 45esimo giro. Chiudono la zona punti Kovalainen e Kubica.
Giornata da dimenticare per la Ferrari. I piloti del cavallino sono stati autori di una gara anonima che ha visto chiudere Raikkonen al decimo posto e Fisichella, tredicesimo, davanti il connazionale Tonio Liuzzi. L’altro pilota italiano, Jarno Trulli taglia il traguardo in dodicesima posizione.
Pos Driver Team Time 1. Hamilton McLaren-Mercedes (B) 1h56:06.337 2. Glock Toyota (B) + 9.634 3. Alonso Renault (B) + 16.624 4. Vettel Red Bull-Renault (B) + 20.261 5. Button Brawn-Mercedes (B) + 30.015 6. Barrichello Brawn-Mercedes (B) + 31.858 7. Kovalainen McLaren-Mercedes (B) + 36.157 8. Kubica BMW Sauber (B) + 55.054 9. Nakajima Williams-Toyota (B) + 56.05410. Raikkonen Ferrari (B) + 58.89211. Rosberg Williams-Toyota (B) + 59.77712. Trulli Toyota (B) + 1:13.009 13. Fisichella Ferrari (B) + 1:19.890 14. Liuzzi Force India-Mercedes (B) + 1:33.502 Fastest lap: Alonso, 1:48.240 Not classified/retirements: Driver Team On lapAlguersuari Toro Rosso-Ferrari (B) 48 Buemi Toro Rosso-Ferrari (B) 48 Webber Red Bull-Renault (B) 46Sutil Force India-Mercedes (B) 24Heidfeld BMW Sauber (B) 20Grosjean Renault (B) 4
Singapore, pesi vetture: Hamilton prova la fugaSINGAPORE 26.09.2009 Poteva perdere la pole Lewis Hamilton, alla luce della leggerezza di Vettel, alla luce dei nove chili che separano il tedesco dall’inglese. Nove chili, appunto e una consapevolezza in più. Hamilton è l’unico a montare il Kers, nonché il più pesante tra i primi otto.
Tra i partenti Sutil risulta essere il più pesante, mentre il più leggero è proprio Sebastian Vettel. Abbastanza carico anche Button, proprio come Raikkonen, probabilmente orientati sulla monososta. Pronto alla riscossa Barrichello, seppur il brasiliano dovrà guardarsi alle spalle dal punto di vista strategico. Come a Monza la monososta può pagare. Nelle retrovie, infatti, l’unico leggero è Liuzzi. Per il pilota italiano sarà quindi una gara all’arrembaggio.
Pos Driver Weight (kg) 1. Hamilton McLaren-Mercedes 660.5 2. Vettel Red Bull-Renault 651.0 3. Rosberg Williams-Toyota 657.5 4. Webber Red Bull-Renault 654.5 5. Barrichello Brawn-Mercedes 655.5 6. Alonso Renault 658.0 7. Glock Toyota 660.5 8. Heidfeld BMW-Sauber 650.0 9. Kubica BMW-Sauber 664.0 10. Kovalainen McLaren-Mercedes 664.5 11. Nakajima Williams-Toyota 680.7 12. Button Brawn-Mercedes 683.0 13. Raikkonen Ferrari 680.5 14. Buemi Toro Rosso-Ferrari 678.0 15. Trulli Toyota 690.9 16. Sutil Force India-Mercedes 693.0 17. Alguersuari Toro Rosso-Ferrari 683.5 18. Fisichella Ferrari 678.5 19. Grosjean Renault 683.0 20. Liuzzi Force India-Mercedes 656.0
Singapore, qualifiche: Barrichello chiude i giochi, pole di HamiltonSINGAPORE 26.09.2009 E’ ancora Lewis Hamilton a far segnare la pole position. La terza per lui in questa stagione. Stavolta però non si è vista la lotta all’ultimo secondo, visto un errore di Barrichello che, andando a muro, ha causato la sospensione delle qualifiche a 26 secondi dal termine. Hamilton, Vettel e Rosberg erano i tre papabili alla pole, nonché gli unici ad aver a disposizione l’ultimo treno di gomme morbide. Al solito l’inglese della McLaren sarebbe stato l’ultimo pilota a tagliare il traguardo, controllando così la sua pole, mentre Vettel e Rosberg erano lanciatissimi nei loro rispettivi giri lanciati. I tre, comunque, ricopriranno i primi posti della griglia di partenza. Barrichello, quinto, verrà retrocesso di cinque posizioni, vista la sostituzione del cambio. Questa retrocessione giova a Fernando Alonso, promosso quindi quinto. In Top Ten chiudono Glock, Heidfeld, Kubica e Kovalainen.
