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    November 03

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Abu Dhabi

    Ci siamo persi tra i meandri arabi, così a bocca aperta osservando l’hotel che cambia colore, il circuito illuminato e quell’immensa struttura su cui campeggia un cavallino gigante lì a simboleggiare il Ferrari Theme Park. Ci siamo persi, anzi si è persa questa Ferrari, bocciata ancora una volta nel giorno in cui Vettel e RedBull vengono promossi a pieni voti. Ci siamo persi un Lewis Hamilton che poteva dire la sua anche in quest’ultima gara, come ha fatto Kobayashi che sembra guidare questa Toyota da una vita. Non ci siamo persi la figura di Jean Todt, non più al muretto, ma in veste ufficiale da nuovo presidente Fia. Ci siamo persi, purtroppo, uno spettacolo, anzi è lo spettacolo che si è perso deludendo quelle che erano le aspettative iniziali. Del resto non abbiamo perso alcun dettaglio, ed eccoci ancora qua, per l’ultima volta ad esaminare l’ennesimo gran premio dell’anno. Ovviamente col solito stile. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 17: Abu Dhabi.

     

    VOTO 0 AL FINTO PIT STOP DI ALGUERSUARI

    Al giro 19 accade l’incredibile. In RedBull aspettano Vettel per il rifornimento, mentre Alguersuari accusa qualche problema e si avvia in pitlane per un controllo. Lo spagnolo però, causa elevata somiglianza tra Toro Rosso e mamma RedBull, sbaglia piazzola convinto che quelli siano i suoi meccanici. Per fortuna i meccanici si accorgono dell’errore e lasciano sfilare il pilota. Chissà cosa sarebbe successo se nessuno si fosse accorto dell’errore. Probabilmente Vettel non avrebbe vinto.

    CONFUSO

     

    VOTO 1 A ROIMAN GROSJEAN

    E’ vero che la Renault non lo asseconda un minimo, ma dal francese in questo finale di stagione si attendeva di più. Complice la tattica sull’unica sosta, peraltro ritardata visto che la sua vettura era la più pesante in griglia, Grosjean ha girato su tempi bassi, lottando con Sutil e Fisichella fino all’ultimo. Il romano lo passa nel finale, e a lui rimane soltanto l’ultimo posto. A fine gara commenta la sua esperienza: “Ora e' finita la stagione e posso dire di aver imparato molto grazie anche al mio compagno di squadra Fernando Alonso”. Riuscirà a mettere in mostra i consigli dello spagnolo in futuro?

    BASTONATO

     

    VOTO 2 AD ADRIAN SUTIL

    Probabilmente la sua testa è rimasta in Brasile, ripensando alla diatriba con Trulli. Il tedesco chiude il gran premo arabo penultimo e doppiato, perdendo nettamente il duello con Tonio Liuzzi che guida la Force India da Monza.  Questo basta e avanza per giustificare una simil prestazione.

    ANONIMO

     

    VOTO 3 A BERNIE ECCLESTONE

    Questo è il circuito più bello del mondo. Cosa mi piace? Tutto” Forse quel tutto è sinonimo di dollari o di business. Sta di fatto che gli unici contenti della domenica son stati i petrolieri arabi dal sorriso a 32 denti degno di una pubblicità della Mentadent. Per il resto consultare Voto 5.

    BUGIARDO

     

    VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

    Niente da fare, per l’italiano non c’è stato niente da fare. In difficoltà per tutto il week end, come logica vuole per una vettura che è ferma da fine luglio, e vittima di un drive trough reo di aver oltrepassato il limite di velocità in corsia box. Dal canto suo dichiara: “Mi dispiace di non essere riuscito a dare un contributo alla squadra in termini di punti e di non aver dimostrato pienamente il mio valore. Purtroppo la F60 è molto difficile da guidare”. Almeno un po’ di umiltà.

    SFIANCATO

     

    VOTO 5 AL CIRCUITO DI YAS MARINA

    E’ il voto che deriva dalla media tra il 10 ottenuto dal fascino estetico, e dallo 0 dal punto di vista tecnico. L’albergo con camere avente vista sul circuito è un capolavoro di architettura, così come l’impianto di illuminazione, le tribune e i box. Insomma, spettacolare.  La pista, invece, è da riciclare. E’ impensabile che in un’area deserta venga sbagliata la progettazione del circuito rendendolo anonimo, poco tecnico e senza alcuna caratteristica. Tutti lamentano l’assenza di un curvone veloce, poi l’uscita della pitlane è un vero e proprio sottopassaggio cittadino bocciato all’istante. Già gli organizzatori parlano di modificare il tracciano, forse anche loro han capito che un albergo non basta.

    ANOMALO

     

    VOTO 6 A JARNO TRULLI

    Rappresenta il paradosso di questa F1. Parte sesto con un carico di benzina minore rispetto al compagno di team, che in questo modo gli balza davanti grazie alla strategia. Guida bene Jarno, ma problemi di trazione lo limitano un po’ nel corso della gara. Chiude settimo, ma più che questo non poteva fare.

    LOTTATORE

     

    VOTO 7 A NICK HEIDFELD

    Nel giorno dell’addio alla F1 della Bmw, il tedesco si conferma di essere un pilota di un certo spessore. Chiude quinto dietro RedBull e Brawn,  stravincendo il duello con Kubica, decimo. Chissà se questa prestazione gli farà guadagnare un sedile per la prossima stagione. Sicuramente lo merita tutto.

    MASTINO

     

    VOTO 8  A KAMUI KOBAYASHI

    Ai limiti dell’impossibile. Questo giapponese sale sulla Toyota per la prima volta in Brasile sorprendendo gli addetti ai lavori. Alla seconda apparizione ufficiale Kamui porta a casa tre punti, partendo dalla dodicesima piazza e chiudendo quinto, passando Button come nulla fosse e risultando l’unico pilota a punti che ha puntato sulla singola sosta. A dir poco strepitoso.

    SAMURAI

     

    VOTO 9 (IN FIDUCIA) A LEWIS HAMILTON

    Bastano le prove del venerdì, quelle del sabato, le qualifiche e i primi venti giri per capire che questo Lewis Hamilton avrebbe chiuso sicuramente a podio. Non c’è storia, l’ormai ex campione del mondo si conferma un fenomeno, in grado di tener testa a RedBull e Brawn. Dall’Ungheria ad oggi è stato il pilota che ha conquistato più punti di tutti. Soltanto l’impianto frenante è più forte di lui, anzi più debole visto che lo lascia a piedi.

    GALATTICO

     

    VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

    Ormai è una certezza. Il tedesco è maturo per il titolo. Conquista la testa dopo la prima sosta, poi stacca tutti e si avvia verso la vittoria, la quarta stagionale. A fine gara esulta ripetutamente mostrando il dito indice. Saltella sul podio, ma lo Special One quest’anno non è lui. Di questo passo però lo diventerà ben presto.

    FENOMENALE

     

    Valerio Lo Muzzo

    October 19

    "DA 0 A 10": Le pagelle del GP del Brasile


    Abbiamo visto un Button all’arrembaggio. Grintoso. Deciso. L’abbiamo visto conquistare il titolo mondiale con un cinismo unico, seppur l’inconveniente occorso a Barrichello ha fatto sì che la certezza matematica arrivasse con una gara di anticipo. Abbiamo visto un Mark Webber vincere una gara pressoché inutile, proprio lui che a un certo punto della stagione sembrava essere il rivale principale dell’inglese volante. Abbiamo poi visto un grande Sebastian Vettel, ed un magnifico Lewis Hamilton talmente abile da risalire dal diciottesimo al terzo posto. Abbiamo visto la macchina di Raikkonen prendere fuoco, come accendersi rendendo ancor più rosso il colore della F60. Abbiamo visto la delusione di Barrichello, in pole al sabato, ottavo al traguardo, ma la signorilità del brasiliano non ha paragoni. Abbiamo visto una gara attiva, cosa ormai nota in circuiti naturali o storici che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Abbiamo visto tanto, adesso tocca a noi giudicare. Ovviamente nel classico modo. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 16: Brasile.

     

    VOTO 0 ALLE DICHIARAZIONI DI BERNIE ECCLESTONE

    Il buon Bernie continua a stupire. Dopo le dichiarazioni pro Hitler, il patron della F1 confessa che “la morte di Senna è stata davvero un bene per la Formula Uno. E’ stato un peccato che abbiamo perso Ayrton, ma è successo. Era molto popolare, ma  attualmente molte più persone sono interessate ad uno sport che prima non conoscevano e molto è dovuto a questo fatto”. Certamente non possiede nemmeno il dono dell’opportunità Ecclestone, visto che in Brasile Senna è praticamente un Dio. Quindi le sue parole san tanto di bestemmia.

    PROFANATORE

     

    VOTO 1 AL PIT STOP DI KOVALAINEN

    Chissà se Kimi Raikkonen si è “sciolto” dopo la vampata di calore causata dalla benzina, persa dal connazionale Heikki, dopo che questo ha trascinato con sé il tubo del rifornimento. A quanto pare no. Iceman non si è sciolto. Ha corso però un brutto rischio. A tal motivo il team McLaren è stato multato di 50000$ e al pilota son stati inflitti 25” di penalizzazione.  Per il ciclo: “Non scherzare col fuoco”.

    FRETTOLOSO

     

    VOTO 2 AL CONTATTO TRULLI-SUTIL

    La domenica brasiliana si è rivelata incandescente…e non solo per le fiamme! Al via Sutil scarta bruscamente sulla destra nel rettilineo che porta alla Ferradura, Trulli passa da quelle parti mette due ruote sull’erba. L’italiano perde il controllo della propria Toyota e centra il pilota Force India che a sua volta colpisce Alonso. Ma il nostro Jarno è furente, scende dalla propria vettura convinto che la colpa del crash sia di Sutil. “Mi aspetto provvedimenti dalla federazione” dichiara ai microfoni Rai. E puntualmente i provvedimenti arrivano.  Normale incidente di gara, 10000$ di multa al pilota Toyota per quanto detto e fatto, e un’ammenda ufficiale sul suo comportamento. Peggio di così…

    AGGRESSIVO

     

    VOTO 3 A KAZUKI NAKAJIMA

    Nella lotta tra giapponesi ne esce sconfitto. Uscendo dalla pit lane il pilota Williams attacca immediatamente il connazionale Kobayashi, ma viene “risucchiato” dalla scia della Toyota centrandola in pieno. Fortunatamente Kazuki rovina soltanto la sua gara finendo contro le barriere alla Recta Opposta. Sarebbe stato un peccato pregiudicare la gara del sostituto di Glock.

    SPERICOLATO

     

     

    VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

    Ormai anche lui ha capito che guidare questa Ferrari non è poi tanto semplice. Nelle sue parole si legge tanta delusione “guardando la mia esperienza alla Ferrari finora non nascondo di provare una grande amarezza. Non c’è stato un weekend in cui abbia potuto lavorare con regolarità. Ora andiamo ad Abu Dhabi, dove ci aspetta un circuito nuovo per tutti: farò il massimo per aiutare la squadra a riprendersi quel terzo posto perso oggi” . Il sorpasso dell’esordiente Kobayashi nel finale è il riassunto dell’esperienza in rosso di Giancarlo.

    DEPRESSO

     

     

    VOTO 5  A RUBENS BARRICHELLO

    Più alla sfortuna che a lui. Mantiene la pole, ma la vettura di sicurezza ferma la possibile fuga del brasiliano. Non guadagna abbastanza su Webber, né su Kubica e al rientro in pista dalla prima sosta rimane imbottigliato nel traffico. Si gioca il podio con Hamilton, ma pur correndo in casa la fortuna non tifa per lui. Fora nel finale per la gioia di Button. Da segnalare la sportività a fine gara verso il compagno di squadra, ma il verdetto è ancora una volta impietoso. Zeru tituli.

    SFIGATO

     

    VOTO 6 A KIMI RAIKKONEN

    Peccato per l’occasione persa. Il finnico della Ferrari, dopo una super partenza, rinuncia ad ogni sogno di gloria al primo giro, quando, forse per la troppa foga, danneggia l’ala anteriore con Webber ed è costretto ad una gara in rimonta. Lotta nelle retrovie vivendo di tattica e lo fa alla grande. Chiude sesto. Il podio sarebbe stato a portata di mano.

    MASTINO

     

    VOTO 7 A JENSON BUTTON

    Ha tirato fuori gli attributi proprio quando servivano. Grosjean, Nakajima e Kobayashi  ne sanno qualcosa. Gestisce alla grande la situazione senza perdersi d’animo. Complice la foratura di Barrichello chiude quinto. Quel tanto che gli basta per esser proclamato campione con una gara d’anticipo.

    DECISO

     

    VOTO 8  KAMUI KOBAYASHI

    Che gara! Il debuttante ha lasciato tutti a bocca aperta. Resiste alla grande su Button, poi, nelle fasi finali, liquida Giancarlo Fisichella come se nulla fosse. Guida alla grande, come se su quel sedile fosse seduto da tempo e chiude ai margini della zona punti. Come prima volta non c’è male, chissà se questa gara gli garantirà un futuro stabile per la prossima stagione.

    SPAVENTOSO

     

    VOTO 9 A ROBERT KUBICA

    Porta in alto il nome della Bmw proprio nel finale della stagione. Il secondo posto sembrava un miraggio, ma visto il passo della vettura tedesca riesce nell’intento. Un ottimo spot per rilanciare la propria immagine dopo una stagione opaca e piena di ombre. In Renault lo aspettano a braccia aperte. Sostituire Alonso non sarà facile.

    RAGIONIERE

     

    VOTO 10 A MARK WEBBER

    Vince la gara più inutile dell’anno, visto che è fuori dai giochi da un po’. Prende il comando dopo la prima sosta di Barrichello, per non lasciarlo fino alla fine. La sua RedBull va che è una bellezza e lui la guida a dovere. Fa segnare anche il giro veloce. Non fosse stato per Barrichello avrebbe fatto l’hat trick.

    IMPRENDIBILE

     

    VOTO 10 E LODE A LEWIS HAMILTON

    Da diciottesimo al podio, guidando alla grande. La Safety Car gli permette di non perdere contatto col gruppo nelle fasi iniziali, poi comincia una lunga marcia verso il podio. Duella con Barrichello, sfruttando le difficoltà del brasiliano. In McLaren però non sembrano averne capito molto, visto il quantitativo di carburante modesto dichiarato nel post qualifiche. Poi il contatto, la sosta, la rimonta. Gli sfilano la corona, ma nello spirito si dimostra ancora campione.

    SPAZIALE

     

    VOTO 10 ED EXTRA LODE A ROSS BRAWN

    Conquista l’ennesimo mondiale con un team dato per spacciato fino a poche settimane dall’inizio del mondiale. Ipoteca l’iride nelle prime gare, poi, complice un budget poco ricco, subisce la rimonta degli avversari. Lui non perde la testa, amministra a dovere e conquista entrambi i titoli con anticipo. In RedBull sanno cosa vuol dire pagare l’inesperienza, in Brawn no. Ross si conferma il migliore.

    VOLPONE


    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/19/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-del-brasile.html

     

    Valerio Lo Muzzo


    October 05

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP del Giappone

    Dal buio di Singapore alla pista disegnata da Dio. Almeno secondo Sebastian Vettel. Lo abbiamo visto, lì, in testa, per tutto il week end, in uno stato di forma degno da RedBull.  Abbiamo visto un super Jarno Trulli, mastino, pugile ed opposto, pronto a schiacciare nel campo dell’avversario quel pallone che proprio l’avversario gli aveva spedito. Abbiamo, anche, visto la super prestazione di Kimi Raikkonen, seppur favorito dalla lista di penalizzati e richiamati del sabato notte, o domenica mattina. Abbiamo, infine, visto una Brawn arrancante ma ormai prossima al titolo. Adesso giudichiamo nel solito, consueto modo. “Da 0 a 10” capitolo 15: Giappone.

     

    VOTO 0 AI COMMISSARI NIPPONICI

    Venti ore per stilare la griglia di partenza, sinceramente, sembrano troppe. Alla luce delle penalità inflitte nel post qualifiche alcuni piloti non sapevano ancora da che posizione avrebbero preso il via. Tra i soddisfatti Nico Rosberg che commenta. “E’ la prima volta che mi riescono quattro sorpassi mentre dormo”. Appunto, dormiva.

    DILETTANTI

     

    VOTO 1 ROMAIN GROSJEAN

    Fa la sua unica apparizione in gara, quando la safety car lo costringe a restare dietro Vettel. Del resto un week end anonimo e inconcludente. Solo Webber lo segue al traguardo, vista la sfortuna che ha perseguitato l’australiano.

    ASSENTE

     

    VOTO 2 A GIANCARLO FISICHELLA

    Capiamo la non perfetta adattabilità, gli sviluppi bloccati dalla Ferrari e tutte le scuse del caso. Ma l’ingenuità mostrata all’uscita della pit-lane, in occasione della seconda sosta in concomitanza con Kovalainen, è stata una grave disattenzione. Da principiante.  A fine gara commenta: “Si è gettato (Kovalainen, ndr) in un varco minimo urtandomi, io non me ne sono accorto, e poi il Kers è partito in ritardo, ehm, l’ho azionato tardi”. Almeno un po’ di autocritica.

