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    November 04

    L'OPINIONE: Come si cambia per non morire

    Boom. Un’altra vittima. Ancora giapponese. Dopo il ritiro di Honda e Bmw, anche la Toyota fa le valigie. Stavolta però la crisi c’entra poco. Il motivo chiamasi business. Dopo otto anni di Formula Uno i massimi vertici giapponesi hanno deciso che investire in questo sport non è più conveniente. D’altronde, in otto anni, non è arrivata nessuna vittoria, quindi via. Così di punto in bianco. Non conviene? Si lascia. Alla faccia dello spirito sportivo.

    SVOLTA Questa F1 sta subendo una svolta. E pensare che qualcuno lo aveva annunciato. Un presidente, anzi un ex presidente dall’occhio lungo. Lui voleva mettere un tetto, ma anche con quel tetto, probabilmente, la Toyota avrebbe lasciato. E lo avrebbe fatto sempre per quelle parole: non conviene. Dal Giappone, infatti, hanno sempre investito dollari, yen, euro e quant’altro ottenendo scarsi risultati. Ma da quello che si è visto, in questi anni, nel box bianco-rosso è mancata una seria organizzazione. La gara in Bahrain è stato un segno evidente di disorganizzazione con due vetture in prima fila, notevolmente veloci, ma mal gestite nel corso della gara. Quindi la conclusione che si trae in uno sport come la F1 è la seguente: i soldi contano, ma non bastano. Il miracolo “Brawn” è la prova, la conferma che un’ottima gestione porta risultati. Quella di Ross è stata impeccabile, mai un errore di troppo, e tanti tanti soldi spesi in meno rispetto le rivali.

    PARAGONI Possiamo quindi fare un paragone storico ricordando le lotte tra Annibale e i Romani. Annibale agiva di tattica, i Romani ragionavano con i numeri facendo del “più siamo meglio è” il loro motto. Peccato che persero più di una lotta. Così come ha perso questa lotta la Toyota e tutti quei costruttori convinti che in Formula Uno bastano i soldi e niente più per essere vincenti. E lo stanno capendo dopo anni e anni di battaglie perse. E poi, uscendo in questo modo, han perso pure la guerra. D’altronde chi si affaccia in questo mondo per “sponsorizzarsi” come se fosse un cartellone pubblicitario, non ci si può aspettare tanto sport. In Bmw l’anno capito dopo quattro anni che questa campagna di marketing non conveniva. Come l’han capito in Jaguar qualche tempo fa. Un caloroso benvenuto quindi a quei team che si getteranno in questa avventura non certo per sponsorizzarsi e vendere al meglio il loro prodotto, ma solo ed esclusivamente per gareggiare e vincere, pur non disponendo di grandi fondi ma trovando le motivazioni e l’organizzazione giusta per andare avanti e togliersi qualche soddisfazione. Come si faceva in passato quindi. Che sia la volta buona?

    November 03

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP di Abu Dhabi

    Ci siamo persi tra i meandri arabi, così a bocca aperta osservando l’hotel che cambia colore, il circuito illuminato e quell’immensa struttura su cui campeggia un cavallino gigante lì a simboleggiare il Ferrari Theme Park. Ci siamo persi, anzi si è persa questa Ferrari, bocciata ancora una volta nel giorno in cui Vettel e RedBull vengono promossi a pieni voti. Ci siamo persi un Lewis Hamilton che poteva dire la sua anche in quest’ultima gara, come ha fatto Kobayashi che sembra guidare questa Toyota da una vita. Non ci siamo persi la figura di Jean Todt, non più al muretto, ma in veste ufficiale da nuovo presidente Fia. Ci siamo persi, purtroppo, uno spettacolo, anzi è lo spettacolo che si è perso deludendo quelle che erano le aspettative iniziali. Del resto non abbiamo perso alcun dettaglio, ed eccoci ancora qua, per l’ultima volta ad esaminare l’ennesimo gran premio dell’anno. Ovviamente col solito stile. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 17: Abu Dhabi.

     

    VOTO 0 AL FINTO PIT STOP DI ALGUERSUARI

    Al giro 19 accade l’incredibile. In RedBull aspettano Vettel per il rifornimento, mentre Alguersuari accusa qualche problema e si avvia in pitlane per un controllo. Lo spagnolo però, causa elevata somiglianza tra Toro Rosso e mamma RedBull, sbaglia piazzola convinto che quelli siano i suoi meccanici. Per fortuna i meccanici si accorgono dell’errore e lasciano sfilare il pilota. Chissà cosa sarebbe successo se nessuno si fosse accorto dell’errore. Probabilmente Vettel non avrebbe vinto.