Pessima prestazione per Jenson Button. L’inglese viene eliminato in Q2, lasciando ai rivali tutte le possibilità che offre la matematica. Giornata no, invece, per la Ferrari. Fisichella viene eliminato già in Q1 insieme a Sutil, Algersuari, Grosjean e e Liuzzi. Raikkonen, invece, partirà dalla tredicesima piazza proprio dietro il leader del mondiale Button. Ultimo posto per Vitantonio Liuzzi. Dopo l’ottima prestazione di Monza l’italiano non riesce ad adattarsi, seppur la sua Force India non è performante come lo è stata in Brianza.
Valerio Lo Muzzo
Pos Driver Team Q1 Q2 Q3 1. Hamilton McLaren-Mercedes (B) 1:46.977 1:46.657 1:47.891 2. Vettel Red Bull-Renault (B) 1:47.541 1:46.362 1:48.204 3. Rosberg Williams-Toyota (B) 1:47.390 1:46.197 1:48.348 4. Webber Red Bull-Renault (B) 1:47.646 1:46.328 1:48.722 5. Barrichello Brawn-Mercedes (B) 1:47.397 1:46.787 1:48.828 6. Alonso Renault (B) 1:47.757 1:46.767 1:49.054 7. Glock Toyota (B) 1:47.770 1:46.707 1:49.180 8. Heidfeld BMW-Sauber (B) 1:47.347 1:46.832 1:49.307 9. Kubica BMW-Sauber (B) 1:47.615 1:46.813 1:49.51410. Kovalainen McLaren-Mercedes (B) 1:47.542 1:46.842 1:49.77811. Nakajima Williams-Toyota (B) 1:47.637 1:47.01312. Button Brawn-Mercedes (B) 1:47.180 1:47.14113. Raikkonen Ferrari (B) 1:47.293 1:47.177 14. Buemi Toro Rosso-Ferrari (B) 1:47.677 1:47.369 15. Trulli Toyota (B) 1:47.690 1:47.413 16. Sutil Force India-Mercedes (B) 1:48.231 17. Alguersuari Toro Rosso-Ferrari (B) 1:48.340 18. Fisichella Ferrari (B) 1:48.350 19. Grosjean Renault (B) 1:48.544 20. Liuzzi Force India-Mercedes (B) 1:48.792
September 22 L'OPINIONE: Mosley-Briatore, un fatto personaleDi questa amministrazione Mosley sinceramente ci siamo stancati. E da un pezzo. Si son stancati un po’ tutti di Max. Delle sue ultime lampate di genio, della sue ultime uscite. Il tutto ha cominciato ad incrinarsi dopo lo scandalo sessuale che vide coinvolto il presidente FIA nel marzo 2008. In quel periodo proprio Briatore e Ron Dennis chiesero la testa di Max. Richiesta respinta. Con interessi. Appunto, gli interessi. Nel mese di giugno le nuove modifiche introdotte da Mosley per il 2010 non sono state gradite dai grandi team. Montezemolo e Briatore in testa. Tanto fumo e niente arrosto. L’unica certezza riguardava la non candidatura di Mosley alle prossime elezioni FIA. Apparentemente niente di che, ma l’inglese l’aveva promesso. Si sarebbe dato da fare e avrebbe continuato la sua linea. O meglio il suo piano. Fare fuori Briatore. Poi Piquet, la confessione, le accuse. La Renault, le dimissioni, l’ammissione di colpa. Tutto organizzato come un’opera teatrale, dove la colpa è di tutti ma paga solo uno. Come se Piquet non sia stato allo stesso tempo la vittima e l’assassino. D’altronde è facile parlare adesso che non ha più niente da perdere. Adesso che c’è da vendicarsi. Vendetta appunto. Quella di Mosley che commenta: “E' triste vedere una carriera finire ma cos'altro potevamo fare? Il problema di Briatore e' che ha negato e ha continuato a negare anche quando era chiaro che lui era implicato”. Implicato da un pilota che ha voluto vendicarsi. Implicato da un team che si è lavato le mani, senza nemmeno un tanto di grazie per i mondiali che senza Flavio non sarebbero arrivati. Implicato da un presidente della FIA che adesso si è vendicato, trasformando un caso pubblico in una faccenda personale. Ecco il male della Formula Uno. Mosley siamo stufi. Adesso basta. Via. Sciò.