    APPANNATO

     

    VOTO 3 AI PILOTI TORO ROSSO

    Quattro macchine distrutte in tre giorni. E pensare che qui la bibita all’italiana andava come non mai. In qualifica Alguersuari va fuori alla Degner, mentre Buemi rimedia qualche danno alla Spoon Curve. Domenica la frizione tradisce lo svizzero-siculo, mentre lo spagnolo si schianta alla 130R a dieci giri dalla fine. A fine gara Jaime commenta: “Ho perso il posteriore della macchina e mi sono schiantato contro il muro, ma non mi so spiegare il perchè”. E se non se lo sa spiegare lui…Per il ciclo: “Ogni lasciata è persa”.

    DISTRUTTORI

     

    VOTO 4 A KAZUKI NAKAJIMA

    Nel gran premio di casa il giapponese non va oltre il quindicesimo posto. La sua gara, impostata sulla monososta non ha pagato. Il divario tra il giapponese e il compagno di squadra Rosberg è eloquente, ed i risultati parlano chiaro.

    DELUDENTE

     

    VOTO 5 A HEIKKI KOVALAINEN

    La grinta su Fisichella gli salva un po’ la reputazione, ma l’undicesimo posto, dietro la Renault di Alonso rispecchia la stagione del finnico. Nelle fasi iniziali resiste al tentato sorpasso di Sutil perdendo così la posizione su Button, poi un passo gara non entusiasmante  e il confronto con il compagno di squadra non certo incoraggiante. Deve trovare un modo migliore per pubblicizzare la propria immagine in vista della prossima stagione.

    DESAPARECIDO

     

    VOTO 6 A BARRICHELLO E BUTTON

    Sciapiti e niente più. Svolgono il compitino per quello che è, senza metterci quel pizzico di volontà in più. E se questo può giocare a favore di Button, ciò significa che vale a sfavore del brasiliano, secondo candidato per la lotta all’iride. Da segnalare soltanto il sorpasso del leader del mondiale su Kubica, necessario per racimolare quel punto sempre utile. D’altronde gli ultimi mondiali son stati assegnati per un solo punto. Occhio però. Se le ultime due gare finissero nello stesso identico modo la lotta all’iride parlerebbe tedesco.

    SVOGLIATI

     

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Ormai sembra aver trovato il bandolo della matassa. Dopo la prestazione di Singapore macchiata dall’errore in pitlane il tedesco riesce a guadagnare due posizioni sfruttando l’ingresso della vettura di sicurezza. Gira su ottimi tempi, concreto e sicuro. Dopo tre anni è finalmente pronto per una grande squadra. Brawn o McLaren?

    CINICO

     

    VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

    Non è stato il solito Lewis, ma ha portato a casa un podio utile per la lotta al terzo posto. Perde il duello con Trulli definendolo “una bella lotta con Jarno, abbiamo segnato tempi da qualifica cercando di limare decimi ad ogni giro”. Parte bene con l’ausilio del Kers, poi la strategia lo punisce. La SC può offrigli una occasione, ma ha preferito guardarsi le spalle da Raikkonen. D’altronde il vero rivale era il finnico.

    RAGIONIERE

     

    VOTO 9 A KIMI RAIKKONEN

    Con questa Ferrari è riuscito ad andare oltre il limite. Come dichiarato da Domenicali: “non credo che avremmo potuto ottenere piu' di questo quarto posto”, il valore aggiunto di questa Ferrari è proprio lui. E pensare che il futuro del finnico è ancora incerto. Dall’Ungheria ad oggi è stato il pilota che ha fatto più punti di tutti. Se la rossa riuscirà nella difficile impresa del terzo posto nei costruttori, dovrà ringraziare il suo pilota. Prossimo Ex.

    COMBATTENTE

     

    VOTO 10 A JARNO TRULLI

    Non poteva esser da meno a Timo Glock. Dopo il secondo posto del tedesco a Singapore, l’Italiano porta per la prima volta una vettura giapponese  a podio nella gara di casa. Ottimo per tutto il week end, secondo in qualifica, stratosferico nel passo gara. Come da lui stesso dichiarato sperava nella vittoria, salvo poi capire che “questo e' il massimo che potevamo ottenere”. Con un Jarno così e un po’ di fortuna la Toyota può finire bene questa stagione.

    OPPOSTO

     

    VOTO 10 E LODE A SEBASTIAN VETTEL

    Provate a prenderlo. Pronti. Via. Ci vediamo a fine gara. Nella “pista disegnata da Dio” il tedesco conduce la gara perfetta, quella che lo rilancia, almeno nell’animo. Soltanto un piccolo intoppo nel corso della seconda sosta fa venire qualche brivido al piccolo Seba, ma poi tutto fila liscio. Al traguardo grida di gioia, esulta e salta sul podio ricordando un suo connazionale. Sedici punti dalla vetta non sono pochi, ma ricordando un recente passato tutto è possibile. Lui ci crede “Il Mondiale? Molto difficile, ma ancora possibile”. Ormai non ha più niente da perdere.

    PERFETTO

     

    Valerio Lo Muzzo



    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/05/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-del-giappone.html
    October 04

    Da zero a dieci: Singapore

    Ci siamo annoiati davanti il teleschermo, assistendo ad un non spettacolo rinvigorito dagli errori di Sutil, Rosberg e Vettel. Se aggiungiamo l’inconveniente ai box di Alguersuari, allora i ricordi tornano in mente. Ci siamo, forse, svegliati nel momento in cui Vettel incombeva su Hamilton, salvo poi capire che tutto sarebbe finito prima di cominciare.
    Ci siamo, nuovamente, addormentati dopo l’errore di Webber e il consueto arrivo al traguardo. Freddo, buio e scontato. Ci siam comunque accorti di chi ha fatto bene e di chi ha fatto male. Li giudicheremo nel solito modo. “Da 0 a 10”. Capitolo 14: Singapore.

    VOTO 0 A JAIME ALGUERSUARI

    Non c’è. Tra le pubblicità in città uno striscione recita “AAA cercasi” come a testimoniare la totale assenza dello spagnolo. E’ vero che il circuito di Singapore non è il massimo per un debuttante in F1, ma il buon Jaime in gara è un fermo. Poi, ai box, invoca il ricordo di Massa trascinando con sé il bocchettone del rifornimento. Stavolta però la colpa non è di un semaforo, bensì del pilota che è ripartito quando ancora il “lecca-lecca”  era abbassato. Termina la sua gara per un problema ai freni. Non ha perso niente.

    DEBILITATO

    VOTO 1 A ADRIAN SUTIL

    La Force India non va, ma il tedesco commette un grosso errore. Cerca il sorpasso su un lento Alguersuari, lo tocca e si gira. Non contento, anziché far scorrere il gruppo, cerca di riprendere subito la corsa. Prova un’inversione, peccato che da quelle parti passa Heidfeld. Il crash è inevitabile e il pilota Bmw, dopo 41gp, riassapora il dispiacere di un ritiro.

    IMPAZIENTE

    VOTO 2 A  JACQUES VILLENEUVE

    Vuole tornare in Formula Uno per via dei problemi economici che lo hanno recentemente colpito. Peccato che quelle poche chances se le sia giocate con una dichiarazione ai microfoni Rai. “Non capisco perché la pit-lane non è stata chiusa in regime di safety-car”. Appunto, le regole son cambiate. Per tornare è necessario aggiornarsi.

    ARRETRATO

    VOTO 3 AI COMMISSARI DI PISTA

    Capiamo che il tracciato non facilita il lavoro, ma se per un detrito perso da Glock alla curva 6 è quasi necessario l’ingresso della safety-car allora qualcosa non va. Per 4 giri, in quel punto, vengono esposte le bandiere gialle. Alla faccia della tempestività.

    RITARDATI

    VOTO 4 ALLA FERRARI

    Kimi Raikkonen il Martedì: “Di queste quattro corse, direi che Singapore è quella che più si adatta alla Ferrari. Per provare a vincere dobbiamo andare oltre la perfezione e avere anche un pizzico di fortuna ma dopo averlo riassaggiato a Spa sarebbe fantastico sentire ancora una volta il sapore della vittoria“. Fisichella nel post Monza: “L’apprendistato sta migliorando e sono convinto che a Singapore, che è una pista che mi piace molto, andrò meglio”. Il risultato è stato un altro. La vettura è quella che è, senza sviluppi non si va da nessuna parte. Lenta sul giro singolo, passo gara inesistente. C’era poco da fare. Forse qualche proclama in meno sarebbe stato meglio. Per il ciclo: “La miglior parola è quella che non si dice”.

    RICICLATA

    VOTO 5 A NICO ROSBERG

    Comincia bene, finisce male. In qualifica lotta per la pole, anche se non sapremo mai come sarebbe finita. In gara scatta bene e tiene il passo di Hamilton. Al primo pit-stop però compromette tutto. Va lungo all’uscita della pit-lane, scavalca la linea bianca, entra in pista, torna nella corsia apposita ma è troppo tardi. Il drive trough è inevitabile. La gara va a farsi benedire complice l’ingresso della vettura di sicurezza che ricombatta il gruppo.

    IMPULSIVO

    VOTO 6 A JENSON BUTTON

    Diciamo che sta correndo al minimo, sfruttando più gli errori degli avversari che una sua dote. Al traguardo, quinto, guadagna quei punti necessari a tramortire le speranze dei rivali. Vettel gli recupera un punto, Barrichello  è dietro complice un incriminato pit-stop che ha visto spegnersi il motore del brasiliano. Comunque sia l’inglese alla fine guadagna sei posizioni. Da 11esimo a quinto in versione economy.

    CONSERVATIVO

    VOTO 7 A SEBASTIAN VETTEL

    Anche lui si gioca la pole al sabato, pur avendo il vantaggio della leggerezza. Allo start perde qualche posizione e lotta con Alonso per difendere la terza piazza. Dà qualche pensiero ad Hamilton quando la SC esce di scena, ma commette un grave errore in pit-lane, rimediando un drive-trough.  Dal canto suo la ritiene una “curiosa penalizzazione perché non avevo motivo di accelerare in corsia box”, ma così facendo ha perso un podio sicuro. Oltre ad un mondiale che solo la matematica gli concederebbe.

    REDIVIVO

    VOTO 8 A FERNANDO ALONSO

    Un podio. Il primo della stagione, peraltro dedicato a Flavio Briatore. In qualifica, complice la penalizzazione di Barrichello, parte dalla quinta piazza, poi, allo start, lotta con Vettel ma perde due posizioni a favore di Webber e Glock. L’ingresso della SC gli da una mano. Certo, non ha vinto, ma di questi tempi un podio in casa Renault vale oro colato.

    LOTTATORE

    VOTO 9 A TIMO GLOCK

    Conquista il miglior risultato della stagione per la Toyota. Prende il via dalla sesta posizione ed approfitta della lotta Alonso-Vettel per sopravanzare lo spagnolo. Si ritrova virtualmente a podio quando la corsa riprende e cerca di mantenere minimo il distacco da Vettel per attaccare l’eventuale secondo posto. Non c’è bisogno, il tedesco si auto elimina e lui porta  a casa il primo trofeo stagionale.

    SORPRESA

    VOTO 10 A LEWIS HAMILTON

    Primo nelle libere del sabato, pole in qualifica e primo in gara. L’uno è proprio il suo numero, peccato che l’adesivo sul musetto stia cominciando a staccarsi. Non commette nessun errore, gestisce con tranquillità il recupero di Vettel e trionfa felice sotto la bandiera a scacchi. D’altronde non dimentichiamo che è campione del mondo.

    PRIMATISTA

    Valerio Lo Muzzo

    September 15

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP d'Italia


    Abbiamo assistito alla rinascita delle Brawn, al tracollo RedBull, al crash di Hamilton. L’inglese, appunto, ha regalato il podio a Raikkonen per la gioia dei tifosi della Rossa. Abbiamo assistito alla prima di Fisichella in rosso, e alla prima di Liuzzi con la Force India.
    Il romano ha chiuso ai margini della zona punti, l’ abruzzese (seppur nato in puglia) ha corso come se la Force India di quest’anno la stia guidando da inizio stagione. A proposito di Force India anche Sutil ottiene i primi punti iridati, a conferma di un pacchetto sensazionale. Abbiamo assistito all’ottantesima edizione del gran premio d’Italia, ora pronunciamo solennemente i nostri giudizi. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 13: Italia.

    VOTO 0 A MARK WEBBER

    Pronti, via, prima variante, seconda variante…muro. Dura pochi istanti la gara dell’australiano, troppo irruento, troppo distratto. La lotta all’iride adesso diventa qualcosa di impossibile per mr. Canguro. Per la terza gara consecutiva non va a punti, il che è un chiaro sintomo di non lucidità. Per il ciclo: “Ogni lasciata è persa”.

    CONFUSO

    VOTO 1 A NICO ROSBERG

    Non c’è. Se qualcuno lo avesse chiamato qualche altro avrebbe risposto “assente”. In qualifica non viene eliminato subito. In gara, complice qualche inconveniente, chiude ultimo doppiato due volte. Una giornata no può capitare. Vedremo se cercherà il riscatto a Singapore.

    ASSENTE

    VOTO 2 ALLA REGIA INTERNAZIONELE

    Diciamo che le immagini hanno aiutato ben poco lo spettatore da casa. Ancora non si è visto per intero un replay che raccontasse il crash di Hamilton visto dall’esterno. I replay arrivano tardi, i cronometraggi anche. Speriamo che almeno a Singapore si possa capire qualcosa di più.

    SBANDATA

    VOTO 3 A ROMAIN GROSJEAN

    Penultimo dietro Rosberg dice tutto. Alonso quinto dice di più.  Scatta dalla dodicesima posizione e non migliora. C’è poco da dire, questo week end è da cancellare.

    PESSIMO

    VOTO 4 A LEWSI HAMILTON

    A due giri dalla fine sarebbe stato un otto ed il perché è eloquente. Si getta all’impazzata su Button, cercando di recuperare un secondo all’ultimo giro. Rischia tanto. Troppo. Alla seconda di Lesmo si gira come un novellino perdendo macchina e terzo posto. Ferrari e Raikkonen ringraziano. Da ammirare nella volontà. E’ andata male.

    TENACE

    VOTO 5 A SEBASTIAN VETTEL

    Condizionato dalla questione motori che si è creata in RedBull conquista un solo punto che lo allontana dalla vetta mondiale. Il venerdì prova poco dandosi al risparmio dei chilometri, in qualifica non va oltre il nono posto rinunciando fin da subito ad ogni sogno di bis a Monza. Del resto lotta con tutto se stesso, commettendo qualche errore di troppo. E si sa gli errori si pagano. Perde sette punti da Button, ora la matematica è chiara: -26.

    IMPULSIVO

    VOTO 6 (DI INCORAGGIAMENTO)  GIANCARLO FISICHELLA

    Era l’uomo più atteso del giorno. Poteva andare meglio. Il romano delude un po’ le aspettative, condizionato soprattutto dall’errore del sabato che lo ha privato di quella sicurezza che serve per arrivare al limite. Conduce la prima parte di gara abbastanza opaca, poi si sveglia un po’ nel finale. Ingaggia un duello con Vettel, ma il tedesco lo regola in modo duro. Chiude nono ai margini della zona punti. La festa è tutta  per il suo compagno. Gli rimangono gli striscioni dei fan. “Fisico, orgoglio italiano”. Per il ciclo: “Ritenta, sarai più fortunato”.

    EMOZIONATO

    VOTO 7 A KIMI RAIKKONEN

    Va a podio grazie all’errore di Hamilton. Ha comunque dato il massimo, viste le super Brawn e vista la prestazione dell’inglese. In partenza sbriga la pratica Sutil immediatamente con un colpo di Kers,  poi prova anche a sopravanzare il pilota di colore che lo tiene a bada. Da il meglio di sé a pista libera, ma non riesce a guadagnare la posizione tanto cercata neanche con la strategia ai box. Poi il regalo e la festa. Forse l’ultima con la tuta rossa.

    COMBATTIVO

    VOTO 8 AD ADRIAN SUTIL

    Ottimo per tutto il week-end. Già al venerdì è super competitivo, poi il sabato rischia di fare la pole. In partenza viene bruciato da Raikkonen, ma visti gli ultimi episodi sfavorevoli, preferisce stare dietro al finnico che averlo alle calcagna. Sia mai un contatto… Scherzi a parte mantiene un ottimo passo, non si schioda dal biondo Ferrari proprio come fece Fisichella a Spa. Chiude quarto con merito. Finalmente a punti.

    FELICE

    VOTO 9 A VITANTONIO LIUZZI

    Che prestazione! Il pilota italiano sale sulla Force India per la prima volta in questa stagione e corre alla grande. In qualifica conquista un ottimo settimo posto seppur carico di benzina. In gara tiene dietro Raikkonen senza alcun timore, sapendo di puntare sull’unica sosta del giorno. Peccato che il cambio lo abbandona prima del tempo. Peccato. La zona punti era una certezza.