    CONFUSO

     

    VOTO 1 A ROIMAN GROSJEAN

    E’ vero che la Renault non lo asseconda un minimo, ma dal francese in questo finale di stagione si attendeva di più. Complice la tattica sull’unica sosta, peraltro ritardata visto che la sua vettura era la più pesante in griglia, Grosjean ha girato su tempi bassi, lottando con Sutil e Fisichella fino all’ultimo. Il romano lo passa nel finale, e a lui rimane soltanto l’ultimo posto. A fine gara commenta la sua esperienza: “Ora e' finita la stagione e posso dire di aver imparato molto grazie anche al mio compagno di squadra Fernando Alonso”. Riuscirà a mettere in mostra i consigli dello spagnolo in futuro?

    BASTONATO

     

    VOTO 2 AD ADRIAN SUTIL

    Probabilmente la sua testa è rimasta in Brasile, ripensando alla diatriba con Trulli. Il tedesco chiude il gran premo arabo penultimo e doppiato, perdendo nettamente il duello con Tonio Liuzzi che guida la Force India da Monza.  Questo basta e avanza per giustificare una simil prestazione.

    ANONIMO

     

    VOTO 3 A BERNIE ECCLESTONE

    Questo è il circuito più bello del mondo. Cosa mi piace? Tutto” Forse quel tutto è sinonimo di dollari o di business. Sta di fatto che gli unici contenti della domenica son stati i petrolieri arabi dal sorriso a 32 denti degno di una pubblicità della Mentadent. Per il resto consultare Voto 5.

    BUGIARDO

     

    VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

    Niente da fare, per l’italiano non c’è stato niente da fare. In difficoltà per tutto il week end, come logica vuole per una vettura che è ferma da fine luglio, e vittima di un drive trough reo di aver oltrepassato il limite di velocità in corsia box. Dal canto suo dichiara: “Mi dispiace di non essere riuscito a dare un contributo alla squadra in termini di punti e di non aver dimostrato pienamente il mio valore. Purtroppo la F60 è molto difficile da guidare”. Almeno un po’ di umiltà.

    SFIANCATO

     

    VOTO 5 AL CIRCUITO DI YAS MARINA

    E’ il voto che deriva dalla media tra il 10 ottenuto dal fascino estetico, e dallo 0 dal punto di vista tecnico. L’albergo con camere avente vista sul circuito è un capolavoro di architettura, così come l’impianto di illuminazione, le tribune e i box. Insomma, spettacolare.  La pista, invece, è da riciclare. E’ impensabile che in un’area deserta venga sbagliata la progettazione del circuito rendendolo anonimo, poco tecnico e senza alcuna caratteristica. Tutti lamentano l’assenza di un curvone veloce, poi l’uscita della pitlane è un vero e proprio sottopassaggio cittadino bocciato all’istante. Già gli organizzatori parlano di modificare il tracciano, forse anche loro han capito che un albergo non basta.

    ANOMALO

     

    VOTO 6 A JARNO TRULLI

    Rappresenta il paradosso di questa F1. Parte sesto con un carico di benzina minore rispetto al compagno di team, che in questo modo gli balza davanti grazie alla strategia. Guida bene Jarno, ma problemi di trazione lo limitano un po’ nel corso della gara. Chiude settimo, ma più che questo non poteva fare.

    LOTTATORE

     

    VOTO 7 A NICK HEIDFELD

    Nel giorno dell’addio alla F1 della Bmw, il tedesco si conferma di essere un pilota di un certo spessore. Chiude quinto dietro RedBull e Brawn,  stravincendo il duello con Kubica, decimo. Chissà se questa prestazione gli farà guadagnare un sedile per la prossima stagione. Sicuramente lo merita tutto.

    MASTINO

     

    VOTO 8  A KAMUI KOBAYASHI

    Ai limiti dell’impossibile. Questo giapponese sale sulla Toyota per la prima volta in Brasile sorprendendo gli addetti ai lavori. Alla seconda apparizione ufficiale Kamui porta a casa tre punti, partendo dalla dodicesima piazza e chiudendo quinto, passando Button come nulla fosse e risultando l’unico pilota a punti che ha puntato sulla singola sosta. A dir poco strepitoso.

    SAMURAI

     

    VOTO 9 (IN FIDUCIA) A LEWIS HAMILTON

    Bastano le prove del venerdì, quelle del sabato, le qualifiche e i primi venti giri per capire che questo Lewis Hamilton avrebbe chiuso sicuramente a podio. Non c’è storia, l’ormai ex campione del mondo si conferma un fenomeno, in grado di tener testa a RedBull e Brawn. Dall’Ungheria ad oggi è stato il pilota che ha conquistato più punti di tutti. Soltanto l’impianto frenante è più forte di lui, anzi più debole visto che lo lascia a piedi.