Valerio Lo Muzzo http://www.eracemotorblog.it/2009/09/21/f1-lopinione-mosley-briatore-un-fatto-personale.html September 15 Da 0 a 10: Le pagelle del GP d'ItaliaAbbiamo assistito alla rinascita delle Brawn, al tracollo RedBull,
al crash di Hamilton. L’inglese, appunto, ha regalato il podio a
Raikkonen per la gioia dei tifosi della Rossa. Abbiamo assistito alla
prima di Fisichella in rosso, e alla prima di Liuzzi con la Force India. VOTO 0 A MARK WEBBER Pronti, via, prima variante, seconda variante…muro. Dura pochi istanti la gara dell’australiano, troppo irruento, troppo distratto. La lotta all’iride adesso diventa qualcosa di impossibile per mr. Canguro. Per la terza gara consecutiva non va a punti, il che è un chiaro sintomo di non lucidità. Per il ciclo: “Ogni lasciata è persa”. CONFUSO VOTO 1 A NICO ROSBERG Non c’è. Se qualcuno lo avesse chiamato qualche altro avrebbe risposto “assente”. In qualifica non viene eliminato subito. In gara, complice qualche inconveniente, chiude ultimo doppiato due volte. Una giornata no può capitare. Vedremo se cercherà il riscatto a Singapore. ASSENTE VOTO 2 ALLA REGIA INTERNAZIONELE Diciamo che le immagini hanno aiutato ben poco lo spettatore da casa. Ancora non si è visto per intero un replay che raccontasse il crash di Hamilton visto dall’esterno. I replay arrivano tardi, i cronometraggi anche. Speriamo che almeno a Singapore si possa capire qualcosa di più. SBANDATA VOTO 3 A ROMAIN GROSJEAN Penultimo dietro Rosberg dice tutto. Alonso quinto dice di più. Scatta dalla dodicesima posizione e non migliora. C’è poco da dire, questo week end è da cancellare. PESSIMO VOTO 4 A LEWSI HAMILTON A due giri dalla fine sarebbe stato un otto ed il perché è eloquente. Si getta all’impazzata su Button, cercando di recuperare un secondo all’ultimo giro. Rischia tanto. Troppo. Alla seconda di Lesmo si gira come un novellino perdendo macchina e terzo posto. Ferrari e Raikkonen ringraziano. Da ammirare nella volontà. E’ andata male. TENACE VOTO 5 A SEBASTIAN VETTEL Condizionato dalla questione motori che si è creata in RedBull conquista un solo punto che lo allontana dalla vetta mondiale. Il venerdì prova poco dandosi al risparmio dei chilometri, in qualifica non va oltre il nono posto rinunciando fin da subito ad ogni sogno di bis a Monza. Del resto lotta con tutto se stesso, commettendo qualche errore di troppo. E si sa gli errori si pagano. Perde sette punti da Button, ora la matematica è chiara: -26. IMPULSIVO VOTO 6 (DI INCORAGGIAMENTO) GIANCARLO FISICHELLA Era l’uomo più atteso del giorno. Poteva andare meglio. Il romano delude un po’ le aspettative, condizionato soprattutto dall’errore del sabato che lo ha privato di quella sicurezza che serve per arrivare al limite. Conduce la prima parte di gara abbastanza opaca, poi si sveglia un po’ nel finale. Ingaggia un duello con Vettel, ma il tedesco lo regola in modo duro. Chiude nono ai margini della zona punti. La festa è tutta per il suo compagno. Gli rimangono gli striscioni dei fan. “Fisico, orgoglio italiano”. Per il ciclo: “Ritenta, sarai più fortunato”. EMOZIONATO VOTO 7 A KIMI RAIKKONEN Va a podio grazie all’errore di Hamilton. Ha comunque dato il massimo, viste le super Brawn e vista la prestazione dell’inglese. In partenza sbriga la pratica Sutil immediatamente con un colpo di