    CAMALEONTE

    VOTO 10 A BBB

    Brawn. Button. Barrichello. I soliti tre. Tre somari e tre briganti. I re magi. Come li si vuole chiamare li si chiama, ma dopo un’estate tormentata son tornati a dettare legge. I titoli cominciavano ed esser messi in discussione, ma la debacle RedBull ha sancito il verdetto finale. Passo gara strabiliante, strategia da favola. Una sosta e via, per la gioia dei tanti tifosi inglese presenti in Brianza. Barrichello si dà alla pazza gioia per quello che può considerarsi il suo pubblico europeo. Adesso la lotta al titolo riguarda solo i piloti BrawnGp. Sarà una lotta alla pari? Ai posteri l’ardua sentenza.

    DEVASTANTI

    http://www.eracemotorblog.it/2009/09/14/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-ditalia.html

    Valerio Lo Muzzo


    August 31

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP del Belgio


    Abbiamo assistito ad uno dei gp più belli della stagione. Tra i saliscendi fiamminghi ci pensa Kimi Raikkonen,assistito da un Kers più utile che mai, a regalare ai tifosi della rossa la prima vittoria dell’anno. Abbiamo assistito anche ad un duello mai visto. Ferrari-Force India, Raikkonen-Fisichella, come a ribadire l’imprevedibilità di questo mondiale, più strano che mai. Abbiamo assistito al tracollo di Jenson Button, pessimo in qualifica, ritirato in gara, che vede ridurre il proprio vantaggio quasi ai minimi termini. Abbiamo assistito al recupero di Vettel e di Barrichello e al tracollo di Webber, psicologicamente non in forma. Abbiamo assistito all’ennesima deludente prestazione della Toyota, ancora senza risposte. Abbiamo assistito a quella che potrebbe essere l’ultima gara di Badoer in F1. Abbiamo visto tanto, adesso ci divertiamo nel solito modo. “Da 0 a 10” capitolo 12: Spa Francorchamps.

     

    VOTO 0 ALLA PARTENZA DI BARRICHELLO

    Pronti, partenza, problemi di inserimento marcia e via. Sciupa una bella occasione Barrichello per accorciare il divario con il compagno di team, ma sulla griglia la prima tarda un po’ ad entrare e tutto il lavoro del sabato va in fumo. Grande rimonta poi tra EauRouge, Raidillon e Kemmel, ma lo start al rilento peserà a fine gara.

    MOVIOLA

     

    VOTO 1 ROMAIN GROSJEAN

    Crea confusione alla Les Combes, tamponando Button e causando indirettamente i ritiri di Algersuari e di Lewis Hamilton. Dopo la prestazione di Valencia conferma la sua irruenza, dettata forse dalla voglia di mettersi in mostra. Se così fosse ha sbagliato modo, gli incidenti non hanno mai premiato nessuno.

    IRRUENTO

     

    VOTO 2 A LUCA BADOER

    “A Spa le cose andranno meglio” sono state le sue parole a Valencia. Come no, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Purtroppo si sa che correre con una F60 mai provata è durissima, ma dichiarare che la conoscenza degli assetti e la sua esperienza nella pista belga lo avrebbe quantomeno aiutato è sembrato a dir poco imbarazzante. Chiude a 47 secondi da Nakajima e rilancia la sua candidatura per Monza dichiarando che nella pista brianzola sa correre ad occhi chiusi. Se poi la stampa lo attacca non c’è da meravigliarsi. Per il ciclo: “la migliore parola è quella che non si dice”.

    CHIACCHERONE

     

    VOTO 3 A JENSON BUTTON

    Undici punti nelle ultime cinque gare per un pretendente al titolo sono noccioline. Gente come Hamilton, Raikkonen, Barrichello & Co. ha fatto di meglio. Vive di rendita l’inglese e con tutta franchezza il pilota visto nelle ultime cinque gare non merita il titolo mondiale. In qualifica è disastroso, non accede al Q1 e parte quattordicesimo. In gara Grosjean lo tampona da dietro a LesCombes dopo lo start e l’avventura di Jenson ha subito fine.  Adesso soltanto sedici punti lo separano dall’arrembante Barrichello, ma di questo passo le chance di vederlo iridato ad Abu-Dhabi cominciano ad affievolirsi.

    ORSO YOGHI

     

    VOTO 4 MARK WEBBER

    Doveva essere il rivale numero uno di Button fino a qualche giorno fa, ma dopo la prestazione vista tra le foreste fiamminghe è tornato ad essere il Webber di una volta. Stringe Heidfeld in pit lane, guadagna un drive trough e nonostante tutto sia Heidfeld che Barrichello lo sopravanzano subito dopo la scorrettezza. Chiude nono, ancora una volta senza punti. Adesso tra i quattro in lizza è l’ultimo in grado di impensierire Button.

    DEPRESSO

     

    VOTO 5 AD ADRIAN SUTIL

    Con la super Force India vista nel weekend poteva fare meglio. In qualifica  il suo undicesimo tempo non è la pole del compagno, in più rovina tutto in partenza alla Source centrando Alonso, rompendo il musetto, quindi costretto a rientrare ai box. Nota a favore: il sorpasso su Badoer alla Puhon. Chiude undicesimo, proprio da dove è partito.

    ANNEBIATO

     

    VOTO 6 A NICO ROSBERG

    Non è un missile la sua Williams, ma lui ce la mette tutta per farla andare. In qualifica riesce a passare l’elettrizzante Q2 per un niente, mentre in gara chiude in zona punti per l’ottava volta consecutiva in stagione. Chiamiamola costanza.

    AFFERMATO

     

    VOTO 7 ALLA BMW

    Quando la macchina va Kubica ed Heidfeld si divertono. In qualifica entrambe le vetture entrano nella Top 5, così come a fine gara. Nei circuiti a basso carico aerodinamico, come dichiarato, la casa tedesca si trova a proprio agio. Un ottimo spot visto il cartello con la scritta “Vendesi” praticamente scritto sulla livrea.

    SORPRESA

     

    VOTO 8 A SEBASTIAN VETTEL

    L’unico ad avvantaggiarsi seriamente dall’uscita di Button è proprio il tedesco che con una gara tattica riesce a conquistare un ottimo podio. Adesso soltanto 19 punti lo separano dalla vetta, ma vista la voglia ritrovata, le chance iridate non sono poi così remote. In una stagione costernata dai ritiri, ben 5, si conferma il pilota più serio per trionfare a novembre.

    MATURO

     

    VOTO 9 A KIMI RAIKKONEN

    Finalmente la prima vittoria, guardacaso nella pista preferita dal finnico. Allo start liquida tutti a colpi di Kers, poi al momento in cui la SC esce di scena, tiene bene la scia di Fisichella  al quarto giro e lo liquida sempre grazie al magic button liberato nel rettilineo del Kemmel. Del resto conduce una gara in difesa visto il buon passo di Fisichella sempre pronto ad approfittare di un errore. Vince e convince, ma già a Maranello sembrano aver deciso cosa fare di lui.

    CINICO

     

    VOTO 10 E LODE A GIANCARLO FISICHELLA

    Secondo, a un soffio dal primo. In qualifica vola e conquista la quarta pole in carriera. In gara la SC lo penalizza un po’, ma lui non demorde e mantiene sempre sotto scacco Raikkonen che si difende bene a suon di Kers. Sul podio festeggia come se avesse vinto, d’altronde moralmente è lui il vincitore di questo gran premio.

    STRATOSFERICO

     

    Valerio Lo Muzzo



    August 25

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP d'Europa


    Aspettavamo questo gran premio di Valencia per assistere al ritorno alle corse di Michael Schumacher, ma sul tracciato cittadino è andato in onda il ritorno di Barrichello, come se la notizia del tedesco lo avesse stuzzicato un po’ a dare il meglio di sé.

    Sicuramente non è stato stuzzicato più di tanto Luca Badoer, sempre in difficoltà seppur in crescendo dal venerdì alla domenica. Aspettavamo anche una RedBull capace di lottare contro i rivali della Brawn, ma in tutto questo Jenson Button ringrazia pur non andando oltre il settimo posto. Ringrazia anche Barrichello che con la complicità dei meccanici McLaren si avvia verso una vittoria facile. Chissà, magari ce l’avrebbe fatta anche senza quell’inconveniente. Aspettavamo questo gp dopo un bel periodo di ferie, adesso divertiamoci nel solito modo. “Da 0 a 10” capitolo 11: Europa.

    VOTO 0 AL PIT STOP MCLAREN

    Ecco come rinunciare ad una vittoria fattibile. Nel momento clou della gara l’indecisione del muretto rappresenta un grosso errore. Sta di fatto che quando Hamilton rientra in pit lane i meccanici non sono pronti e il pit si rivela più lungo del previsto. Peccato, perché la McLaren era in ottima forma per centrare la seconda vittoria consecutiva.

    RITARDATO

    VOTO 1 AL TEAM REDBULL

    Doveva essere un’ occasione per recuperare qualche punto in ottica mondiale, invece è stata la Brawn a confermarsi ancora leader. Dopo due mesi alla grande il team austriaco non va a punti e in una stagione come questa, ove tutti gli outsider possono fare da arbitro, certe occasioni verranno rimpiante. A sei gp dal termine la scalata si fa dura, ma mai dire mai.

    DELUDENTE

    VOTO 2 ALLA FACCIA DI PAPA’ HAMILTON

    Dopo la sosta che ha fatto perdere il comando della gara al figlio, il papà del campione del mondo è scuro in volto. Chissà cosa stava pensando, forse stava offendendo il team in qualche modo. Molto più diplomatico il figlio che a fine gara commenta “Certe cose possono accadere”. Papà Anthony non la pensa così.

    PENSIEROSO

    VOTO 3 AL TEAM TOYOTA

    Doveva essere la sorpresa dell’anno, invece è stata l’ennesima delusione. Dopo un avvio di stagione promettente il team giapponese continua a bazzicare nei bassi fondi anche a Valencia. Oltre alla foratura di Nakajima, solo i debuttanti Algersuari, Grosjean e Badoer fanno peggio dei piloti della casa con sede a Colonia, il che dice tutto. E pensare che al venerdì si respirava un’aria ottimista.

    DECADENTE

    VOTO 4 (DI INCORAGGIAMENTO) A LUCA BADOER

    Il fatto di giungere sano e salvo al traguardo lo aiuta, ma il fine non giustifica il mezzo né il mezzo giustifica il fine. Il fine si chiama diciassettesimo posto, il mezzo, ovvero la gara, conta due testa-coda e un passo gara abbastanza lento, soprattutto nella parte iniziale. Per ottenere i primi punti l’italiano punta a Monza, ma se a Spa le cose non andranno a dovere, allora tutto è possibile. Ultimo in qualifica, penultimo in gara. Così non va. Per il ciclo: “Ritenta sarai più fortunato”.

    ARRUGGINITO

    VOTO 5 A HEIKKI KOVALAINEN

    Svolge il compitino da secondo pilota. Parte secondo, chiude quarto, sopravanzato da Barrichello e Raikkonen. In qualifica sfiora la pole, mancata per un errore all’ultima curva, in gara non regge il passo del compagno confermando tutti i suoi limiti. Dopo l’annuncio del ritiro Bmw, l’ombra di Rosberg è sempre più incombente. Con queste prestazioni il posto di Heikki non è garantito.

    ABULICO

    VOTO 6 A FERNANDO ALONSO

    Prima non doveva correre in casa, vista la squalifica del team. Poi, saputo della revoca, puntava a grandi risultati. Chiude sesto, ma visto i proclami poteva andare meglio. Vedremo se nel finale sarà in grado di tirare fuori il meglio di sé proprio come fece lo scorso anno.

    OPACO

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Ormai la costanza sembra essere acquisita, e non solo nelle libere del venerdì. Il tedesco è autore di una buona qualifica, ed in gara chiude quinto davanti Alonso. Forse gasato dalle sirene McLaren sta veramente facendo bene da un po’ di tempo a questa parte. Di questo passo concludere a podio non sarà certo impossibile.

    SICUREZZA

    VOTO 8 A KIMI RAIKKONEN

    Ancora a podio, ancora autore di una prestazione notevole. Come al solito in qualifica non brilla, ma in gara il Kers lo aiuta in partenza e la strategia gli permette di sopravanzare Kovalainen. Con il mezzo a disposizione il podio è un ottimo risultato, la vittoria magari arriverà con un po’ di fortuna. Chissà se queste prestazioni lo aiuteranno per un futuro in rosso. Intanto sta tirando fuori il meglio di sé. Appuntamento a Spa, la sua pista preferita.

    CONTINUO

    VOTO 9 A LEWIS HAMILTON

    E’ lo zampino del campione del mondo. In qualifica conquista la pole, addirittura abortendo l’ultimo tentativo, in gara lotta per la vittoria fino alla seconda sosta, poi visto il papocchio del team ha controllato la situazione. A fine gara commenta in grande stile l’operato dei meccanici (vedi voto 2), proprio come fa un vero campione del mondo.

    LEONE

    VOTO 10 A RUBENS BARRICHELLO

    Torna alla ribalta dopo cinque anni dall’ultima vittoria in quel di Shanghai nel lontano 2004. Anche quella volta al muretto era presente Ross Brawn. In qualifica conquista un preziosissimo terzo posto che gli permette di sfruttare al meglio la strategia per lui creata. Del resto svolge il suo compito alla grande. Sopravanza Kovalainen al primo pit, ed Hamilton al secondo. Anche senza l’errore del team inglese il brasiliano avrebbe avuto buone chance di conquistare la vittoria. Bellissimo il pensiero a Massa: “Felipe, arrivederci a presto in pista”,sfoggia sul casco. Poi a fine gara la vittoria è stata dedicata all’amico nonché connazionale. Da qui a fine anno lotterà per il mondiale, sempre che Button e Brawn non la pensino diversamente.

    PERFETTO

    Valerio Lo Muzzo


    http://www.eracemotorblog.it/2009/08/24/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-di-valencia.html



    July 27

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP d'Ungheria



    E’ stato il week end della paura, quello di una molla saltata via sulla testa di Felipe, di cui non si sa ancora nulla sull’eventuale recupero delle condizioni fisiche. E’ stato il week end delle sorprese, del ritorno al passato, con la pole di Alonso, la vittoria di Hamilton, il secondo posto di Raikkonen. E’ stato il primo gran premio dell’anno in cui non ha vinto una Brawn o una RedBull, ora che gli avversari son lì, ora che son pronti a dire la loro. Siam pronti anche noi a dire la nostra, con i soliti giudizi, le solite pagelle, ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 10: Ungheria

     

    VOTO 0 AL PIT STOP RENAULT

    Son bastati 14 giri ad Alonso per uscire di scena, e non per colpa sua. Aveva dato tanto lo spagnolo, sia in qualifica che in gara, ma il team, proprio nel momento cruciale, ha commesso un errore fondamentale. Gomma montata male, rientro in pista e gara gettata alle ortiche. Fernando si ritira qualche giro dopo a causa del fondo danneggiato, ma ormai la sua gara era stata compromessa, e non di poco.

    SUPERFICIALE

     

    VOTO 1 ALLA PARTENZA DI VETTEL

    E’ la copia di Michael Schumacher in tutto e per tutto, nel bene e nel male. La sua partenza è ridicola, da secondo a settimo in men che non si dica. Attenuanti? Qualcuna. Come il Kers montato da Kovalainen, Hamilton e Raikkonen, oltre alla manovra del finnico che lo ha ostacolato alla prima curva. Il tedesco si ritirerà a metà gara per noie alla sospensione, ma non è sembrato per niente al top.

    MOVIOLA

     

    VOTO 2 ALLA BRAWNGP

    La pacchia è finita, adesso non resta che giocare in difesa per vincere quanto meno il mondiale piloti. Senza aggiornamenti la vettura ha perso tutta la competitività. Barrichello non va a punti, Button ne conquista due complici i ritiri di Vettel e Alonso. Di questo passo venti punti possono essere pochi, perché mancano sette gare al termine e team come Ferrari, McLaren, Williams, oltre ai rivali della RedBull possono competere con il team di Ross. Le risorse scarseggiano e gli sviluppi sono un miraggio. Solo un’altra furbata potrà risollevare le sorti del team. Con Brawn non si sa mai.

    DECADENTE

     

    VOTO 3 A NELSON PIQUET

    Non ne vuole proprio sapere. Di andar via ovviamente. Il suo compagno di team fa sfracelli, conquista la pole, mentre lui  risulta essere il primo eliminato in Q2. In gara chiude 13esimo, anonimo come al solito. Il cognome che porta vale più delle prestazioni offerte nel corso della stagione. Lo davamo già via, ma intanto è ancora nel circus.