    GALATTICO

     

    VOTO 10 A SEBASTIAN VETTEL

    Ormai è una certezza. Il tedesco è maturo per il titolo. Conquista la testa dopo la prima sosta, poi stacca tutti e si avvia verso la vittoria, la quarta stagionale. A fine gara esulta ripetutamente mostrando il dito indice. Saltella sul podio, ma lo Special One quest’anno non è lui. Di questo passo però lo diventerà ben presto.

    FENOMENALE

     

    Valerio Lo Muzzo

    November 01

    Abu Dhabi, analisi gara: Vince Vettel, poi il deserto


    ABU DHABI 01.11.2009 Ha chiuso alla grande Sebastian Vettel, come meglio non si poteva. Vincere dominando. C’era poco da fare oggi contro il tedesco e la RedBull, vestita a festa almeno nell’ultima gara stagionale. E in questo modo i rimpianti e i rimorsi crescono, ricordando quelle tante, troppe occasioni perse nel corso dell'anno.

    START Al semaforo Hamilton mantiene la pole, mentre alle sue spalle Webber viene leggermente toccato da Barrichello che così perde la quarta piazza a favore di Button. Kubica regala un po’ di spettacolo ingaggiando un duello con Trulli. Hamilton, Vettel, Webber, Button, Barrichello, Kubica, Trulli ed Heidfeld i primi otto.

    Vettel incalza Hamilton, mentre dietro Alonso infila Grosjean. Barrichello e Kubica inaugurano il valzer dei pit stop. Hamilton rientra un giro dopo, Vettel rientra al 19esimo giro. Il tedesco così riesce a sopravanzare l’inglese, peraltro costretto al ritiro dal sistema frenante al giro 20.

    Kobayashi intanto è riuscito a risalire fino alla terza posizione, seguito da Button e Barrichello.

    Fisichella, invece, rimedia un drive trough per aver passato il limite di velocità in pit lane. Per l’italiano ennesima gara da dimenticare.

    FERRARI Da dimenticare anche la gara di Raikkonen che perde la sua posizione a vantaggio di Kovalainen nel gioco dei pit stop. Entrambi i piloti non prenderanno alcun punto al traguardo. Il resto è noia e niente più.

    Da segnalare il duello ingaggiato da Kubica con Buemi al quarantesimo giro, ed il sorpasso di Fisichella su Grosjean nel finale. Negli ultimi tre giri la gara si anima vedendo il duello tra Button e Webber. L’australiano è in difficoltà e l’inglese cerca di approfittarne. Il neo campione del mondo però non riesce nell’intento, chiudendo a soli sei decimi da Webber.

    L’ultimo duello in chiave mondiale, assegna il terzo posto costruttori alla McLaren. La Ferrari non riesce così ad entrare nei primi tre posti della classifica costruttori, evento che non accadeva dal 1993.

    Valerio Lo Muzzo

    Classifiche mondiali:
     
    Piloti:                    Costruttori:             
     1.  Button        95        1.  Brawn-Mercedes        172
     2.  Vettel        84        2.  Red Bull-Renault      153.5
     3.  Barrichello   77        3.  McLaren-Mercedes       71
     4.  Webber        69.5      4.  Ferrari                70
     5.  Hamilton      49        5.  Toyota                 59.5
     6.  Raikkonen     48        6.  BMW Sauber             36
     7.  Rosberg       34.5      7.  Williams-Toyota        34.5
     8.  Trulli        32.5      8.  Renault                26
     9.  Alonso        26        9.  Force India-Mercedes   13
    10.  Glock         24       10.  Toro Rosso-Ferrari      8
    11.  Kovalainen    22
    12.  Massa         22
    13.  Heidfeld      19
    14.  Kubica        17
    15.  Fisichella     8
    16.  Buemi          6
    17.  Sutil          5
    18.  Kobayashi      3
    19.  Bourdais       2

    http://www.eracemotorblog.it/2009/11/01/f1-abu-dhabi-analisi-gara-vince-vettel-poi-il-deserto.html


    Abu Dhabi, gara: Vettel chiude in bellezza. Doppietta RedBull


    ABU DHABI 01.11.2009 Sebastian Vettel si aggiudica la prima edizione del gran premio di Abu Dhabi. Il tedesco della RedBull ha conquistato la testa della corsa nel momento in cui Lewis Hamilton è rientrato per la prima sosta. L’inglese della McLaren è però uscito di scena al ventesimo giro, a causa di noie al sistema frenante. Mark Webber, secondo, regala la quarta doppietta stagionale al proprio team, confermando così l’ottimo lavoro fatto nel corso della stagione.
    Completa il podio un ottimo Jenson Button, in lotta fino all’ultima curva con Webber, per la seconda piazza.  Il duello tra i due ha acceso una gara abbastanza noiosa, vissuta più di tattica che di sorpassi. Tramite la tattica, appunto, un fenomenale Kobayashi conquista la sesta piazza, alle spalle di Barrichello ed Heidfeld. Il nipponico, dopo la bella prestazione messa in mostra in brasile, riesce a far meglio del compagno Jarno Trulli, che con Buemi completa la zona punti.