Kers, poi prova anche a sopravanzare il pilota di colore che lo tiene a bada. Da il meglio di sé a pista libera, ma non riesce a guadagnare la posizione tanto cercata neanche con la strategia ai box. Poi il regalo e la festa. Forse l’ultima con la tuta rossa. COMBATTIVO VOTO 8 AD ADRIAN SUTIL Ottimo per tutto il week-end. Già al venerdì è super competitivo, poi il sabato rischia di fare la pole. In partenza viene bruciato da Raikkonen, ma visti gli ultimi episodi sfavorevoli, preferisce stare dietro al finnico che averlo alle calcagna. Sia mai un contatto… Scherzi a parte mantiene un ottimo passo, non si schioda dal biondo Ferrari proprio come fece Fisichella a Spa. Chiude quarto con merito. Finalmente a punti. FELICE VOTO 9 A VITANTONIO LIUZZI Che prestazione! Il pilota italiano sale sulla Force India per la prima volta in questa stagione e corre alla grande. In qualifica conquista un ottimo settimo posto seppur carico di benzina. In gara tiene dietro Raikkonen senza alcun timore, sapendo di puntare sull’unica sosta del giorno. Peccato che il cambio lo abbandona prima del tempo. Peccato. La zona punti era una certezza. CAMALEONTE VOTO 10 A BBB Brawn. Button. Barrichello. I soliti tre. Tre somari e tre briganti. I re magi. Come li si vuole chiamare li si chiama, ma dopo un’estate tormentata son tornati a dettare legge. I titoli cominciavano ed esser messi in discussione, ma la debacle RedBull ha sancito il verdetto finale. Passo gara strabiliante, strategia da favola. Una sosta e via, per la gioia dei tanti tifosi inglese presenti in Brianza. Barrichello si dà alla pazza gioia per quello che può considerarsi il suo pubblico europeo. Adesso la lotta al titolo riguarda solo i piloti BrawnGp. Sarà una lotta alla pari? Ai posteri l’ardua sentenza. DEVASTANTI http://www.eracemotorblog.it/2009/09/14/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-ditalia.html Valerio Lo Muzzo September 13 DIARIO DA MONZA - 13/09/09 - BRIANZA DO BRAZILMONZA 13.09.2009 Chiamiamola colonizzazione brasiliana, conquista, o giornata gialloverde. Nasr, Razia, Barrichello. Tre piloti, tre brasiliani, tre vincitori. Il primo conquista la vittoria in F. BMW già in mattinata, cominciando a riscaldare il cuore dei tanti sudamericani presenti a Monza. Poi ci pensa Razia a far risuonare l’inno brasiliano, indiscusso vincitore della Gara 2 di GP2. Ma il momento più atteso del giorno comincia a farsi sentire. Treni e navette provenienti da tutto l’interland milanese sono stracolmi. I bagarini sono super attivi. I biglietti venduti sono effettivamente scontati. Misteri Italiani. La folla in autodromo aumenta a vista d’occhio. I tifosi inglesi son sempre i più bizzarri, sempre pronti a sfoggiare vestiti animaleschi in stile asino. Poi non mancano i finlandesi, sempre presenti ma mai sorridenti. Infine Brasiliani e Polacchi sono ovunque. I Polacchi soprattutto, col solito super mega lungo striscione pro Kubica. E’ quello dell’anno scorso. Passeggiando per l’autodromo si incontra Grosjean impegnato in una corsa a ritmo abbastanza sostenuto. Figurarsi che un tifoso a caccia dell’autografo non riusciva a stargli dietro. Sul rettilineo che porta alla parabolica figurano striscioni pro Schumacher. “Schumy sono qui per te”, “ We have a dream, Schumi come back” campeggiano sulle tribune in bella evidenza.