    RACCOMANDATO

     

    VOTO 4 A ROBERT KUBICA

    L’attenuante di una vettura poco efficiente non lo giustifica del tutto. Perde nuovamente il duello con il compagno di box, chiude dietro Piquet e non sembra dare alcun sintomo di risveglio. Almeno dentro il team dovrebbe essere il numero uno.

    SVOGLIATO

     

    VOTO 5 AD HEIKKI KOVALAINEN

    Con una McLaren così poteva fare meglio. Parte bene, seppur agevolato dalla manovra di Raikkonen, chiude quinto dietro Rosberg mentre il suo compagno di box si avvia verso la prima vittoria dell’anno. Il destino di eterno secondo comincia a modellarsi sul Terence Hill della Formula 1, chissà, se nel corso della sua carriera, riuscirà a battere il principe dei secondi. Barrichello docet.

    RINUNCIATARIO

    VOTO 6 A BERNIE ECCLESTONE

    L’immagine di un vecchietto che firma autografi a giovani ragazzini non si vede all’ordine del giorno. Il buon Bernie ha pure notevoli difficoltà fisiche nell’abbassarsi, complice l’età ormai da pensione. Restano comunque le carezze e i sorrisi che i bambini, forse, non fimenticheranno mai. Per il ciclo: “Momenti di Gloria”.

    IMMORTALE

     

    VOTO 7 A MARK WEBBER

    Non  è stato il week end migliore dell’anno, ma forse quelle più proficuo. Guadagna su Vettel e su Button, chiude a podio e si rilancia in ottica mondiale. Perde la seconda piazza ai box per un’esitazione dei meccanici, mentre rinuncia la vittoria per la poca opposizione offerta ad Hamilton nel corso del sorpasso. Un po’ di cattiveria in più non farebbe male.

    RAGIONIERE

     

    VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

    Cinico, efficace, vincente. E’ il primo pilota a rompere il dominio Brawn-RedBull, conquistando una vittoria di cuore e di testa. In palla sin dal venerdì, parte alla grande e liquida Webber con un colpo di Kers dopo pochi giri. Si getta all’inseguimento di Alonso e gira più veloce dello spagnolo pur essendo più pesante. Per il resto gestisce la gara come sa fare. Da campione del mondo. Per il ciclo: “A volte ritornano”. Bentornato.

    PRAGMATICO

     

    VOTO 9 A KIMI RAIKKONEN

    Sì, più di Hamilton. Non tanto per la prestazione quanto per il clima presente in casa Ferrari. Unico rappresentante del cavallino in pista, conquista un’ottima seconda piazza, sfruttando un momento di amnesia dei meccanici RedBull. Parte alla grande, seppur in maniera non limpidissima. Non perde da Webber e lo passa in corsia box in un duello da “far west”. Per il resto gira su ottimi tempi, seppur  un piccolo problema allo scarico gli fa perdere qualche secondo di troppo nel corso della seconda sosta. Secondo, con i tempi che corrono, è un ottimo risultato. Vedremo se la costanza lo accompagnerà da qui a fine stagione.

    RINATO

     

    VOTO 10 AL CASCO DI FELIPE MASSA

    Spesso la vita è fatta di attimi, di centimetri. Vi sono attimi e centimetri che cambiano l’esito di una gara, come vi sono attimi e centimetri che cambiano la vita e la carriera di un pilota. Un colpo in testa, una molla, come un proiettile vagante per aria, per un attimo, per un secondo che ti cambia la vita. Viene colpito lì Felipe, nel punto più debole, la visiera, che per fortuna regge all’urto ed evita al pilota una fine peggiore. Il voto è quindi un omaggio all’impegno messo in mostra dalla F1 per la sicurezza dei piloti. Con un casco diverso, oggi staremo a parlare di Massa col verbo al passato.

    SALVAVITA

     

    Valerio Lo Muzzo


    http://www.eracemotorblog.it/2009/07/27/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-d-ungheria.html



    July 13

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Germania



    Doveva essere il gran premio chiave della stagione, ed il gp chiave è stato. Doveva essere il gp della Brawn, almeno a detta loro, e così non è stato. Non lo è stato perché il buon Ross ci ha messo del suo, perché la Ferrari ha giocato in difesa, perché la RedBull ha messo le ali e non gliele leva più nessuno. Doveva essere il gp di Barrichello, autore di un ottima qualifica, ma il brasiliano si conferma l’eterno secondo che è. Doveva essere la domenica decisiva per la McLaren, ma una foratura ho compromesso tutto.  Doveva essere il giorno di Sutil, ma la dea bendata con il tedesco sembra vederci bene, fin troppo. Adesso saremo noi a vederci chiaro, con i soliti voti, ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 9: Germania.

     

    VOTO 0 A ROSS BRAWN

    Il miglior stratega del lotto ha sbagliato. E non di poco. Tre soste,  nessun podio, ed è la prima volta in stagione che un pilota Brawn non stappa lo spumante. Massa e Rosberg balzano davanti Button e Barrichello, conseguenza di una strategia sbagliata. L’unica attenuante a favore di Ross riguarda la prima sosta di Barrichello. Se il brasiliano fosse rientrato davanti Massa dopo il primo rifornimento  a quest’ora staremo parlando di un’altra gara. Però con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Per il ciclo: “Nessuno è perfetto”.

    STONATO

     

    VOTO 1 AL PIT STOP DI BARRICHELLO

    Problema tecnico o inconveniente voluto? Mistero della fede. Le male lingue si scaldano, Barrichello è una furia a fine gara, e la lingua batte dove il dente duole. Duole da inizio stagione il dente del brasiliano, ma se Rubens bazzica ancora nelle zone alte della classifica questo lo deve a Ross. Sì, Ross l’onnipotente. Chissà se i bocchettoni della benzina subiscono l’influenza di Mr. Banana.

    OSCURO

     

    VOTO 2 A KAZUKI NAKAJIMA

    Pronti. Via. Boom! Un Killer? Sì, Nakajima. Dopo i ritiri dei predecessori Sato e Coulthard il premio miglior Killer dell’anno spetta al giapponese, ancora protagonista dei botti di mezza estate. Mentre il compagno di squadra conquista un quarto posto degno di nota, lui gioca all’autoscontro colpendo il povero Trulli, compromettendo la gara di entrambi.

    CRIMINALE

     

    VOTO 3 A ROBERT KUBICA

    L’anno scorso lottava per il mondiale, quest’anno fa veramente pena. Chiude quattordicesimo dopo una gara inesistente, facendo peggio di Heidfeld. Considerando gli inconvenienti di Hamilton, Trulli e Sutil, a quest’ora poteva vantarsi di un penultimo posto. Nient’altro da dire, sarebbe superfluo.

    INVISIBILE

     

    VOTO 4 A NELSON PIQUET

    Probabilmente sul podio stavano festeggiando il suo addio alla F1 piuttosto che la vittoria di Webber. Stavolta la Germania non porta tanta fortuna al brasiliano che fa sì una buona qualifica, ma è autore di una gara delle sue. Tredicesimo con l’ombra di Grosjean alle porte, e stavolta nessuna safety-car tedesca lo salverà.

    ADDIO

     

    VOTO 5 A GIANCARLO FISICHELLA

    Francamente l’undicesimo posto in altri tempi sarebbe stato oro, ma vista l’incommensurabile prestazione di Sutil, la domenica di Fisico rimane oscurata dall’ombra del compagno di team. In qualifica va fuori in Q1, a differenza del compagno di squadra che conquista un ottimo sesto posto, in gara non fa male, ma si sa, in Formula Uno il primo rivale è il ragazzo della porta accanto. Per il ciclo: “Si può dare di più”.

    RIMANDATO

     

    VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

    Più alla partenza che ad altro. Ottimo in prova e in qualifica, poi allo start il bottone magico lo proietta verso una prima posizione con uno scatto degno del miglior Usain Bolt. Peccato per la foratura, rimediata probabilmente in un micro contatto con Webber, che gli costa una bella gara. Per il ciclo: “Ritenta sarai più fortunato”.

    CENTOMETRISTA

     

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Da quindicesimo a quarto, davanti le Brawn. Il tedesco in casa è una furia, parte a razzo con la vettura più pesante sulla griglia, guida una petroliera e un’ottima strategia lo issa dietro Massa. Che sia arrivato l’anno giusto? Ad Abu Dhabi l’ardua sentenza.

    COSTANTE

     

    VOTO 8 A FELIPE MASSA

    Finalmente a podio dopo il tragico finale del mondiale scorso in Brasile. Il brasiliano gioca in difesa, alla Trapattoni. Tiene dietro Vettel e Barrichello pur avendo un mezzo inferiore, conqusitando un ottimo terzo posto. Più di così non poteva fare.

    TENACE

     

    VOTO 9 AD ADRIAN SUTIL

    Ancora una volta l’angelo biondo gli rompe le uova nel paniere, e allora tanto angelo non è. Conduce una gara stupenda, prova la brezza della seconda posizione per qualche istante, poi, dopo la prima sosta, un contatto con Raikkonen frantuma ogni sogno. Ancora una volta nessun punto, stavolta però  non per colpa sua.

    SFORTUNATO

     

    VOTO 10 A MARK WEBBER

    La prima volta è sempre la più bella. Se poi la vittoria arriva dominando, dopo aver scontato un drive trough allora c’è più gusto. C’è più gusto perché l’ultimo a vincere scontando una penalità è stato Michael Schumacher. Non certo uno qualunque. Insuperabile per tutto il week-end, pole e vittoria. Se nemmeno il talento di Vettel riesce ad opporsi alla furia australiana, allora è fatta. A 32 anni vincere il mondiale è ancora possibile.

    IMPRENDIBILE

     

    Valerio Lo Muzzo


    June 23

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Gran Bretagna

    Abbiamo visto gli aerei austriaci prendere il largo nell’aeroporto di Silversone guidati da un pilota tedesco e uno australiano, come se le ali le montassero veramente, perché qualcuno gliele ha messe. Quel qualcuno si chiama Adrian Newey, ancora il genio della situazione, ancora in grado di prendere la sua RedBull per i capelli e rimetterla lì davanti la Brawn o quanto meno allo stesso livello. Quello che invece non è stato al suo livello è Jenson Button, incappato in un “week-end no” proprio nel posto a lui più caro. Chi ha tenuto, a livello di prestazioni, è stata la Ferrari, quarta con un Massa tattico e con un punto interrogativo talmente grosso da non capire perché e per come la F60 vada bene un giorno si ed un no. Abbiamo visto, infine, la debacle dei campioni del mondo. Alonso fa peggio di Piquet, Hamilton è inguardabile, Raikkonen un fuoco di paglia. Adesso infuochiamoci noi dando i consueti giudizi post gp. “Da 0 a 10” capitolo 8: Silverstone.

     

    VOTO 0 A SEBASTIEN BOURDAIS

    Ha fatto il botto. In tutti i sensi. Con una Toro Rosso non in ottima forma attacca la McLaren di Kovalainen quando la fisica dice che tra lui e il finnico c’è troppa distanza. Ma il francese, fresco secondo dalla 24h di LeMans, si getta in frenata alla Vale in pieno Takuma Sato Style. Risultato? Gara finita per entrambi. Ridicolo ai microfoni Rai quando accusa l’incolpevole Kovalainen di aver causato il crash.

    KAMIKAZE

     

    VOTO 1 A LEWIS HAMILTON

    Forse arrendevole, forse scocciato, forse seccato da una macchina che non va e da milleduecentocinquantesette voci che lo tormentano da inizio anno. Però per quanto lo si possa comprendere, l’inglese fa pena in qualifica (Diciannovesimo) e, in gara, si da al rally in più di un occasione. L’unico momento di gloria lo ottiene quando sorpassa Alonso, ma lo spagnolo a fine gara terminerà davanti a lui. Chiude malinconicamente sedicesimo davanti Sutil e Buemi.

    ABULICO

     

    VOTO 2 A FERNANDO ZORRO ALONSO

    Non potendosela giocare in pista lo fa ai microfoni delle varie stampe nazionali. Già al giovedì comincia un lungo sproloquio pro-formula-Fota, per ribadirlo la domenica mattina. Parla alla Briatore, d’altronde non poteva non essere così, ma corre alla Piquet. Il brasiliano per la prima volta nel corso della stagione chiude davanti il campione del mondo, seppur di campione del mondo sia rimasto qualcosa nel suo spirito. Chiude doppiato, quattordicesimo.

    SCIUPATO

     

    VOTO 3 A GIANCARLO MAZZONI & RAI

    Alias ufficio stampa pro Fota-Ferrari. Il suo comizio comincia già nel corso delle qualifiche quando per dieci minuti elenca tutti i motivi per cui è necessario introdurre un campionato alternativo e abbandonare il circus. La domenica è furioso. Più di una volta accusa la regia di non inquadrare le Ferrari, gridando al boicottaggio. La discussione poi si sposta in studio quando il sapiente Fiorio  ci mette del suo.

    DEPLOREVOLI

     

    VOTO 4 A JENSON BUTTON

    Si è presentato convinto di vincere, ne è uscito con le ossa rotte. Il suo pre-Silverstone è cominciato con le dichiarazioni post Monaco, è continuato nel post-Turchia ed è terminato ieri quando ha chiuso col peggior risultato della stagione. Le RedBull erano imprendibili, ma giungere  sesto con la questa Brawn fa notizia. Barrichello, terzo, se la ride proprio qui dove è riuscito a battere finalmente il compagno di team.

    INCOLORE

     

    VOTO 5 A JARNO TRULLI

    Dopo l’ottima qualifica del sabato il settimo posto non è proprio il massimo. Sbaglia la partenza, sprofonda nelle retrovie e cordiali saluti ad eventuali sogni di podio. Rosberg gli salta davanti, mentre Massa lo passa nel gioco delle soste. Poteva andare meglio.

    INCERTO

     

    VOTO 6 RUBENS BARRICHELLO

    Capitalizza al massimo il week-end di gara con un terzo posto che gli permette di far festa sul podio, mentre il compagno Button sta lì a chiedersi perché e per come. Non conduce una gara all’insegna della tranquillità visto che prima Webber e poi Massa lo tallonano per il secondo e il terzo posto. L’australiano la spunta, il brasiliano no. Si vede che questo è il gp delle rivincite.

    ORGOGLIOSO

     

    VOTO 7 A FELIPE MASSA

    Bella gara, ma bella strategia. In casa Ferrari qualcosa cominciano ad indovinarla e quando i piloti non fanno errori allora arrivano i risultati. Cinque giri in più a pista libera gli permettono di guadagnare ben quattro posizioni e tentare di andare a podio. Dopo la seconda sosta lui monta le dure, Rubens le morbide e allora ogni sogno di podio sfuma. Conduce una gara attenta e precisa, i cinque testa coda dello scorso anno sono solo un brutto ricorso.

    TENACE

     

    VOTO 8 A GIANCARLO FISICHELLA

    Talvolta il mezzo giustifica il fine. Se il mezzo è la Force India ed il fine è il decimo posto allora il voto si giustifica da sé. Chiude davanti a gente come Alonso, Kubica ed Hamilton, con quel mezzo appunto. Di questo passo la zona punti non è più un miraggio.

    AMMIREVOLE

     

    VOTO 9 WEBBER E REDBULL

    Non è un nuovo cocktail, ma è sempre una miscela esplosiva. Peccato per l’australiano che Raikkonen al sabato avesse bevuto Vodka (almeno a detta sua) e per via del finnico ha rinunciato ad ogni sogno di pole. Conduce una gara attenta, liquida Barrichello al primo stop, ma non ha il passo del compagno. La vettura lo asseconda, adesso che gli sviluppi sono giunti all’apice per il buon Newey ci sarà un po’ di riposo.

    SUPERIORI

     

    VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

    Se Webber e RedBull sono superiori lui è immenso. Stratosferico in qualifica quando conquista la pole pur essendo il più pesante tra i primi. Fenomenale in gara quando per venti giri pratica un altro sport girando ben un secondo al giro più veloce di tutti salvo poi gestire in pieno stile “Schumacher” di cui è allievo prediletto. La sua scalata al mondiale comincia da qui, Button è avvertito, anche perché la Germania lo aspetta.

    SPAZIALE

     

    Valerio Lo Muzzo

    June 09

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP della Turchia


    Eravamo lì con la calcolatrice in mano, pronti a fare i conti per capire chi poteva spuntarla, salvo poi capire che la calcolatrice non serviva più, visto l’eccezionale Button, vista l’ottima Brawn. Sì, ottima, non eccellente, perché Barrichello termina la sua gara anticipatamente per problemi al cambio. Il brasiliano però, ci mette ampiamente del suo  partendo male, finendo peggio.

    Sperava anche Sebastian Vettel di fare i conti con i secondi, ma di secondi il tedesco ne ha presi tanti, troppi. Troppi al punto da perdere la seconda piazza, non tanto per il passo, quanto perchè secondo era Mark Webber. Sperava anche la Ferrari già al venerdì, salvo poi arrancare il sabato ed arrendersi la domenica. Chi invece di speranza non ne ha covata nemmeno una è la McLaren, presente il venerdì, non pervenuta per i restanti giorni. Continuano a sperare, infine, tutti gli appassionati, viste le idee Mosleyane, viste le minacce e le incertezze. Tra queste incertezze, l’unica sicurezza sono questi voti, ovviamente “Da 0 a 10”.