    Delusione in casa Ferrari. Dopo il ritiro di Hamilton nelle fasi iniziali, qualche speranza ha riacceso gli animi dei meccanici in rosso, ma l’alfiere di punta, Kimi Raikkonen, non è andato oltre la dodicesima posizione preceduto dal rivale Kovalainen. Ennesima gara da dimenticare per Fisichella, peraltro punito con un drive trough per aver superato il limite di velocità in corsia box. Gara all’arrembaggio per Robert Kubica, nono, che ha regalato un po’ di spettacolo nell’anonima domenica araba. Fernando Alonso, invece, chiude la sua esperienza in Renault quattordicesimo, predicendo l’italiano Vitantonio Liuzzi.

    Valerio Lo Muzzo

    L’ordine d’arrivo:

    Pos  Pilota        Team                      Time
     1.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  1h34:03.314
     2.  Webber        Red Bull-Renault      (B)  +    17.857
     3.  Button        Brawn-Mercedes        (B)  +    18.467
     4.  Barrichello   Brawn-Mercedes        (B)  +    22.735
     5.  Heidfeld      BMW Sauber            (B)  +    26.253
     6.  Kobayashi     Toyota                (B)  +    28.343
     7.  Trulli        Toyota                (B)  +    34.366
     8.  Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)  +    41.294
     9.  Rosberg       Williams-Toyota       (B)  +    45.941
    10.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +    48.180
    11.  Kovalainen    McLaren-Mercedes      (B)  +    52.798
    12.  Raikkonen     Ferrari               (B)  +    54.317
    13.  Nakajima      Williams-Toyota       (B)  +    59.839
    14.  Alonso        Renault               (B)  +  1:09.687
    15.  Liuzzi        Force India-Mercedes  (B)  +  1:34.450
    16.  Fisichella    Ferrari               (B)  +     1 lap
    17.  Sutil         Force India-Mercedes  (B)  +     1 lap
    18.  Grosjean      Renault               (B)  +     1 lap

    Giro veloce: Vettel, 1:40.279
    Non classificati/ritirati
     
    Pilota        Team                       Giro
    Hamilton      McLaren-Mercedes      (B)    21
    Alguersuari   Toro Rosso-Ferrari    (B)    19
    http://www.eracemotorblog.it/2009/11/01/f1-abu-dhabi-gara-vettel-chiude-in-bellezza-doppietta-redbull.html

    Abu Dhabi, pesi vetture: Vettel insidia Hamilton


    ABU DHABI 31.10.2009 Ha dato il meglio di sé Lewis Hamilton ed ha fatto la pole. L’ha fatta di gran carriera, perché i sette decimi che lo separano da Vettel non possono essere giustificati dai soli 4,5 Kg che separano l’inglese dal tedesco.

    Anche l’altra RedBull, quella di Webber, prenderà il via leggermentepiù carica dell’uomo pole odierno.
    Niente da fare per le Brawn, peraltro più leggere, mentre Kimi Raikkonen affronterà l’ennesima gara tattica visti i circa dei trenta chili che lo separano dai piloti in Top Ten. Nelle retrovie tutti i piloti partiranno abbastanza carichi, soprattutto i gli alfieri Renault.

    Pos  Driver                             Weight (kg)
     1.  Hamilton     McLaren-Mercedes        658.5
     2.  Vettel       Red Bull-Renault        663.0
     3.  Webber       Red Bull-Renault        660.0
     4.  Barrichello  Brawn-Mercedes          655.0
     5.  Button       Brawn-Mercedes          657.0
     6.  Trulli       Toyota                  661.0
     7.  Kubica       BMW-Sauber              654.5
     8.  Heidfeld     BMW-Sauber              664.0
     9.  Rosberg      Williams-Toyota         665.0
    10.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari      661.5
    11.  Raikkonen    Ferrari                 692.0*
    12.  Kobayashi    Toyota                  694.3*
    13.  Kovalainen   McLaren-Mercedes        697.0*
    14.  Nakajima     Williams-Toyota         704.0*
    15.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari      696.5*
    16.  Alonso       Renault                 708.3*
    17.  Liuzzi       Force India-Mercedes    695.0*
    18.  Sutil        Force India-Mercedes    696.0*
    19.  Grosjean     Renault                 710.8*
    20.  Fisichella   Ferrari                 692.5*