Nell’attesa dell’ora X, leggasi 14, i punti di ristorazione mobile fanno affari. Sui prezzi del cibo è inutile avviare una polemica, perché maggiorati sono e maggiorati rimarranno. La birra scorre a fiumi, come il tempo che già segna le 13. Il camion per il drivers track parade è pronto, proprio come lo speaker che comincia ad intervistare Fisichella. Segue boato del pubblico. Alonso, quando è il suo turno, parla già da pilota in rosso e tra le tribune lo acclamano come se già fosse un pilota in rosso. Il giro di pista si chiude con Kimi Raikkonen acclamato dalle trombe dei tifosi. Al termine del giro le pit-girls cominciano ad uscire e a posizionarsi sulla griglia, mentre i bersaglieri si cimentano nell’interpretazione dell’inno di Mameli prima, e di “O mi bela madunina” poi. Un messaggio di Massa viene trasmesso agli altoparlanti dell’autodromo. Dopo le telecamere inquadrano la signora Briatore, con tanto di colonna sonora gratuita creata dai fischi complimentosi che si levano dalle tribune.
Pochi minuti alla partenza e il pubblico si scalda. Allo start Raikkonen parte a razzo, così come i suoi sostenitori che scattano in piedi rumoreggianti. Son pronti a fare altrettanto al primo pit-stop, ma il finnico non riesce a sopravanzare Hamilton, né riuscirà a sopravanzare le Brawn che con una sosta conquistano i primi due gradini del podio. Il podio, appunto, galleggia sopra una marea di gente. Soltanto pochi inglesi son lì per Button, mentre i tanti italiani continuano ad osannare quel Rubens tanto amato in passato. Probabilmente la folla sotto il podio sarebbe stata minore se Hamilton non avesse sbattuto alla seconda di lesmo. Quando accade il fatto bandiere e trombe sventolano e risuonano per tutto l’autodromo, come se il terzo posto di Raikkonen valga quanto una vittoria. Poi ancora una volta l’inno brasiliano, la premiazione e la protesta. Sì perché bandiere leghiste si levano al vento sotto il podio come se la pista fosse diventata una piazza ove fare comizi. In autodromo figura uno striscione contro il Gp di Roma, ma a certi venti polemici si risponde sportivamente. Come i tifosi brasiliani, oggi in festa fin dal mattino. Come i tifosi ferrari che urlano “Kiiiimiii Kiiiimiii” sotto il podio. Come gli appassionati che a fine gara vanno in giro per la pista in cerca di un ricordo. Un cartellone pubblicitario, un cartello di segnalazione o un semplice pezzo perso dalla McLaren di Hamilton durante il crash. Ecco il miglior modo di festeggiare l’ottantesima edizione del gran premio d’Italia.