     

    VOTO 0 ALLA PAGLIACCIATA FIA-FOTA

    Tra i paddock di Renault e Toyota le riunioni della FOTA si alternano come mezzi cicli lunari. Intanto Williams e Force India abbandonano l’associazione dei team certificando l’effettiva instabilità. Giorni chiave seguiranno, ma se gli addetti ai lavori ne capiscono poco figuriamoci cosa possono capirne gli appassionati. Sarà vera gloria? A breve l’ardua sentenza…

    INDEGNA

     

    VOTO 1 A RUBENS BARRICHELLO

    Parte male, finisce peggio. Allo start la prima non ingrana e il brasiliano sprofonda in tredicesima posizione. Poi la testa lo abbandona come a certificare i suoi “Zero tituli” in carriera. Duella con Kovalainen, va in testa coda, duella con Hamilton, danneggia l’ala anteriore in un contatto con Sutil e, a fine gara, il cambio lo abbandona forse non potendone più del trattamento riservatogli. Button ringrazia.

    INGUARDABILE

     

    VOTO 2 A NELSINHO PIQUET

    Se la fortuna è cieca, sicuramente non parla portoghese. Inoltre, la fortuna, ha voltato le spalle a Piquet jr. dopo che quel podio di Hockenheim lo incollò saldamente al sedile della Renault. In qualifica insabbia la vettura in Q1, in gara chiude sedicesimo davanti Sutil e Bourdais. Il momento più bello è rappresentato dal sorpasso su Hamilton, a fine gara però l’inglese termina davanti a lui. Perde, come sempre, il duello con Alonso, forse non solo perché a lui passano solo la…. Adesso si capisce perché in casa Renault arrivano strane telefonata “Sì Flavio? Sono Roiman Grojean…”

    RACCOMANDATO

     

    VOTO 3 ALLA MCLAREN

    Dalla padella alla brace. Deludente è dir poco, visto l’ennesimo week-end a secco, vista l’effettiva non competitività della vettura, veramente indegna. In qualifica Hamilton non va oltre la Q1, Kovalainen oltre la Q2, mentre, in gara, l’inglese guida da campione che è, una vettura stracolma di benzina portandola al limite, vista la tattica ad una sosta. Chiudere dietro Heidfeld e Nakajima non è un granchè , per questo a Woking sembrano essersi presi una pausa, vista l’impossibilità di puntare al 2010 e vista la resa di quest’anno.

    ASSENTE

     

    VOTO 4 A KIMI RAIKKONEN

    L’ottimismo di Montecarlo è sparito come il sorriso del finlandese. In qualifica conquista la sesta piazza, in gara si perde nei meandri turchi facendosi infilare da Alonso e Kubica al via, vagando per le retrovie dopo la prima sosta, e chiudendo nono dietro Kubica e Glock. Perde nettamente il duello con un Massa  più motivato.

    ABULICO

     

    VOTO 5 A FELIPE MASSA

    Poteva andar meglio, poteva andar peggio. Non limpido in qualifica, solo settimo, generoso e lottatore in gara. La F60 non lo asseconda e, dopo la prima sosta, la sesta piazza è bella e collaudata. Gira su tempi discreti, lontani anche dalla Toyota di Trulli, ma il brasiliano più di questo non poteva fare. Conquista tre punti in attesa di tempi migliori.

    MASTINO

     

    VOTO 6 A SEBASTIAN VETTEL

    Fantastico in qualifica, suicida in gara. L’errore al primo giro manda a gambe all’aria la strategia  a tre soste e le possibilità di vittoria. Il team gli impone comunque i tre pit, ma il buon Sebastian non è incisivo nella parte centrale e perde anche il secondo posto a favore di Webber. Morde il freno nel finale seppure il passo sia migliore rispetto al compagno, ma per il team va bene così. Per il ciclo “ Si può dare di più”.

    CONDIZIONATO

     

     

    VOTO 7 A ROBERT KUBICA

    Finalmente i primi punti della stagione per il polacco. Con una Bmw abbastanza misteriosa Robert riesce a fare meglio di Raikkonen e Alonso, infilando il finnico al via e passando lo spagnolo al gioco delle soste. Vince il duello con il pupillo tedesco Heidfeld, ma vedremo se sarà solo un fuoco di paglia. Per il ciclo: “A volte ritornano”.

    RESUSCITATO

     

    VOTO 8 A NICO ROSBERG

    E sono due. Due belle prestazioni consecutive. Dopo Monaco il tedesco si conferma chiudendo quinto e lottando per il quarto posto fino alla fine. Come sempre demolisce Nakajima sia in qualifica che in gara. Che stia cominciando ad essere costante? Forse l’aria del box McLaren comincia a fare effetto…

    SORPRENDENTE

     

    VOTO 9 A JARNO TRULLI

    Il solito Jarno. Quando è in forma e la vettura va non c’è nessuno che lo possa tenere. Autore di un’ottima qualifica, quinto, si conferma in gara lottando fino alla fine con Rosberg per la conquista del quarto posto. Confrontando il risultato di Glock non ci sono paragoni che tengono. Sperando in una Toyota un po’ più costante, con un Jarno così si può solo far bene.

    SUPERBO

     

    VOTO 10 A JENSON BUTTON

    La sua gara dura venti giri. Ringrazia Vettel per la gentile concessione, poi si piazza in prima posizione, abbatte la barriera spazio-temporale ed entra in una nuova dimensione, che per lui tanto nuova non è. Conquista la sesta vittoria su sette gare, eguaglia Clark e Schumacher e mette la freccia in vista di Silverstone, il gp di casa. Il mondiale è già ipotecato, di questo passo in estate sarà già campione.

    LEPRE

     

    Valerio Lo Muzzo


    May 25

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Monaco


    Ci hanno fatto divertire tanto sulle strade del Principato, tra un cordolo e l’altro, tra crash e  guardrail sfiorati, tra corse a fine gara utili per andare a ritirare il premio con tanto di Champagne. Il riferimento a Button è eloquente, ancora vincitore, sempre più leader di un campionato già finito. Ci ha pensato, e ci sta pensando, Rubens Barrichello a rompere le uova del paniere al compagno, liquidando sì Raikkonen ma non vedendo mai la possibilità di vincere.

    Ci ha pensato anche Felipe Massa a tirar su questa Ferrari, mai doma, seppur inferiore agli ufo marchiati Brawn. Ci ha pensato anche Sebastian Vettel a gettare al vento quelle poche speranze di lotta regalando punti a Barrichello oltre che al rivale Jenson. Ci ha pensato anche Hamilton a render vivo questo gp, ma il botto del sabato gli ha proibito ogni sogno di gloria. Ci hanno pensato in tanti, adesso ci pensiamo noi a dare i soliti giudizi del post gara. “Da 0 a 10” Capitolo 6: Montecarlo.

     

    VOTO 0  A TOYOTA E BMW

    Il week-end monegasco è stata l’ennesima delusione per la Bmw, e l’ennesima conferma che in casa Toyota quel vantaggio di inizio stagione è stato convertito nello svantaggio di un terzo di stagione. Se per la casa tedesca le cose vanno male già dall’inizio, in Giappone non sono in grado di spiegarsi il perché di questa crisi. L’aver lottato con la McLaren di Hamilton avrà illuso entrambi i team credendo di esser tornati al top, ma stavolta è stato l’inglese a scendere nelle retrovie controllando, effettivamente, che le cose non vanno poi così bene.

    INESISTENTI

     

    VOTO 1 A SEBASTIAN BUEMI

    Crediamo stia ancora correndo per Monaco cercando di scappare dalla rabbia di Piquet che fino al decimo giro stava facendo la sua gara, salvo poi sentire accelerare la sua vettura come se il Kers fosse partito da solo. Peccato che il Kers la Renault non lo monta più, quindi Piquet jr. ha subito realizzato che qualcuno doveva come minimo compilare il modulo blu, visto che la constatazione amichevole non va più di moda.

    DANGER

     

    VOTO 2  A HEIKKI KOVALAINEN

    AAA…cercasi finnico disperso. Anche questa volta il nostro Terence Hill non termina la gara, ma stavolta è tutta colpa sua. Fa bene nelle qualifiche ove porta la bandiera della McLaren in Q3, in gara fa il suo, ma il botto alle Piscine manda in fumo ogni progetto. La vettura non lo avvantaggia, ma Heikki non sembra nemmeno metterci del suo.

    SCIAPITO

     

    VOTO 3 A SEBASTIAN VETTEL

    Lento, lento, lento. In qualifica conquista la quarta posizione pur avendo quindici chili in meno di Button, mentre in gara il suo passo fa veramente pena. Pensare che Fisichella girava più veloce. Il tedesco made in Kerpen fa da tappo a Massa e Rosberg condizionando notevolmente la gara dei due. Il team lo richiama ai box per il cambio gomme, ma dopo appena due giri Sebastian capisce che il suicidio è l’unico modo per uscire da questo incubo. Classicamente termina la sua gara alla Saint Devote, lasciando, almeno in questo, il suo nome sull’almanacco.

    MOVIOLA

     

    VOTO 4 AL TENTATO SORPASSO DI  MASSA

    Ogni tanto bisogna capire il proprio limite. E Massa a volte si fa prendere dall’euforia. Vettel procede a rilento, Filippo tenta il sorpasso, va lungo  e deve restituire la posizione. Peccato che Rosberg capisce tutto, si attacca agli scarichi di  Vettel, infila Felipe ed esclama “E che c’ho scritto Jo Condor???”

    INGENUO

     

    VOTO 5 A LEWIS HAMILTON

    E’ il risultato di una media. L’8 che gli toccherebbe per la gara della domenica, e il 2 per l’errore compiuto in qualifica al Mirabou che ha condizionato tutto il week-end. Dal canto suo l’inglese gira su ottimi tempi, ma chiude  terzultimo davanti Trulli e Sutil che, pragmaticamente, non è un bel risultato.

    INSAPORE

     

    VOTO 6 A MARK WEBBER

    Più del quinto posto non poteva fare. Sia perché le Brawn lasciano solo le briciole, sia perché le Ferrari sono tornate alla grande. Il buon Mark ottimizza al massimo questo gp monegasco riuscendo a sopravanzare Rosberg nel gioco delle soste e riuscendo a mantenere un passo gara accettabile. Visto il risultato del compagno di squadra non c’è da lamentarsi.

    COSTANTE

     

    VOTO 7 A RUBENS BARRICHELLO

    Festeggia al meglio il suo trentasettesimo compleanno, infilando Raikkonen allo start e liquidandolo per sempre. Soltanto quando le gomme morbide hanno cominciato a cedere il brasiliano ha corso qualche pericolo, ma del resto, guidando una Brawn, non poteva che fare bene.

    Aspettando l’opportunità giusta per vincere Rubens si deve accontentare dell’ennesimo secondo posto.

    FESTEGGIATO

     

    VOTO 8  A GIANCARLO FISICHELLA

    Può sembrare un miraggio ma non lo è. E’ proprio lui, il Gianfranco nazionale, quello romano, quello che guida la Force India. Chiude nono ai margini della zona punti lontana soltanto due secondi. Per il team di Mallya sfuma ancora l’opportunità di portare a casa i primi punti iridati ma con un Fisico così le speranze non mancano.

    RISVEGLIATO

     

    VOTO 9 A FERRARI & CO.

    Precisazione: per &co. sono compresi i piloti. Sì proprio loro, quelli criticati fino a ieri, quelli deludenti fino a ieri. In casa Ferrari, finalmente, si respira un po’ di ottimismo, viste le prestazioni nel salotto di casa, visti i futuri aggiornamenti che arriveranno di gara in gara. Il giro veloce spetta a Felipe Massa, ma tutto il team non ha commesso un errore. Per chi si chiede se la rossa può ancora vincere il titolo la risposta è netta e decisa. Sì, ma solo alla Play-Station…

    RINATA

     

    VOTO 10 A JENSON BUTTON

    Scontato, forse troppo. Probabilmente dalla prossima gara questa rubrica cambierà il suo nome in “Da 0 a Jenson Button” vista la costanza, viste le cinque vittorie e il terzo posto conquistati in appena sei appuntamenti. Anche a Monaco l’inglese volante ci mette del suo, soprattutto in qualifica quando ha tirato fuori un gran giro, di un soffio migliore del redivivo Raikkonen. A Brawn l’inglese ricorda Schumacher, ma quando le cose vanno bene tutto è più semplice.  Non si chiamerà Michael, ma di questo passo in estate il mondiale sarà già vinto.

    SCHIACCIASASSI

     

    Valerio Lo Muzzo


    April 28

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP del Bahrain

    Ci aspettavamo la Toyota e Trulli, ci siamo ritrovati con Button e la Brawn sul gradino più alto del podio. Ci aspettavamo una gara calda, ma non così calda da causare lo svenimento di Alonso, come ci aspettavamo almeno un punto dalla Ferrari. Ne sono arrivati tre, ma, a confronto, Button di tre ha solo le vittorie, almeno finora. Ci aspettavamo Glock magari sul podio, ma la Toyota ha deciso che due piloti sul podio erano troppi. Ci aspettavamo anche un Ross Brawn meno superbo, ma forse il primato da alla testa. Ci aspettavamo tanto, adesso vediamo che voto spetta ai protagonisti di questo gp. Capitolo 4: Bahrain.

     

    VOTO 0 ALLA BMW

    Dalla padella alla brace. In casa tedesca il gp del Bahrain ha sancito l’ennesima delusione dell’anno. I due piloti hanno chiuso per ultimi facendo peggio della Force India il che è tutto dire. Kubica in particolare sembra giocare all’autoscontro visto il botto con Trulli in Cina, e visto il doppio crash nel deserto con Nakajima. Se aggiungiamo che in Germania si lavora sul Kers da più di un anno, dopo aver speso fior fiori di milioni, allora si che la frittata è fatta. L’unica consolazione è che peggio di così non si può fare.

    INDECENTE

     

    VOTO 1 ALLA STRATEGIA TOYOTA

    Se la casa giapponese all’ottavo anno di F1 non ha ancora vinto un gp, allora un motivo ci sarà. Sicuramente il fattore economico non c’entra. La gara ha parlato il giapponese solo per il primo stint, poi le menti del muretto han deciso di fare un secondo stint lungo con le gomme peggiori. Sta di fatto che Trulli ha perso perfino la seconda piazza mentre Glock è riuscito a fare peggio di Raikkonen.  Per il ciclo: “ogni lasciata è persa”.

    SUICIDA

     

    VOTO 2 AL GESTO DI BARRICHELLO

    Supercafone eccolo qua, intonerebbe Er Piotta come già fatto in una sua celebre canzone. Il caro Rubens, infatti, si sbraccia come un vigile all’ incrocio, mandando a quel paese Piquet che stava semplicemente difendendo la propria posizione. Chissà chi si crede di essere, lui che fino all’anno scorso veniva costantemente doppiato. A detta sua Schumacher era protetto, Button è fortunato, Piquet stronzo. Dopo questa performance vedremo il brasiliano al Grande Fratello dove mandarle a dire a tutti è cosa normale. Tanto siamo sicuri che anche al GF arriverebbe secondo.

    INVIDIOSO

     

    VOTO 3 A KAZUKI NAKAJIMA

    Basta dire che è l’unico ritirato della domenica. Conduce una gara indegna per la vettura che guida. Mentre il suo compagno lotta per entrare in zona punti, lui lotta con Fisichella & Co. chiudendo il suo week-end dopo il contatto con Kubica. Non fosse per la Toyota il buon Kazuki a quest’ora chissà quale lavoro starebbe facendo.

    PESSIMO

     

    VOTO 4 A MARK WEBBER

    La sua costanza è l’incostanza. L’australiano si gioca la gara già nel corso delle qualifiche quando il traffico lo penalizza. A dir la verità lo penalizza Sutil, poi retrocesso di 3 posizioni, ma con la RedBull che ha tra le mani non può  permettersi questo lusso. In gara dà un po’ di spettacolo, ma perde nettamente il duello con il compagno di squadra. Seppur quest’ultimo è appena arrivato tra vittorie, prestazioni e certezze sembra aver già spodestato Webber. Per il ciclo “Cornuto e bastonato”.

    ALTALENANTE

     

    VOTO 5 ALLO SVENIMENTO DI ALONSO

    C’era una volta Zorro Alonso, quello in carne che vinceva e spaperellava qua e la. C’è adesso un altro Alonso, quattro chili più magro e soggetto a svenimenti. Sì perché la bottiglia a pompa sulla sua Renault si è guastata subito e lo spagnolo ha corso tutta la gara senza refrigerio. Nel corso di una intervista nel dopo gara si accascia sulla spalla di Rosberg, notevolmente disidrato. Se fosse arrivato a podio sicuramente si sarebbe idratato con lo spumante, ma viste le performance della R29 lo spumante al momento è un sogno.