    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/31/f1-abu-dhabi-pesi-vetture-vettel-insidia-hamilton.html

    Abu Dhabi, qualifiche: Straordinaria pole di Hamilton


    ABU DHABI 31.10.2009 Lewis Hamilton conquista la prima pole nel nuovo circuito arabo, situato nell’isola di Yas Marina. Il pilota inglese, notevolmente in palla fin da ieri, ha letteralmente dominato in tutte le sessioni di qualifica, precedendo di ben sette decimi le RedBull di Vettel e di Webber. Alle loro spalle partiranno i campioni del mondo della BrawnGP con Barrichello che precede il neo iridato Jenson Button.
    Si conferma il momento sì di Bmw, Toyota e Toro Rosso. I piloti della casa tedesca conquistano la settima piazza con Kubica e l’ottava con Heidfeld. Entrambi però son stati preceduti da un ottimo Jarno Trulli che prenderà il via dalla sesta piazza. Completano la Top Ten Rosberg e Buemi.

    Per la Ferrari, invece, continua il momento nero. Il portacolori della rossa, Kimi Raikkonen, non riesce ad accedere alla Q1 per pochi centesimi di secondo, mentre Giancarlo Fisichella continua a non migliorarsi, chiudendo così in ultima posizione. In casa Renault le cose non vanno certamente meglio. Entrambe le vetture son state eliminate in Q3, “senza sorpresa” come dichiarato da Fernando Alonso. Bene Kobayashi, dodicesimo, sfortunato Kovalainen, vittima di un problema al cambio nel corso della Q2. Per il finnico soltanto un tredicesimo posto.

    L’altro italiano, Vitantonio Liuzzi, non va oltre la diciassettesima qualifica, con l’unica soddisfazione di precedere il proprio compagno di squadra Adrian Sutil.

    Valerio Lo Muzzo

    Pos  Driver       Team                       Q1        Q2       Q3
     1.  Hamilton     McLaren-Mercedes      (B)  1:39.873  1:39.695 1:40.948
     2.  Vettel       Red Bull-Renault      (B)  1:40.666  1:39.984 1:41.615
     3.  Webber       Red Bull-Renault      (B)  1:40.667  1:40.272 1:41.726
     4.  Barrichello  Brawn-Mercedes        (B)  1:40.574  1:40.421 1:41.786
     5.  Button       Brawn-Mercedes        (B)  1:40.378  1:40.148 1:41.892
     6.  Trulli       Toyota                (B)  1:40.517  1:40.373 1:41.897
     7.  Kubica       BMW-Sauber            (B)  1:40.520  1:40.545 1:41.992
     8.  Heidfeld     BMW-Sauber            (B)  1:40.558  1:40.635 1:42.343
     9.  Rosberg      Williams-Toyota       (B)  1:40.842  1:40.661 1:42.583
    10.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:40.908  1:40.430 1:42.713
    11.  Raikkonen    Ferrari               (B)  1:41.100  1:40.726
    12.  Kobayashi    Toyota                (B)  1:41.035  1:40.777
    13.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B)  1:40.808  1:40.983
    14.  Nakajima     Williams-Toyota       (B)  1:41.096  1:41.148
    15.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:41.503  1:41.689
    16.  Alonso       Renault               (B)  1:41.667
    17.  Liuzzi       Force India-Mercedes  (B)  1:41.701
    18.  Sutil        Force India-Mercedes  (B)  1:41.863
    19.  Grosjean     Renault               (B)  1:41.950
    20.  Fisichella   Ferrari               (B)  1:42.184

    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/31/f1-abu-dhabi-qualifiche-straordinaria-pole-di-hamilton.html

    October 19

    "DA 0 A 10": Le pagelle del GP del Brasile


    Abbiamo visto un Button all’arrembaggio. Grintoso. Deciso. L’abbiamo visto conquistare il titolo mondiale con un cinismo unico, seppur l’inconveniente occorso a Barrichello ha fatto sì che la certezza matematica arrivasse con una gara di anticipo. Abbiamo visto un Mark Webber vincere una gara pressoché inutile, proprio lui che a un certo punto della stagione sembrava essere il rivale principale dell’inglese volante. Abbiamo poi visto un grande Sebastian Vettel, ed un magnifico Lewis Hamilton talmente abile da risalire dal diciottesimo al terzo posto. Abbiamo visto la macchina di Raikkonen prendere fuoco, come accendersi rendendo ancor più rosso il colore della F60. Abbiamo visto la delusione di Barrichello, in pole al sabato, ottavo al traguardo, ma la signorilità del brasiliano non ha paragoni. Abbiamo visto una gara attiva, cosa ormai nota in circuiti naturali o storici che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Abbiamo visto tanto, adesso tocca a noi giudicare. Ovviamente nel classico modo. Ovviamente “Da 0 a 10”. Capitolo 16: Brasile.