Valerio Lo Muzzo
http://www.eracemotorblog.it/2009/09/13/diario-da-monza-130909-brianza-do-brazi.html DIARIO DA MONZA - 12/09/09 - TEMPO DI SHOPPINGMONZA 12.09.2009 Che sabato sia il giorno dello shopping è chiaro, ma che il parco di Monza sia diventata la nuova via Montenapoleone della Formula Uno giunge nuova. Tifosi appassionati si gettano come cani randagi verso i vari stand che vendono roba a tema. Risultato: non sembra di essere in un periodo di crisi. Cappelli, maglie, felpe, portachiavi, bandiere….sacchetti “ad hoc” con tanto di logo identificativo della scuderia e per il parco sembra esser arrivato il periodo dei saldi. Peccato che in saldo non c’è niente, ad esclusione degli oggetti che ormai han fatto la propria storia. L’unico gadget che non ha fatto la propria storia è l’ultimo cappello di Michael Schumacher. “ 09 Schumi comeback” figura in rilievo, ma come si sa il “come back” non è avvenuto e i cappelli son lì ancora invenduti. A proposito di vendita, quella dei biglietti sembra procedere abbastanza bene. Le tribune già al sabato sono abbastanza piene e visto l’ottima qualifica di Raikkonen potrebbero essere molti gli affluenti dell’ultimo minuto. Kimi, si proprio lui. Dopo il botto di Fisichella in mattinata e la conseguente eliminazione del romano in Q2 tutto il pubblico ha cominciato a tifare univocamente per Raikkonen. Meglio tardi che mai. Il finnico vanta qualche chilo in più rispetto i due partenti in prima fila: Hamilton e Sutil. Chissà se domani punterà al colpaccio. Continuando a parlare di Sutil, il rimorso Fisichella si fa presente. Ora che la vettura va, lui cambia. Il suo sogno era di correre in rosso, ma con una Force India così un pensierino alla vittoria sicuramente l’avrebbe fatto anche lui. A Monza poi. Davanti il suo pubblico. Ancora più suo dopo il cambio di tuta. In ottica mondiale l’aria che si respira sugli spalti è di apatia totale. Button, Barrichello, Webber o Vettel? Uno vale l’altro. Il tedesco in particolare gode del tifo di casa perché tanto ricorda il tedesco dei sette titoli. A pochi secondi dalla fine delle qualifiche lo speaker si esibisce in un “poooooooooooooooleeeeeeee positioooooon” degno di esser recitato all’opera. L’entusiasmo proveniva dalla super prestazione di Sutil, ma pochi secondi dopo Hamilton consegnava a sé stesso quel che spettava a sé stesso. Lo speaker riparte col solito grido “pooole position” stavolta in modo più contenuto visto che il diaframma ha risentito dello sforzo precedente. In tutto questo Fabio Capello se la ride ai box. Chissà se il suo tifo sarà per un italiano o per un inglese. Ai posteri l’ardua sentenza.
Finite le qualifiche tutti pronti per andare a rapinare gli stand. La pioggia però non da tregua e la gente comincia a scappare nel parco proprio come fanno le formiche quando vengono calpestate. Vittima del tempo è la GP2. La partenza viene posticipata per più di mezzora. La spunta Van Der Garde, ma molta gente è già andata via. D’altronde si sa, lo shopping è più importante.
Valerio Lo Muzzo
http://www.eracemotorblog.it/2009/09/12/diario-da-monza-120909-tempo-di-shopping.html September 11 DIARIO DA MONZA - 11/09/09 - IMPRESSIONI DI SETTEMBREMONZA 11.09.2009 Dopo l’enfasi della sessione autografi, da oggi si è cominciato a fare sul serio. Già fuori dall’autodromo è uno spettacolo ammirare l’arte del bagarinaggio. Cartelli appesi al collo del tipo “Compro e Vendo biglietti” vengono esibiti anche in inglese, come in un normale negozio. Poi a parole delle “agenzie mobili” (definiamole così), i biglietti prevedono pure lo sconto. Novità assoluta, in anteprima solo al parco di Monza: lo sconto sui biglietti venduti per strada. Ma tutto il mondo è paese non c’è da meravigliarsi. Camminando per la strada che porta all’autodromo si incontrano le varie “agenzie”: il primo, il secondo, il terzo….tutti pronti a pronunciare la parola magica “Ticket”, gridato così come se fossimo al mercato. Le orecchie si cominciano a sensibilizzare a quello che poi sarà il rombo assordante dei motori. In aiuto dell’inquinamento acustico arrivano anche i ragazzi addetti alla vendita del programma ufficiale. Anche loro in stile Pavarotti esclamano “Official Programme”, nella speranza che qualche tifoso investa dieci euro per leggere in tutti i dettagli cosa accadrà in questa tre giorni.