    DISIDRATATO

     

    VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

    Va ancora a punti l’inglese. Dopo la buona prestazione offerta in Cina la sua McLaren sembra esser tornata abbastanza competitiva. Parte bene lasciando sul posto Button e Vettel, salvo poi cedere allo strapotere di Brawn e RedBull. Si gioca il quarto posto con Barrichello, ma la tattica di Brawn stavolta non paga e il buon Lewis termina senza pensieri al quarto posto. Da buon campione del mondo l’inglese sta facendo più punti che può limitando al minimo i distacchi dalla vetta. Aspettano nuovi aggiornamenti la testa è già  al 29 Aprile…

    CALCOLATORE

     

    VOTO 7 A RAIKKONEN E ALL’EFFETTO KERS

    Lo abbiamo criticato tanto, adesso diamo a Cesare quel che è di Cesare. Al momento a Cesare toccano 3 punti che in questo periodo di carestia non fanno male. Il finlandese ci mette del suo per conquistare la sesta piazza soprattutto quando, al rientro in pista dalla seconda sosta, Glock lo infila alla grande. Kimi però non si perde d’animo, aziona il Kers, e come niente sopravanza il tedesco ricacciandolo al settimo posto facendo a sportellate in pieno Rocky Balboa style.

    Una grande prova di rabbia alla faccia di tutti quelli che lo facevano troppo arrendevole.

    BATTAGLIERO

     

    VOTO 8 A JARNO TRULLI

    Voleva vincere, non c’è riuscito. Primo perché al muretto Toyota non ragionano come logica vuole, secondo perché la Brawn è ancora il team più forte. Fa una grande pole il sabato, lasciando tre decimi a Glock per giunta più leggero. In gara tira fuori il meglio di sé, prova ad attaccare Vettel nel finale ma  è tutto inutile.

    MASTINO

     

    VOTO 9 A SEBASTIAN VETTEL

    Non è una vittoria, ma un ottimo secondo posto. Parte male il tedesco, ma in gara fa il suo dovere quando la pista gli si apre davanti e può correre liberamente. Resiste con tranquillità al tentato attacco di Trulli tenendolo sempre a distanza di sicurezza. Ancora una grande prova di maturità dopo la vittoria cinese.

    RAZIONALE

     

    VOTO 10 A JENSON BUTTON

    E sono tre. Tre vittorie, trentuno punti e dodici punti di vantaggio su Barrichello dopo 4 gp. L’inglese ha un ottimo feeling con la Brawn, soprattutto quando a pista libera tira fuori quei giri veloci necessari per conquistare la prima posizione e non mollarla più. Ancora una grande prova di maturità e gestione della gara degna di un pilota che punta al mondiale.

    CANNIBALE

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 21

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Cina


    Ci è sembrata una replica, un Monza bis, la gara di ieri, come ci è sembrato stupefacente il feeling che lega Vettel e la pioggia. Ci è sembrato un sogno, anzi un incubo, quello vissuto dalla Ferrari, ancora a zero, più della farina della Barilla che di zeri ne ha due. E pensare che un inizio così, per il team di Maranello, non si vedeva da ventotto anni. Ci è invece sembrato commovente il ritiro di Sutil, dopo un grande sesto posto conquistato ai danni di Hamilton, dopo una grande gara finita col botto…a muro! Ci hanno fatto passare davvero un bel week end, adesso diamo un voto…come al solito “Da 0 a 10” Capitolo 3:  Cina.

     

    VOTO 0 ALLA FERRARI

    Ancora, ancora, ancora direbbe Mina, reinterpretando un suo famoso successo. Il successo, appunto, sembra qualcosa di impossibile per la casa di Maranello, che, in questo 2009 non è stata in grado di cogliere un punto. Ieri è mancata l’affidabilità, ma è la vettura nel complesso a risultare poco efficiente. E pensare che se Sutil avesse chiuso a punti con la Force India, i rossi risulterebbero gli unici a zero punti, ma come ben si sa Sutil è andato out e il team di Mallya continua a fare compagnia alla Ferrari. Per il ciclo “Mal comune mezzo gaudio”.
    INDECENTE.

     

    VOTO 1 AL CRASH KUBICA-TRULLI

    Nemmeno la Fisica si riesce a spiegare come ha fatto Kubica a continuare la gara cavandosela con un semplice cambio di alettone. Il botto è stato spaventoso, chiedere a Trulli per ulteriori conferme. Da compatire il polacco che esclama: “Incredibile come la mia macchina abbia resistito all’urto. E’ come un camion…purtroppo in tutto”. Ipse Dixit.
    SCENOGRAFICO

     

    VOTO 2 A GIANFRANCO MAZZONI & CO.

    Ci era mancato il buon Gianfranco con tutto il team RAI, e per la prima volta in questo 2009 torna a farci compagnia. Gli errori commessi nel week end, infatti, rappresentano qualcosa di straordinario. Il momento clou si è raggiunto quando, a modo suo, Webber veniva colpito da Vettel, senza spiegarsi come mai la vettura del tedesco risultasse ancora integra dopo il botto. Soltanto dopo dieci minuti il buon Capelli rimette tutto sulla retta via, facendo notare che il colpevole in questione era Buemi. Meglio tardi che mai.
    STONATO

     

    VOTO 3 A NELSON PIQUET

    Capiamo che la pioggia non sia sua alleata, ma chiudere ultimo, dietro Fisichella a due giri dalla testa è più facile a dirsi che a farsi. Fa molto peggio di Alonso, anche se lo spagnolo montava il nuovo diffusore stile Brawn. Ricordando le parole della settimana scorsa “ A me il passano solo la m…”, adesso crediamo che il buon Nelson sia in grado di darsi una risposta da sé.
    SVEGLIA

     

    VOTO 4 A NICO ROSBERG

    E’ il re delle libere il venerdì, e lo schiavo della gara. Non avrà un gran feeling con la pioggia, ma con la Williams che si trova tra le mani con il diffusore dei miracoli poteva fare molto meglio. Anche lui chiude dietro Fisichella, ma ciò è dovuto al fatto che il team ha azzardato la gomme intermedie quando logica comandava le full-wet. La costanza non è cosa sua.
    PESSIMO

     

    VOTO 5 AD ADRIAN SUTIL

    E’ una gran gara la sua, ma l’harakiri a sei giri dal termine rovina tutto. Peccato perché per la Force India questi potevano essere i primi punti iridati dopo l’occasione persa per mano di Raikkonen a Monaco lo scorso anno. Stavolta Adrian, per tenere dietro Hamilton, azzarda un po’ troppo e paga con il botto. A mente fredda si pente di tutto, ma orami è troppo tardi. Per il ciclo: “Ritenta, sarai più fortunato”.
    SPRECONE

     

    VOTO 6 A LEWIS HAMILTON

    Trasporta più benzina lui per mezza gara, che un autotreno Esso sulle Autostrade. Conduce una bella gara, compie tanti sorpassi, ma anche tanti errori. Vince il duello sui sorpassi con Raikkonen  per 3-1, perdendo quello degli errori per 1-3. L’importante è che l’inglese abbia chiuso in sesta posizione e porti punti alla causa McLaren. Fa peggio di Kovalainen, ma visti i tempi che corrono oltre il quinto posto non sarebbe comunque andato.
    IN RIPRESA

     

    VOTO 7 A JENSON BUTTON

    E’ facile dire che guida l’astronave, ma l’inglese in ottica campionato riesce comunque a fare il massimo. Le RedBull questo week-end erano imbattibili, sulla pioggia specialmente. E’ stato l’unico a chiedere la sospensione della gara dopo l’incidente di Sutil, ma qualcuno dovrà pur spiegargli che non può andare sempre come in Malesia. Da segnalare il duello con Webber, perso alla grande.
    RAGIONIERE

     

    VOTO 8 A SEBASTIEN BUEMI

    E’ stata la sorpresa della domenica. Dopo la brutta prova Malese lo Svizzero-Siculo riesce a conquistare un punto alla faccia di Bourdais, malinconicamente undicesimo. In qualifica riesce ad accedere alla Q3, facendo meglio di un certo Massa. Sul bagnato va alla grande, anche se rischia tanto nel contatto con Vettel. Il talento sembra esserci, se son rose…
    SORPRESA

     

    VOTO 9 AL GENIO DI ADRIAN NEWEY

    E’ lui che mette le ali alla RedBull. Colui che per primo pensò le vetture di F1 come aerei rovesciati torna a far parlare di sé. La vettura di quest’anno è un esempio di compattezza ed efficienza unica, senza “double-decker” né Kers. Il buon Adrian è stato in grado di tirar fuori un progetto vecchio di 20 anni e applicarlo alla attuale F1. Le sospensioni a tirante, di grande efficienza, daranno qualche problema per la progettazione del nuovo diffusore, ma un genio come lui troverà una soluzione. In questo momento starà lavorando al nuovo fondo che dovrebbe essere introdotto a Monaco. Per il ciclo “Impossible is Nothings”.
    INIMITABILE

     

    VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

    E sono due. Due team portati alla vittoria in meno di un anno. Due gare vinte sotto la pioggia dimostrando una grande padronanza del mezzo. Il tedesco già il sabato fa notare che è in palla. Gli basta un giro per fare la pole, gli basta un attimo per scappare in gara. Soltanto la SC riesce a tenerlo dietro, ma solo per poco. Barrichello gli leva il piacere di fare l’Hat Trick ma non mancheranno occasioni. Sarà pur abituato ad aprire lattine, ma al gusto dello Champagne si abituerà presto. Ne siamo certi.
    INCOMMENSURABILE

     

    Valerio Lo Muzzo

    April 06

    DA ZERO A DIECI: MALESIA!

    Siamo rimasti così, a bocca asciutta, anzi più bagnata che asciutta, vista l’acqua, vista la sospensione della corsa. Cosa che non accadeva da ben 18 anni. Siamo rimasti la bellezza di cinquanta minuti incollati davanti al televisore intonando il coro “Ripartiamo o no…ripartiamo si o no?”, per poi capire che di quel gp non sarebbero che rimasti chiacchiere e pettegolezzi. Siamo rimasti a pensare tanto su quello che frulla, anzi non frulla, in testa in casa Ferrari, cercando di trovare un capo espiatorio, come la Mclaren ha fatto con Dave Ryan, allontanato dopo la bellezza di 35 anni di servizio prestati a Woking. Alla faccia del rispetto. Adesso torniamo alla nostra rubrica, dove i voti non verranno dimezzati, come avvenuto per i punteggi, ma andranno ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 2: Malesia!

     

    VOTO 0 A FERRARI & CO.

    AAA…cercasi disperatamente tranquillità e semplicità. In casa Ferrari fanno di tutto per complicarsi la vita da soli. Dopo le speranze del venerdì, la strategia adottata il sabato nel corso delle qualifiche è stata veramente indegna. In un periodo in cui le cose non vanno certamente bene, non si ci può permettere il lusso di stare  a guardare gli avversari che buttano fuori Massa. Da suicida, invece, l’idea di cambiare gli pneumatici prima del tempo a Raikkonen, ormai collaudato in quinta posizione. Il finnico, infatti, perde più di 20 secondi al giro, e saluta tutti prima del previsto. Se aggiungiamo la rottura del Kers, la frittata è servita. Zero proprio come i punti in classifica.

    SVEGLIA

     

    VOTO 1 ALL’ORARIO MALESE

    Tutti sanno che in Malesia le probabilità di pioggia si accentuano nel tardo pomeriggio per aumentare in serata. Lo sanno tutti, tranne la Federazione. Briatore aveva avvisato tutti prima della partenza, come un saggio, un veggente. Barrichello in merito dichiara: “Non guidavo in un’oscurità simile da quando provavo la Ferrari a Fiorano fino alle 9 di sera”. Il che è tutto dire. Sta di fatto che nemmeno Noè sarebbe stato in grado di concludere il gp. Meglio alzarsi presto la mattina che vedere certi naufragi.

    SBAGLIATO

     

    VOTO 2 ALLA MCLAREN

    Anche a Woking non se la passano tanto bene. Dopo “il fatto” di Melbourne Dave Ryan è stato allontanato, per dare un segno, una svolta. Ma la svolta, a destra, l’ha data Kovalainen, che in due gare si e no ha percorso due chilometri e mezzo. E siamo generosi. Colui che regge la baracca, e tutta la struttura, è Lewis Hamilton. Almeno lui un punticino a casa se lo porta. Sta di fatto che la vettura è notevolmente inferiore alle rivali, vedi duello Hamilton-Webber perso alla grande.

    KO

     

    VOTO 3 A GIANCARLO FISICHELLA

    Non poteva mancare. Ormai sembra essersi fossilizzato nella nostra rubrica e non vuol saperne di lasciarci. D’altronde il romano se le cerca. Il sabato inneggia alla pioggia, come se lui fosse un fenomeno, o almeno pensa di esserlo per la strana e fortunata vittoria ottenuta in quel del Brasile 2003. La domenica puntualmente arriva la pioggia e lui, presumiamo dalla felicità, comincia a fare le piroette in pista, cercando di insabbiarsi in tutti i modi. Come prevedibile termina ultimo dietro il compagno di squadra.

    RICICLATO

     

    VOTO 4 SEBASTIEN BUEMI

    E’ l’ultimo arrivato, ma poteva fare meglio. Dopo i due punti conquistati in Australia si ci aspettava qualcosa di più dallo Svizzero-Siculo. Ma Sebastien fin dalle qualifiche sembra essere out. Per il ciclo: “sbagliando s’impara”.

    INESPERTO

     

    VOTO 5 AI MECCANICI SULLA GRIGLIA

    Finalmente tornano le telecamere in griglia di partenza che vanno  a curiosare sulle novità delle singole vetture. In casa Rai, l’ingegner Bruno guida la truppa con il fido Giovannelli al seguito. Peccato che i media italiani non sono tanto raditi dai meccanici dei team,  che li cacciano in tutti i modi dai dintorni delle loro vetture. Soltanto in casa Ferrari il buon Bruno ha la sua gloria, come giusto che sia, con tanto di saluti e baci. Finisce a tarallucci e vino come nelle usanze tipiche italiane.

    SCORBUTICI

     

    VOTO 6  A NICK HEIFELD

    Detto francamente non fa nulla fin quando il tempo non fa le bizze. Il tedesco vuoi o vuoi, in queste occasioni tira fuori sempre il meglio di sé e si piazza quasi sempre a podio. Vedere 2008 per credere. Ovviamente il merito spetta anche al muretto Bmw che, con la scelta delle intermedie gli dà il la, ma poi il resto è farina del suo sacco. Stavolta il paragone con Kubica viene evitato, visto l’inconveniente occorso al polacco. Ma senza la pioggia il tedesco avrebbe chiuso nuovamente in modo opaco.

    FORTUNATO

     

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Parte bene, continua meglio e solo la pioggia gli nega il podio e forse qualcosa di più. Il bagnato non sembra essere il suo forte, ma il tedesco quest’anno sembra esser partito con il piede giusto. Costanza, testa e fortuna, possono aiutarlo a diventare grande.

    CONFERMA

     

    VOTO 8 A GLOCK, TRULLI E TOYOTA TUTTA

    I giapponesi tornano a farsi sentire. Questo è il secondo podio in stagione, 14 aprile permettendo. L’azzardo su Glock ha pagato molto. Il tedesco, infatti, sembrava aver il motoscafo a motore, contro le barche a remi degli avversari. Mette in pericolo la vittoria di Button, poi, la troppa acqua, gli impedisce di portare a termine la sua rimonta. Infine, il quarto posto di Trulli, fa dei giapponesi la seconda forza del campionato.

    SORPRESA

     

    VOTO 9 ALLA PARTEZA DI ZORRO ALONSO

    Da decimo a terzo. Non ci sono paragoni Zorro Alonso attiva il Kers e saluta tutti prendendo la corsia preferenziale. Il suo week-end non era partito tanto bene, vista la febbre. Ma lo spagnolo ha tirato fuori il campione del mondo che è (stato), strappando una decima posizione in Q3 e facendo un’ottima gara. E’ vittima della pioggia, ma allo sprint è stato grandioso.

    USAIN BOLT

     

    VOTO 10 ALLE 3B

    Brawn, Button, Barrichello attenti a quei tre! Non sbaglia un colpo il vecchio Ross. L’acqua infatti funge da lubrificante per le sue meningi che, al contrario degli avversari, azzeccano tutto con apparente semplicità. Se poi si ha in squadra un Button così allora i sogni mondiale son leciti. La vettura è un capolavoro di aerodinamica ed ha un’aderenza paurosa. A tal motivo la Pattex sta mediando col team principal per un nuovo spot a breve in tv.

    GRANDIOSI

     

    Valerio Lo Muzzo

    March 30

    DA ZERO A DIECI: Le pagelle del gp di Australia

    Abbiamo aspettato tanto questo momento, come la pioggia in un paese arido, come una Formula Uno che non correva da Novembre. D’altronde il modo in cui ci aveva lasciato è stato talmente entusiasmante da vivere di rendita per quasi cinque mesi.