     

    VOTO 0 ALLE DICHIARAZIONI DI BERNIE ECCLESTONE

    Il buon Bernie continua a stupire. Dopo le dichiarazioni pro Hitler, il patron della F1 confessa che “la morte di Senna è stata davvero un bene per la Formula Uno. E’ stato un peccato che abbiamo perso Ayrton, ma è successo. Era molto popolare, ma  attualmente molte più persone sono interessate ad uno sport che prima non conoscevano e molto è dovuto a questo fatto”. Certamente non possiede nemmeno il dono dell’opportunità Ecclestone, visto che in Brasile Senna è praticamente un Dio. Quindi le sue parole san tanto di bestemmia.

    PROFANATORE

     

    VOTO 1 AL PIT STOP DI KOVALAINEN

    Chissà se Kimi Raikkonen si è “sciolto” dopo la vampata di calore causata dalla benzina, persa dal connazionale Heikki, dopo che questo ha trascinato con sé il tubo del rifornimento. A quanto pare no. Iceman non si è sciolto. Ha corso però un brutto rischio. A tal motivo il team McLaren è stato multato di 50000$ e al pilota son stati inflitti 25” di penalizzazione.  Per il ciclo: “Non scherzare col fuoco”.

    FRETTOLOSO

     

    VOTO 2 AL CONTATTO TRULLI-SUTIL

    La domenica brasiliana si è rivelata incandescente…e non solo per le fiamme! Al via Sutil scarta bruscamente sulla destra nel rettilineo che porta alla Ferradura, Trulli passa da quelle parti mette due ruote sull’erba. L’italiano perde il controllo della propria Toyota e centra il pilota Force India che a sua volta colpisce Alonso. Ma il nostro Jarno è furente, scende dalla propria vettura convinto che la colpa del crash sia di Sutil. “Mi aspetto provvedimenti dalla federazione” dichiara ai microfoni Rai. E puntualmente i provvedimenti arrivano.  Normale incidente di gara, 10000$ di multa al pilota Toyota per quanto detto e fatto, e un’ammenda ufficiale sul suo comportamento. Peggio di così…

    AGGRESSIVO

     

    VOTO 3 A KAZUKI NAKAJIMA

    Nella lotta tra giapponesi ne esce sconfitto. Uscendo dalla pit lane il pilota Williams attacca immediatamente il connazionale Kobayashi, ma viene “risucchiato” dalla scia della Toyota centrandola in pieno. Fortunatamente Kazuki rovina soltanto la sua gara finendo contro le barriere alla Recta Opposta. Sarebbe stato un peccato pregiudicare la gara del sostituto di Glock.

    SPERICOLATO

     

     

    VOTO 4 A GIANCARLO FISICHELLA

    Ormai anche lui ha capito che guidare questa Ferrari non è poi tanto semplice. Nelle sue parole si legge tanta delusione “guardando la mia esperienza alla Ferrari finora non nascondo di provare una grande amarezza. Non c’è stato un weekend in cui abbia potuto lavorare con regolarità. Ora andiamo ad Abu Dhabi, dove ci aspetta un circuito nuovo per tutti: farò il massimo per aiutare la squadra a riprendersi quel terzo posto perso oggi” . Il sorpasso dell’esordiente Kobayashi nel finale è il riassunto dell’esperienza in rosso di Giancarlo.

    DEPRESSO

     

     

    VOTO 5  A RUBENS BARRICHELLO

    Più alla sfortuna che a lui. Mantiene la pole, ma la vettura di sicurezza ferma la possibile fuga del brasiliano. Non guadagna abbastanza su Webber, né su Kubica e al rientro in pista dalla prima sosta rimane imbottigliato nel traffico. Si gioca il podio con Hamilton, ma pur correndo in casa la fortuna non tifa per lui. Fora nel finale per la gioia di Button. Da segnalare la sportività a fine gara verso il compagno di squadra, ma il verdetto è ancora una volta impietoso. Zeru tituli.

    SFIGATO

     

    VOTO 6 A KIMI RAIKKONEN

    Peccato per l’occasione persa. Il finnico della Ferrari, dopo una super partenza, rinuncia ad ogni sogno di gloria al primo giro, quando, forse per la troppa foga, danneggia l’ala anteriore con Webber ed è costretto ad una gara in rimonta. Lotta nelle retrovie vivendo di tattica e lo fa alla grande. Chiude sesto. Il podio sarebbe stato a portata di mano.