Alle ore 10, finalmente, comincia ad uscire qualche vettura. La prima sessione di prove ha inizio. Al solito la parola che si respira nell’aria è una: Fisichella. Non c’è santo che tenga, da quest’anno tifano tutti per lui. Meglio tardi che mai. Raikkonen invece sembra essere diventato un pilota di seconda fascia, almeno sulla bocca dei tifosi. L’accordo con Santander è un segno evidente dell’arrivo di Alonso, e già di Kimi non ne parla più nessuno. Forse lo spirito del finlandese non è stato capito nei suoi tre anni in rosso. Poi un’immagine. Un’apparizione e tutti lì a battere le mani. Michael Schumacher viene rapidamente inquadrato ed ecco il risultato. Intanto Hamilton domina largamente con Kovalainen a ruota. Poi Sutil, terzo con una Force India in formissima. Fisico chiude ottavo e viene avvolto dalla morsa rossa qualche ora dopo innanzi il ristorante paddock. Dopo la F1 entra in scena la GP2 per la sessione di libere, il mondiale però è saldamente nelle mani di Hulkenberg. Mezzora e poco più, poi la scena viene lasciata alla F.BMW. Alle 13 si aprono i cancelli per coloro che hanno acquistato il biglietto per la pit walk. Un giro in pit lane mentre i meccanici montano le vetture di F1 ha pure un valore economico.
Il pomeriggio continua con la seconda sessione di libere. Le tribune, almeno nei punti migliori, continuano ed essere piene. D’altronde è l’unica giornata dove si può andare ovunque. Forse lo stratagemma della sessione autografi ha incrementato il flusso del primo giorno di prove. Domani la controprova, seppur l’obiettivo minimo fissato dagli organizzatori per questo week-end si chiama 97mila visite. Ovvero il record negativo registrato nel 2005. Guardacaso anche quell’anno per la rossa non era una grande stagione. Nel pomeriggio monzese la spunta un super Sutil, pronto a vedere dall’alto un Fisichella, ultimo, probabilmente in versione long run. Grosjean e Alonso si mantengono nella zona Top, mentre i Brawn e RedBull provano in versione gara. A sessione finita le GP2 entrano in scena per le qualifiche. A Petrov bastano due giri per fare la pole. Hulkenberg chiude terzo, tra le gradinate ormai vuote perché finita la F1. Eppure con lo stesso biglietto si assiste a tutto. Misteri Italiani. A proposito di Italiani: Valsecchi e Rigon bazzicano rispettivamente tra la quinta e la settima fila. Più indietro Filippi e Mortara. Con la GP2 si chiude la prima giornata del week-end monzese. Per gli appassionati però il piacere di bazzicare tra gli stand è diminuito notevolmente. Di certo la mancanza degli enormi capannoni visti gli scorsi anni, come Santander, Toyota e RedBull, si è fatta sentire e l’intrattenimento è mancato. L’importante è che lo spettacolo non manchi in pista. Vedremo domani cosa ci riserverà l’autodromo monzese. Unica preoccupazione: il cielo non promette niente di buono.
Stay Tuned!