    Ma adesso è tornata, non come prima, ma più di prima. Ci ha pensato la Brawn a rallegrare il tutto, ci ha pensato la Ferrari a rattristare il tutto. In poche parole, è stato spettacolo.

    E noi, dopo il grande successo dello scorso anno, ci ripresentiamo come ci eravamo lasciati. Torna su Cascorosso.com la rubrica del dopo gara: “Da 0 a 10”, le pagelle del primo gp dell’anno. Capitolo 1: Australia.

     

    VOTO 0 ALLA FORMULA TRIBUNALE

    Non c’è niente di peggio che decidere l’esito di un gp dopo 15 giorni. Si, perché si è corso sub-judice, perché Brawn-Toyota e Williams montavano il famoso scivolo. Ma è stato anche il gp dei ricorsi. Ci ha pensato pure la Williams a tirare il sasso, nascondere la mano, e poi tuffarsi e recuperare il sasso per evitare danni e chissà che, visto il ricorso prima presentato poi ritirato contro Ferrari e RedBull. Ci ha pensato la McLaren a dire ad Hamilton “fai passare Trulli in caso facciamo ricorso” e ci ha pensato la Toyota a fare ricorso sul ricorso per riacchiappare il terzo posto dell’italiano. Anche questo si deciderà tra 15 giorni. A questo punto dovremmo essere noi a fare ricorso verso questa vergogna.

    INDECENTE

     

    VOTO 1 A NELSINHO PIQUET

    Nel bene o nel male è sempre protagonista di questa rubrica. Solitamente più nel male che nel bene, come oggi. D’altronde se si  è in grado di sbandare in pieno rettilineo, nella speranza di fare un sorpasso non si può non finire nel male. Bisogna ricordare a Nelsinho che i freni quando sono freddi non hanno la stessa efficacia di quando son a regime, a caldo. Ma lui, probabilmente, dopo un anno in Formula Uno non ha ben capito come funziona.

    DILETTANTE

     

    VOTO 2 ALLA FERRARI

    Sbagliano di tutto e di e di più. Dopo le deludenti prove del venerdì, il sabato si respirava un leggero ottimismo. Le vetture del cavallino partono bene (forse grazie all’uso del Kers), ma la scelta poco felice delle gomme SuperSoft ha condizionato la gara di entrambi i piloti. La strategia delle tre soste data a Massa era da suicida, mentre Raikkonen, pur aiutato dalla SC, ha preferito andare a baciare il muro dopo la lunga astinenza invernale. Se aggiungiamo i problemi di affidabilità la frittata è completa. Forse correre col modellino in scala 1:43 della F1-2000, oggi in edicola con la Gazzetta dello Sport, si sarebbe rivelato meno fallimentare.

    DELUDENTE

     

    VOTO 3 A GIANCARLO FISICHELLA

    Forse è colpa del tramonto, forse è colpa della pitlane, forse, anzi sicuramente, è colpa sua. Il suo primo pit-stop sembra una barzelletta e gli costa un sacco di tempo. Sbaglia completamente l’ingresso nella piazzola e se non fosse stato per i meccanici, sarebbe ancora lì.

    Se aggiungiamo che, anche stavolta, ha fatto peggio di Sutil, segue la tesi.

    IMBRANATO

     

    VOTO 4 A CHARLIE WHITING

    Detto francamente pensare male si può e si deve. Si, perché l’uscita della SC per sbarazzare la pista dalla vettura di Nakajima è avvenuta in modo e tempi alquanto sospetti. Primo perché è entrata in palese ritardo in modo tale che Button potesse rifornire in tutta calma, secondo perché è entrata un attimo dopo la sosta dell’inglese e quindi aspettando il leader della gara per più di un giro.

    SOSPETTO

     

    VOTO 5 A NICO ROSBERG

    Dopo il dominio del Venerdì i tifosi Williams hanno cominciato a tirare fuori vecchie bandiere impolverate, credendo che fosse arrivato il momento giusto.

    Comincia bene il week-end del tedesco, ma in gara è come un pesce fuor d’acqua. Gente come Hamilton, Alonso, Glock e Trulli fanno meglio di lui nonostante fosse partito in terza fila, nonostante tra le mani guidava una vettura più performante. Al solito gli manca quel qualcosa che potrebbe  renderlo un grande pilota, ma dopo 3 stagioni in F1, sembra difficile che ciò possa arrivare.

    OPACO

     

    VOTO 6 A RUBENS BARRICHELLO

    Diciamocelo chiaramente: la fortuna gli ha dato una mano, un corpo ed una testa. Il brasiliano parte al rallenty facendosi bruciare e imbottigliare nella bagarre dove, volente o nolente, sperona Webber e crea il parapiglia ove ne rimane vittima Kovalainen. Webber ed Heidfeld ne rimangono condizionati, lui invece rimane in pista. Non contento decide di sfracellare parte del suo alettone anteriore nella posteriore destra di Raikkonen, per poi ringraziare Vettel per il secondo posto regalato. Per il ciclo: “due piccioni con una fava”. Sta di fatto però che giunge sempre dietro il compagno di squadra, il quale ha ampiamente dominato la corsa. Riferimenti a fatti e persone sono puramente casuali.

    ETERNO SECONDO.

     

    VOTO 7 A SEBASTIAN VETTEL

    E’ stato la sorpresa e la conferma del week end. Il tedesco sembra esser entrato in quella sfera che può renderlo un grande pilota, anche se ancora gli manca un po’ di maturità. Provoca ingenuamente il crash con Kubica, cercando di mantenere la posizione, ma il polacco girava molto più veloce di lui. Peccato per la sanzione, immeritata, perché lo condizionerà in Malesia. Eroico il tentativo di concludere la gara su tre ruote, scomodando l’evidente paragone con Villeneuve. C’è la stoffa, il vestito si farà.

    GILLES

     

    VOTO 8 A ROBERT KUBICA

    Corre contro tutti, contro tutto e rischia di vincere. La sua BMW non monta né il diffusore dalle mille polemiche, né il KERS, affidato al compagno di squadra, come logica tedesca comanda. Ma Robert riesce a far valere il suo talento e il carattere da leader, rientrando ai box per sostituire le BigBubble, ovvero le SuperSoft, contro il parere della squadra. La SC lo aiuta, e quando sono gli altri a montare le BigBubble, lui si lancia all’attacco di Vettel e Button. Peccato per il crash, ove non ha colpe, perché la vittoria era li ad un passo. Eroico il tentativo di continuare senza ala anteriore ma dopo pochi metri si sfracella a muro. Scende dalla vettura intonando “Per colpa di chi”, come insegna Zucchero, perché anche la sorte non è stata dalla sua.

    ESEMPLARE

     

    VOTO 9 A JENSON BUTTON

    E’ autore di una splendida gara. Nessun errore, vedi Barrichello per ulteriori conferme, e nessun timore. Nemmeno la macchina di sicurezza lo impensierisce perché la Brawn va, e lui ha pane per i suoi denti. Vedremo se riuscirà nell’intento di ripetersi. Il talento c’è da una vita, ma la continuità non è cosa di tutti.

    PERFETTO

     

    VOTO 10 A ROSS BRAWN E IL SUO TEAM

    Che è un vecchio volpone lo sanno e lo sappiamo tutti, ma nessuno un mese fa sarebbe stato in grado di scommettere 1 euro su questa vittoria e su queste prestazioni. Ovviamente il tutto gira attorno al diffusore, ma la vettura è un capolavoro di aerodinamica, e al muretto è guidata dal pluricampione del mondo sia con la Benetton che con la Ferrari. Chissà se Ross riuscirà nell’impresa mondiale anche con questo team, intanto ha dato un segnale forte ai non costruttori che si voglio affacciare in F1. La FOTA lo accusa di doppio gioco, mentre i tifosi lo esaltano per lo spettacolo. Definirlo genio è un offesa, ma di meglio non si può fare.

    IMMENSO

     

    Valerio Lo Muzzo

    November 03

    DA ZERO A DIECI: BRASILE

     

    E’ finito nel modo più imprevedibile ed inatteso questo mondiale di Formula Uno, lasciando tanti ricordi, tante emozioni, culminate al massimo negli ultimi giri, per poi sfociare in lacrime di gioia o di dolore. Come in un film dal finale emozionante, anzi di più, sotto la regia di una pioggia attesa,  si svolge un thriller in tutto e per tutto,  vietato ai malati di cuore e fortemente consigliato ai depressi per dare una svolta, sostanziale alla loro vita.

    Ma la vera svolta alla sua vita l’ha data Lewis Hamilton che soltanto agli ultimi 850 metri riesce a conquistare la quinta, vincente piazza, mandando in frantumi le gioie di Massa che ne esce provato, sul traguardo campione, poi beffato. Si chiude così uno, se non il, mondiale più incerto ed equilibrato della storia. Adesso valutiamo insieme questo ultimo spettacolo. Con Valerio Lo Muzzo “Da 0 a 10”, the end.

     

    VOTO 0 A DAVID COUTHARD

    Ha chiuso nel suo stile, quello del suicidio, quello dell’harakiri. Bastano poche curve per chiudere la sua carriera in Formula Uno, per toccare Rosberg, piombare su Nakajima e salutare tutti. Fortunatamente  i piloti Williams riescono a portare a termine la gara, lui invece saluta. Per fortuna.

    KILLER

     

    VOTO 1 A NELSON PIQUET PADRE

    “Lewis Hamilton non passerà la prima curva”. Sono parole sue, dette il venerdì prima del gp.

    La sorte ha voluto che Piquet jr. proprio alla prima curva ha terminato la sua gara. Per il ciclo: “Senti chi parla”.

    LINGUA LUNGA

     

    VOTO 2 A GIANCARLO FISICHELLA

    Sabato. Come al solito Fisico non accede alla Q2 e alle telecamere rai dichiara: “Speriamo che domani piova”. Puntualmente domenica piove a tratti, ma lui dopo il momentaneo quinto posto conquistato nel caos gomme, chiude ultimo dietro il compagno di squadra. Non gli resta che la pensione.

    CHIACCHERONE

     

    VOTO 3 A ROBERT KUBICA

    Doveva difendere il terzo posto nel mondiale, ha fatto di tutto per perderlo. E’ vero che la Bmw non lo ha messo nelle migliori condizioni, ma chiudere undicesimo non è proprio il massimo.

    ASTRATTO

     

    VOTO 4 ALLA CORSA DI ECCLESTONE

    Mancano pochi minuti alla partenza e prima di mandare la pubblicità in casa rai, si nota un Bernie Ecclestone in cerca di un ombrello perchè il tempo si stava lasciando andare, e la sua longeva età soffre ogni minimo di umidità. Quella corsa è però la moviola di Usain Bolt dove un secondo ne vale dieci.

    IMBARAZZANTE

     

    VOTO 5 A LEWIS HAMILTON

    “Questa e' la storia di uno di noi anche lui nato per caso in via Glock” e lo diceva mentre piangeva il caro Lewis, autore di una gara piuttosto opaca, vinta grazie a quella sorte che l’anno scorso fu con lui crudele. Sembra fare di tutto per non vincerlo questo mondiale, perché quel sorpasso di Vettel poteva compromettere il suo titolo, prima di passare per la via Glock che gli consegna il mondiale.

    E’ meritato questo titolo, ma adesso il buon Lewis con la sorte ha i conti pari.

    CAMPIONE DEL MONDO

     

    VOTO 6 A LAURA PAUSINI

    A metà gara Lewis è quarto con il mondiale in tasca. La Laura nazionale ai microfoni rai: “Ce la stiamo mettendo tutta, stiamo tifando, ma quello (Hamilton,ndr) è quinto (passò Vettel proprio in quel momento) e servirebbe qualcosa per farlo perdere, anche se non è sportivo”. Detto fatto il cielo l’ha ascoltata, ma poi la sorte ha sistemato i conti.

    BEN AUGURANTE

     

    VOTO 7 A KIMI RAIKKONEN

    Doveva tenere dietro Hamilton e lo ha fatto. Chiude terzo, dietro Alonso, senza prendere rischi inutili conquistando quei sei punti vitali, che grazie alle due vittorie in campionato, gli permettono di conquistare il terzo posto nel mondiale.

    SCUDIERO

     

    VOTO 8 A ZORRO ALONSO

    Chiude facilmente secondo l’ultima gara dell’anno rilanciando le sue ambizioni per la prossima stagione. Conduce una gara tranquilla, ma d’altronde le posizioni che contavano erano altre.

    RITORNATO

     

    VOTO 9 A SEBASTIAN VETTEL

    E’ l’eroe dei due mondi. In casa Ferrari chissà quante volte lo avranno ringraziato, invanamente, per quel sorpasso a due giri dalla fine che condannava Hamilton, e premiava Massa. Conduce una grande gara il tedeschino brucia Alonso in partenza, si attacca agli scarichi di Massa, poi passa Hamilton. Che dire, il talento non manca. Ricordiamoci che guida una Toro Rosso.

    PRODIGIOSO

     

    VOTO 10 ALLE LACRIME DI  MASSA

    Sono lacrime di delusione quelle di Felipe. Ci ha creduto per un istante, poi la comunicazione via radio ed un fritto misto di emozioni passando dalla gioia al dolore. Il podio sembra un funerale, così come le interviste, d’altronde meglio di un hat trick non poteva fare. Chiude ad un misero punto dal rivale dimostrando al mondo intero che lui c’è e ci sarà. Col Brasile ha un conto in sospeso.

    IMMENSO

     

    VOTO 10 E LODE ALLO SHOW DEGLI ULTIMI GIRI

    Non si era mai visto un finale così instabile fino alla fine. Massa ha tagliato il traguardo da campione del mondo, poi Hamilton gli ha strappato quel titolo che gli stava per sfuggire una seconda volta. E’ il terzo anno di fila che la F1 regala emozioni all’ultima gara, ma stavolta il paragone non può esistere. Le immagini parlano da sé.

    INDESCRIVIBILE

     

    Onlysicily per OnlyF1

    Valerio Lo Muzzo

    October 20

    DA ZERO A DIECI: CINA

     

    Ci ha riservato poche emozioni questo gp, ma ci ha chiarito le idee. Ce li ha chiarite abbastanza dopo questa grande vittoria di Hamilton, dopo la prestazione opaca di Massa. Adesso, dopo un’estate molto movimentata, si è visto un gp “classico” sì poco coinvolgente, senza colpi di scena, ma importantissimo in chiave mondiale. Quella chiave, che adesso è nelle mani di Hamilton, è già infilata nella serratura. Basta solo girarla con cura. Né troppo forte, perché si spezzerebbe, nè troppo piano perché altrimenti la porta non si aprirebbe.

    Dalla corsa alle “chiavi” Kubica ne esce con una prestazione incolore, mentre Raikkonen sembra essersi risvegliato quando ormai i ladri erano entrati in casa ed avevano portato via tutto. Quei ladri che hanno i nomi di: Kubica, Kovalainen, Vettel e Zorro Alonso. Quei ladri che si son visti poco in questo gp. Giudichiamo tutti adesso.

    Con Valerio Lo Muzzo “Da 0 a 10”  penultimo capitolo: Cina.

     

    VOTO 0 AL CONTATTO TRULLI-BOURDAIS

    Pronti via, o meglio pronti e a casa. Dura poco la gara per l’abruzzese che impatta con Bourdais e  distrugge malinconicamente la sua vettura, con conseguente ritiro. Capiamo che il francese non è stato proprio limpido, ma Usain Trulli ha potuto poco.

    IMPOTENTE

     

    VOTO 1 HEIKKI KOVALAINEN

    Perché pur avendo la miglior macchina del week-end annaspa nelle qualifiche e delude in gara. Certamente non può reggere il paragone col vicino di box, ma con una McLaren così si poteva far meglio, molto. Buono lo spunto in partenza, ma dopo poche curve Zorro lo infilza e lo relega dietro. Sul ritiro non ha colpe, anzi copre la prestazione deludente.

    INCOLORE.

     

    VOTO 2 A NICO ROSBERG E JANSON BUTTON

    Vive di lampi il tedesco. Due all’anno precisamente. Dopo il podio australiano è arrivato un lungo periodo no, spezzato, in positivo, dal secondo posto di Singapore. Il resto è noia e niente più. Fa peggio di Nakajima e Barrichello il che è tutto dire.

    Sull’inglese c’è poco da dire, il sedicesimo posto la dice tutta, non meriterebbe la riconferma.

    BOCCIATI

     

    VOTO 3 A FLAVIO BRIATORE

    Al venerdì dichiara: “Bisognerebbe ricordare a Hamilton che non è un marziano, o Muhammad Ali. Hamilton non ha ancora imparato nulla dallo scorso anno, l’abbiamo visto nel GP del Fuji. Lo scorso anno, Hamilton è entrato nel Guiness World Record, e ora che ha soli 5 punti di vantaggio da Massa si ripeteranno gli eventi dello scorso anno. Vincerà Massa secondo me.”

    Col senno di poi il tre è meritato.

    LINGUA LUNGA.