    MASTINO

     

    VOTO 7 A JENSON BUTTON

    Ha tirato fuori gli attributi proprio quando servivano. Grosjean, Nakajima e Kobayashi  ne sanno qualcosa. Gestisce alla grande la situazione senza perdersi d’animo. Complice la foratura di Barrichello chiude quinto. Quel tanto che gli basta per esser proclamato campione con una gara d’anticipo.

    DECISO

     

    VOTO 8  KAMUI KOBAYASHI

    Che gara! Il debuttante ha lasciato tutti a bocca aperta. Resiste alla grande su Button, poi, nelle fasi finali, liquida Giancarlo Fisichella come se nulla fosse. Guida alla grande, come se su quel sedile fosse seduto da tempo e chiude ai margini della zona punti. Come prima volta non c’è male, chissà se questa gara gli garantirà un futuro stabile per la prossima stagione.

    SPAVENTOSO

     

    VOTO 9 A ROBERT KUBICA

    Porta in alto il nome della Bmw proprio nel finale della stagione. Il secondo posto sembrava un miraggio, ma visto il passo della vettura tedesca riesce nell’intento. Un ottimo spot per rilanciare la propria immagine dopo una stagione opaca e piena di ombre. In Renault lo aspettano a braccia aperte. Sostituire Alonso non sarà facile.

    RAGIONIERE

     

    VOTO 10 A MARK WEBBER

    Vince la gara più inutile dell’anno, visto che è fuori dai giochi da un po’. Prende il comando dopo la prima sosta di Barrichello, per non lasciarlo fino alla fine. La sua RedBull va che è una bellezza e lui la guida a dovere. Fa segnare anche il giro veloce. Non fosse stato per Barrichello avrebbe fatto l’hat trick.

    IMPRENDIBILE

     

    VOTO 10 E LODE A LEWIS HAMILTON

    Da diciottesimo al podio, guidando alla grande. La Safety Car gli permette di non perdere contatto col gruppo nelle fasi iniziali, poi comincia una lunga marcia verso il podio. Duella con Barrichello, sfruttando le difficoltà del brasiliano. In McLaren però non sembrano averne capito molto, visto il quantitativo di carburante modesto dichiarato nel post qualifiche. Poi il contatto, la sosta, la rimonta. Gli sfilano la corona, ma nello spirito si dimostra ancora campione.

    SPAZIALE

     

    VOTO 10 ED EXTRA LODE A ROSS BRAWN

    Conquista l’ennesimo mondiale con un team dato per spacciato fino a poche settimane dall’inizio del mondiale. Ipoteca l’iride nelle prime gare, poi, complice un budget poco ricco, subisce la rimonta degli avversari. Lui non perde la testa, amministra a dovere e conquista entrambi i titoli con anticipo. In RedBull sanno cosa vuol dire pagare l’inesperienza, in Brawn no. Ross si conferma il migliore.

    VOLPONE


    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/19/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-del-brasile.html

     

    Valerio Lo Muzzo


    Brasile, analisi gara: Button campione del mondo


    INTERLAGOS 18.10.2009 Si finge Freddie Mercuri a fine gara, intonando “We are the champions” certamente con una intonazione non perfetta. D’altronde nemmeno la sua gara è stata perfetta. Ma è stata concisa. Cinica. Utile. Utile per conquistare il mondiale cercato da una vita, dopo dieci anni passati in chiaroscuro nella massima seria automobilistica. Utile a far conquistare a Ross Brawn l’ennesimo titolo dopo quelli vinti in Benetton e in Ferrari. Utile per affrontare la nuova stagione senza dover dimostrare niente a nessuno. Gli è bastato un quinto posto, quattro punti e via la festa.

    D’altronde i rivali oggi non han fatto tanto meglio di lui. Vettel ha chiuso quarto, Barrichello ottavo complice una foratura che, probabilmente, poteva rinviare i giochi all’ultimo appuntamento dell’anno.

     

    START Allo spegnersi dei semafori Barrichello mantiene la testa, mentre Raikkonen si getta nella mischia conquistando la terza piazza grazie al bottone magico. Il finlandese attacca poi Webber, ma danneggia l’alettone anteriore e rinuncia ad ogni sogno di gloria. Stessa sorte tocca ad Hamilton e Kovalainen, mentre Trulli, dopo una manovra al limite di Sutil, perde il controllo della vettura centrando lo stesso tedesco. A sua volta il pilota Force India centra l’incolpevole Alonso passante per la Ferradura. La Safety Car è inevitabile. Raikkonen, Hamilton e Kovalainen ne approfittano per rifornire. Quest’ultimo però, come Massa a Singapore, riparte trascinandosi il bocchettone della benzina per tutta la pitlane. Un attimo di paura per  Raikkonen quando la benzina, persa dal bocchettone trascinato dal  connazionale, infiamma la sua Ferrari. Niente di che alla fine. La vettura di sicurezza esce di scena al termine del quarto giro. Alla ripartenza Grosjean viene infilato da Button, Nakajima, Alguersuari, Vettel, Hamilton e Kovalainen. Ma è già tempo di pit stop.