Valerio Lo Muzzo DIARIO DA MONZA - 10/09/09 - SINDROME DA AUTOGRAFIChiamiamola sindrome da autografi, caccia alla foto o allo scarabocchio del giorno. Il giovedì pre gp a Monza viene vissuto intensamente dai tifosi, soprattutto quelli della rossa. La vittoria di Spa e l'ingaggio di Fisichella hanno rialimentato le speranze dei tifosi del cavallino, ammucchiati, nel vero senso della parola, nel box che più li identifica nel circus. Il vero ricercato del giorno era lui: Giancarlo Fisichella. Si parla sempre e solo di lui in tutti gli angoli, in tutti i bar. Fisico qua fisico la, come Figaro che però faceva il barbiere. La vettura di Fisico, appunto, è già stata benedetta dalla marea rossa che con immenso calore cercava di vedere, di toccare e di portare a casa l'attimo fuggente che può regalare una visione o una carezza. Il tutto grazie alla sessione autografi introdotta da quest'anno. E a dirla tutta non è stata nemmeno una sessione ben organizzata. Piloti usciti a rate e settorializzati, cercando di dare un po' di gloria a tutti, han causato enormi affollamenti. Alle 17 cominciano i piloti in rosso a lasciare segni con un pennarello indelebile, salvo poi sparire dopo un quarto d'ora lasciando a bocca asciutta molti tifosi che non han saputo farsi largo nella calca. Gli spagnoli, in coro festanti davanti il box Renault, hanno circondato il loro idolo Fernando Alonso, fuori dalle 17.15 per il solito quarto d'ora. Poi Vettel, Liuzzi, Barrichello e tutto il circus, per chiudere con i piloti McLaren negli ultimi dieci minuti disponibili prima delle 18. Forse un tutti fuori per un'ora avrebbe evitato l'accalcarsi della gente pronta a tutto pur di ricevere un segno dai piloti. Magliette, cappelli, bandiere, foto, cartoncini, fogli bianchi...tutto è utile al momento di scriverci su. Oltre i rossi Barrichello, Vettel ed Hamilton sono stati i più richiesti. Quest'ultimo perchè è campione del mondo, gli altri perchè con l'Italia hanno qualcosa in comune, o almeno l'hanno avuta in passato. E' stata quindi una caccia e quando si caccia si sa,si pensa solo al bottino. Quindi tutti in bagarre, come avverrà domenica alla prima curva.
E proprio in vista di domenica i meccanici si esibiscono in pit-stop a motore spento, con le vetture spinte a mano. La gente è in tripudio nel vedere il cambio gomme in pochi secondi e tutti son li con telecamere, fotocamere, cellulari e quant'altro sia in grado di riprendere quello che offriva la realtà odierna. Oggi, infatti, si è visto quanto il popolo sia vicino il mondo della Formula 1, che spesso proprio al popolo ha fatto tanti torti. E' andata bene quindi, almeno in qualche modo. Con un po' di organizzazione in più si sarebbe potuto evitare il rischio di vedere transenne, quasi abbattute dalla calca, tenute in piedi dagli addetti della situazione. In tutto questo le vetture che prenderanno parte alla gara son passate alle verifiche tecniche. La prima veniva effettuata da Giorgio Piola, sempre pronto a notare ogni minimo particolare. La seconda, e più importante, veniva effettuata dei giudici di gara. I team però si nascondono sempre. Non c'è stato un attimo in cui i diffusori siano stati lasciati liberi alla vista sia degli appassionati, sia degli occhi di lince in stile Piola. Ma in ballo c'è un titolo mondiale, quindi è anche giusto nascondere quel poco di nuovo che c'è, o potrebbe esserci. Il resto è folla e niente più. Basta una sessione autografi per capire quanta gente sia interessata ad un circus ove ancora figurano i cartelli “lavori in corso”. E quando il tutto è reso accessibile da un prezzo modico (35€ per assistere alle prove libere del venerdì garantiscono l'ingresso alla sessione autografi del giovedì) il popolo non manca mai. Ecco gli effetti della sindrome appena descritta.
Valerio Lo Muzzo |
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