     

    VOTO 4 ROBERT KUBICA

    Che nessuno si aspettasse la vittoria del mondiale da parte sua questa è cosa nota, ma chiudere sesto dietro il compagno di team non è certo il massimo. Ha da difendere il terzo posto nel mondiale piloti, la situazione in casa Ferrari lo sta aiutando ma di suo ci ha messo poco. Le ha prese perfino da Alonso il giovedì in una sfida  di Kart tra amici. Per il ciclo: “Aiutati che Dio ti aiuta”.

    APATICO

     

    VOTO 5 A FELIPE MASSA

    Se qualcuno merita questo mondiale quello è certamente Hamilton, non tanto per quello che ha dato finora ma per la prova di forza vista domenica. E’ vero che la McLaren era imprendibile, ma qualificarsi dietro il compagno di team, non al top peraltro, pur avendo meno benzina ce ne vuole. Se questo mondiale non sarà suo dovrà recriminare solo con se stesso.

    ASTRATTO

     

    VOTO 6 A NELSINHO PIQUET

    Si ci aspettava la riconferma e puntuale è arrivata. L’ottavo posto non  è male, certo Zorro è Zorro, ma il brasiliano adesso sembra aver ingranato con una vettura abbastanza valida. Ha ben fatto, ma la testa di Flavio per la prossima stagione è rivolta verso Di Grassi.

    In ex-aequo divide il voto col connazionale Barrichello che è giunto undicesimo il che è tutto dire.

    SUFFICIENTE

     

    VOTO 7 A NICK HEIDFELD

    Quando meno te lo aspetti spunta di sorpresa. Chiude quinto davanti il compagno di team, dietro gli ormai ex Fantastici 4. La riconferma gli ha dato fiducia, ma per la nuova stagione gli servirebbe un po’ di costanza.

    FIDUCIOSO

     

    VOTO 8 A KIMI RAIKKONEN

    Sembra essere all’ottantacinque per cento, ma dopo la quaterna di zeri si è certamente ripreso. Sta di fatto che l’Orso Kimi non può nulla contro il ciclone-Lewis, ma fa meglio di Massa per tutto il week end. Il regalo al compagno è il pagamento di un debito lungo un anno, ma forse servirà  a poco.

    RESUSCITATO

     

    VOTO 9 A ZORRO ALONSO

    Per un attimo abbiamo rivisto i fantastici quattro, quelli dell’anno scorso che non hanno lasciato vincere nessuno al di fuori di loro. E’ caparbio quando passa Kovalainen, dopo che questo lo aveva sopravanzato in partenza, è costante in gara, è credente negli ultimi giri, alla ricerca, vana, dell’Orso Kimi. Farà di tutto per favorire le rosse in Brasile, proprio come fece lo scorso anno, ma stavolta tra le mani non ha una Mclaren, anche se rimane pur sempre un campione del mondo.

    GRINTOSO

     

    VOTO 10 A LEWIS HAMILTON

    Katrina a confronto è un venticello estivo che rinfresca i bagnanti a mare. E’ devastante l’inglese: pole, vittoria e giro veloce, in due parole hat trick. Spazza lontano Massa e fa volare fuori dalla lotta mondiale Robert Kubica. Si abbatte sulla Cina come un ciclone delle Azzorre. Mantiene la pole in partenza e vince in grande stile. Quel casco giallo suscita strani paragoni, vedremo come andrà a finire, anche se moralmente è già il vincitore di questo mondiale.

    CICLONE.

     

    Onlysicily per OnlyF1

    Valerio Lo Muzzo

    October 13

    DA ZERO A DIECI: GIAPPONE

     

    Sembra proprio che questo mondiale non lo voglia vincere nessuno, come se fosse una patata bollente da evitare o cose del genere. Statistiche alla mano Hamilton non vince da sei gare, Massa da tre, Kubica dal Canada. Raikkonen è ormai matematicamente fuori, quindi si presterà alla causa Ferrari proprio come ha fatto alla prima curva, mentre Hamilton inchiodava e lo costringeva al lungo. Ci ha pensato Fernando Zorro Alonso a riconfermarsi e a dare una grande lezione di tatticume  a tutti, cosa, peraltro buona e giusta. Non buone, ma comunque giuste, son state le penalità comminate ad Hamilton, Massa e Bourdais, anche se la fiscalità ormai ha raggiunto valori eccelsi. Abbiam visto un ottimo Piquet che ad ora di salvare la pellaccia tira fuori quell’istinto sanguigno ereditato dal padre, anche se da questo sembra aver preso ben poco.

    Abbiam visto tanto, e per una mattinata del genere ne è valsa la pena. Adesso vale la pena giudicare un po’ tutto. Con Valerio Lo Muzzo “Da 0 a 10”, capitolo 16: Giappone.

     

    VOTO 0 AL MOTORE MERCEDES

    La nebbia in casa McLaren non si vedeva da tempo, tanto tempo. Eppure nel momento più inopportuno di tutti Kovalainen è costretto a posteggiare la sua vettura, causa barbecue mercedes allestito alle sue spalle. Capiamo che quando si ha fame non si guarda mai che ore sono, ma intanto quel motore è stato tutto fumo e niente punti. In casa Ferrari ringraziano accompagnando il barbecue con lo spumante di Raikkonen, proprio quel Raikkonen costretto ad andar guori da una manovra poco limpida del connazionale.

     FUMANTE

     

    VOTO 1 ALLA PARTENZA DI HAMILTON

    Ci era mancato molto il Takuma Sato Stile in versione Karakiri, ed il buon Lewis ha deciso di ricordare la buon’anima ex Super Aguri proprio in terra nipponica. Peccato che i giudici non hanno apprezzato questo tributo e gli hanno comminato un drive trough abbastanza contestabile. Sta di fatto che un pilota che lotta per il mondiale certi episodi li deve evitare, soprattutto se il diretto avversario è sempre alle sue spalle. Per il ciclo “Chi troppo vuole nulla stringe”.

    INGORDO

     

    VOTO 2 ALLA FISCALITA’

    Se tutto dovesse esser controllato per filo e per segno allora dello spettacolo rimarrebbe poco. Ormai non c’è gara ove non vi siano penalità, e piloti e team tentennano ogni qual volta c’è da effettuare un sorpasso. Ormai per quest’anno il filo logico sembra esser quello della fiscalità assoluta, nella speranza che dal 2009 la pista torni a fare da giudice.

    ESAGERATA

     

    VOTO 3 A DAVID COULTHARD

    Non si vedeva in versione Killer da troppo tempo e nella terra dei Kamikaze anche lui ha voluto lasciare un segno. Fortunatamente soltanto Nakajima rimane condizionato dal crash dello scozzese, ma il nipponico riuscirà comunque a terminare la gara, seppur ultimo.

    KILLER

     

    VOTO 4 ALLO STAFF RAI

    Capitanato da Gianfranco Mazzoni lo staff Rai torna a fare cilecca, vista la confusione mentale e la non tempestività sulle penalità chiarite quando ormai l’attento ascoltatore aveva già capito tutto. Anche l’ingegner bruno comincia a dar colpi. Meno male che la stagione sta finendo, perché i tempi d’oro di settembre sono ormai alle spalle.

    APPANNATO

     

    VOTO 5 AL CONTATTO MASSA-HAMILTON

    Per alcuni un macellaio è più raffinato, per altri un entrata così, alla ringhio Gattuso, è qualcosa di spettacolare, perché quando si ci gioca un mondiale all’avversario non si concede neanche un millimetro. Massa non si  è fatto pregare due volte, anche se il torto è tutto suo, e la penalità, essendo fiscali, ci sta tutta. Per il ciclo: “Crepa tu che campo io” Hamilton si gira e il brasiliano tira dritto.

    SANGUIGNO

     

    VOTO 6 A KIMI RAIKKONEN

    Già che abbia terminato la gara portando punti in casa è un fatto positivo. Che poi abbia conquistato un podio ancora meglio. Che infine è uscito fuori matematicamente dalla lotta per il titolo, è tutta salute per Massa che adesso lo avrà dalla sua. Bello il duello con Kubica, anche se le tanto famose “palle” tirante in ballo da Hamilton gli mancano. Eccome.

    SUPERFICIALE

     

    VOTO 7 A TRULLI E VETTEL

    Ci stiamo facendo il callo alle ottime prestazioni dei due piloti. Da un lato l’italiano  vive di esperienza e ha portato la Toyota ad un buon livello, dall’altro il tedesco, dopo la vittoria di Monza, è l’unico pilota del circus che va a punti da ben 5gp consecutivi. Vedremo come andrà l’anno prossimo al piccolo RedBull, Jarno ormai è una sicurezza.

    CONFERME

     

    VOTO 8 A NELSINHO PIQUET

    Ha fatto una grande corsa, ed ha ricacciato dentro casa quel Di Grassi chiamato alla finestra appena due settimane fa da Mr. Briatore che, adesso, sottolinea la sua prestazione. Si rigioca la conferma in questi ultimi due appuntamenti, e adesso non ha più scuse perché la vettura sembra esserci. Per il ciclo: “Buon sangue non mente”.

    RISCATTATO

     

    VOTO 9 AL SORPASSO DI MASSA

    Come un Revival torna in mente quel sorpasso del Kaiser su Raikkonen a San Paolo nella sua ultima gara del 2006. Il brasiliano si infila tra il muro e Webber in pieno rettilineo pur di conquistare un punto e rimanere in lotta per il titolo ora più che mai. Felipe rischia il tutto per tutto prima con Hamilton, poi con Webber, compiendo un sorpasso che il vicino di box non avrebbe mai fatto.

    ESEMPLARE

     

    VOTO 10 A FERNANDO ZORRO ALONSO

    Conduce una gara all’insegna del bicampione del mondo che è. Segue Kubica nelle fasi iniziali, poi il team lo mette nelle condizioni di vincere, e non sbaglia un colpo.

    Vince, convince e al solito balla il ballo del qua qua come un papero che sa, fare solo qua qua qua di qua (il Fuji) e di là (Singapore). Le ginocchia piega un po’, poi scodinzola così batte forte le sue mani e fa qua qua. Con un salto va più in la, con le ali torna qua, non è poi una novità sto qua qua qua.

    Serve altro? Forse questo video...

        

    Onlysicily per OnlyF1

    Valerio Lo Muzzo

    September 29

    DA ZERO A DIECI: SINGAPORE

     

    Chissà quanto abbiamo imprecato/ gioito (dipende dai punti di vista) quando Felipe Massa è ripartito trascinando con sé il bocchettone della benzina. Chissà quanto siamo contenti di questa prestazione di Zorro Alonso che firma la vittoria della bandiera in una stagione a dir poco deludente. Chissà quante volte ci siamo detti “Ma questo è un campione del mondo?” riferito a Raikkonen dopo l’errore, l’ennesimo, che lo ha spinto al muro orientale. Chissà cosa abbiamo pensato quando abbiamo visto questo circuito situato nella zona finanziaria di Singapore, tutto illuminato in un contesto inusuale incredibile come non mai. Chissà adesso cosa ne penserete di queste pagelle. Con Valerio Lo Muzzo “Da 0 a 10” capitolo 15: Singapore.

     

    VOTO 0 A KIMI RAIKKONEN

    Proprio come i punti accumulati negli ultimi quattro gp, se lo merita tutto. E’ vero che un momento no può capitare a tutti, ma rimane pur sempre un campione del mondo, e un campione del mondo non va fuori a muro con un errore come quello di domenica. Chi gli ha prolungato il contratto fino al 2010 non so cosa sta pensando adesso…

    RIMANDATO

     

    VOTO 1 AL PIT STOP DI MASSA

    Uno proprio come il posto che poteva conquistare in classifica, uno proprio come quel numero che sembra sfuggirgli definitivamente. Il meccanico che ha fatto scattare il verde ( il controllo automatico è stato disattivato visto il doppio pit stop) ha sulla coscienza la gara di Felipe. Il brasiliano si ferma in attesa di soccorsi al termine della pit lane, ma ormai i giochi eran fatti.

    In ricordo dei tempi d’oro, Medusa Film sta programmando un uscita in DVD dei numerosi pit stop del trio Schumacher, Todt, Brawn: quando dire  pit-stop significava dire vittoria.

    INDECENTE

     

    VOTO 2 A NELSON PIQUET

    E’ il principale attore di questo gp. Si sfracella sui muretti non controllando un sovrasterzo da principiante, ma visti i risultati ottenuti in casa Renault ora hanno le idee più chiare. Adesso si capisce il motivo per il quale è stato avvistato un Briatore cantante in stile Jovanotti: “Affacciati alla finestra Di Grassi mio…”.

    LICENZIATO?

     

    VOTO 3 AI PIT STOP IN REGIME DI SAFETY-CAR

    Che quasi tutte le vetture rientrano ai box in regime di safety-car  è cosa nota. Non si capisce però il motivo di chiudere la pit lane nella fase iniziale dell’ingresso della vettura di sicurezza. Capita quindi che Kubica e Rosberg per non rimanere a piedi son costretti a rifornire quando la pit e chiusa, e quindi compromettono la loro gara con un stop&go. Quando la pit viene riaperta quasi tutte le vetture rientrano per rifornire come se la benzina fosse in saldo, quindi il vantaggio di questa regola ancora non si è capito.

    INCONCEPIBILE

     

    VOTO 4 A GIANFRANCO MAZZONI

    Ci eravamo illusi fin troppo dopo le ultime prestazioni positive. Sbaglia tanto il caro Gianfranco, genera confusione al pubblico ed è attore di un fuori onda con Capelli al quale chiede il motivo per il quale non viene anticipata la sosta di Raikkonen. Si dice che la notte porti consiglio, ma non sembra essere il caso del telecronista Rai.

    SPAESATO

     

    VOTO 5 AL GESTO DI BARRICHELLO

    Dopo il pit-stop in casa Honda la vettura di Rubens si ferma sulla pista sembra per un problema idraulico. Al brasiliano non ne va bene una quest’anno e dopo gli applausi ricevuti dal pubblico orientale, lancia i suoi guanti verso le tribune. Peccato che un colpo di vento faccia finire i guanti nei pressi di un corso d’acqua nei paragi vanificando le buone intenzioni del brasiliano.

    A Rubens non ne va bene una, e visto che nemmeno i guanti fanno ciò che vuole dovrebbe essere giunto il momento di cambiare mestiere.

    INDIZIO?

     

    VOTO 6  A DAVID COULTHARD

    Un piccolo riconoscimento allo scozzese che si è tenuto dietro, complice il circuito cittadino, Lewis

    Hamilton ed ha condotto una gara sufficiente approfittando degli imprevisti. Ciò non toglie che l’ex McLaren sia ormai arrivato dove doveva arrivare e soltanto i gp “strani” possono risollevare le sue sorti.

    FORTUNATO

     

    VOTO 7 AL CIRCUITO DI SINGAPORE

    L’idea della notturna è affascinante, glamour, intrigante e chi più ne ha più ne metta, ma il circuito poteva esser migliore. Per essere un cittadino non c’è male, ma le curve lente  a novanta gradi  non inducono certo al sorpasso. Ottime le vie di fuga, la prima curva e l’ampia  carreggiata. La curva “topolino” sarebbe da rivedere, ma l’unico punto dove si sono visti sorpassi è stato la curva 7, proprio come il voto del circuito. Valencia a confronto è un circuito per macchinine telecomandate.

    INTERESSANTE

     

    VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

    C’è chi gli da dal fortunato, è anche vero ma lui c’è sempre. La sua è intelligenza tattica, sbaglia poco e si accontenta, contrariamente al suo collega Raikkonen. Sta di fatto che conclude a podio e nelle gare “strane” anche lui fa sempre bene.

    LUCIDO

     

    VOTO 9 A NICO ROSBERG

    Una grande gara quella del tedesco. Non delude le aspettative delle prove e senza lo stop&go magari avrebbe potuto vincere. Certo la vettura lo ha aiutato, o meglio non lo ha danneggiato, ma se in un circuito angusto come quello orientale, dove la guida e la concentrazione  sono i requisiti minimi richiesti,  termina a podio un motivo ci sarà. Speriamo che questa prestazione non sia un fuoco di paglia proprio come il podio inaugurale in Australia.

    TALENTINO

     

    VOTO 10  A FERNANDO ALONSO DETTO ZORRO

    E’ lui o non è lui? Ma certo che è lui…Zorro Alonso! Lascia il suo segno, non la zeta ma le paperelle, anche in una stagione non certo felice.La sua ultima vittoria risaliva a Monza 2007, ma la stoffa del campione non è andata persa. Certo la Renault quest’anno non gli ha dato una mano, ma lo spagnolo non è un pilota da serie B. Ha avuto un po’ di fortuna ma proprio la fortuna  lo aveva condizionato al sabato quando una Renault in forma lo tradì in piena Q2.

    Ma questa Formula Uno è talmente bizzarra che ciò che toglie il sabato lo restituisce la domenica, e se tanto mi da tanto la vittoria è meritata.

    LUCE NELLA NOTTE

     

    Onlysicily per OnlyF1

    Valerio Lo Muzzo