     

    SOSTE Heidfeld è il primo a rifornire al ventesimo giro, seguito dal leader della gara Barrichello. Il brasiliano rientra innanzi a Vettel, ma il tedesco lo liquida immediatamente alla Ferradura. Heidfeld è costretto al ritiro, mentre in pit lane sfilano Kubica, Rosberg e Buemi. In tutto questo Button riesce a sopravanzare Kobayashi, mentre il cambio abbandona Rosberg. Al ventinovesimo giro è il turno di Button, poi al trentunesimo Nakajima, uscente dalla pit lane, centra il connazionale Kobayashi perdendo il controllo della propria vettura e finendo sulle barriere di protezione della Recta Opposta. Vettel rifornisce al trentasettesimo giro, ma la gara ormai vive di pura tattica.

    Webber è saldamente in testa, Kubica ambisce al secondo posto, mentre si accende la lotta Hamilton-Barrichello per il podio.

     

    SFORTUNA Il brasiliano, al rientro dalla sua ultima sosta, riesce a spuntarla sul pilota inglese della McLaren, ma il campione del mondo non lo molla. In tutto questo Button è saldamente in sesta posizione, e la matematica gli nega il titolo per un punto, mentre Fisichella viene infilato da uno splendido Kobayashi perdendo così la decima piazza. Hamilton continua ad incalzare Barrichello che è il difficoltà. La posteriore sinistra dà qualche noia al brasiliano che così perde la terza posizione. Poi la noia si trasforma in foratura. Il pit stop è inevitabile e il brasiliano chiude ottavo sotto la bandiera scacchi. La matematica adesso è chiara. Button è campione. Re Jenson può festeggiare.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    Classifiche Mondiali:
     
    Piloti:                    Costruttori:             
     1.  Button        89        1.  Brawn-Mercedes        161
     2.  Vettel        74        2.  Red Bull-Renault      135.5
     3.  Barrichello   72        3.  McLaren-Mercedes       71
     4.  Webber        61.5      4.  Ferrari                70
     5.  Hamilton      49        5.  Toyota                 54.5
     6.  Raikkonen     48        6.  Williams-Toyota        34.5
     7.  Rosberg       34.5      7.  BMW Sauber             32
     8.  Trulli        30.5      8.  Renault                26
     9.  Alonso        26        9.  Force India-Mercedes   13
    10.  Glock         24       10.  Toro Rosso-Ferrari      7
    11.  Kovalainen    22       
    12.  Massa         22       
    13.  Kubica        17       
    14.  Heidfeld      15       
    15.  Fisichella     8       
    16.  Sutil          5       
    17.  Buemi          5       
    18.  Bourdais       2  

     

    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/18/f1-brasile-analisi-gara-button-campione-del-mondo.html


    Brasile, gara: Webber nel giorno di Button

    INTERLAGOS 18.10.2009 Mark Webber conquista il secondo successo in carriera, trionfando nel giorno in cui Jenson Button conquista il titolo mondiale. Il pilota inglese ha tirato fuori il carattere, compiendo sorpassi decisi, seppur agevolato dalla confusione iniziale che ha visto uscire di scena Alonso, Trulli e Sutil. Sfortunato, invece, Rubens Barrichello, ottavo al traguardo, che a causa di una foratura ha rinunciato ad un podio virtuale in casa propria.

    Grande prestazione di Sebastian Vettel. Il tedesco, partito anch’esso dalle retrovie, chiude ai margini del podio rinunciando anch’egli al sogno iridato. La RedBull perde anche il titolo costruttori, conquistato come previsto dalla Brawn.

    Completano il podio un ottimo Robert Kubica e uno straordinario Hamilton. L’inglese della McLaren, insieme a Kovalainen e Raikkonen, ha avuto un inizio poco felice a causa di un contatto nelle fasi iniziali. Il campione del mondo però non si è perso d’animo ed è riuscito a conquistare il terzo gradino del podio. Tale risultato vale il sorpasso in classifica costruttori rispetto la Ferrari, visto il sesto posto di Raikkonen. L’altro ferrarista, Giancarlo Fisichella, ha chiuso undicesimo, seppur abbia subito il sorpasso dal debuttante Kobayashi che gli ha sfilato la decima piazza.

    L’altro italiano, Vitantonio Liuzzi, chiude al dodicesimo posto precedendo Grosjean e Alguersuari.

     

    L’ordine d’arrivo:

     

    Pos  Driver        Team                      Time
     1.  Webber        Red Bull-Renault      (B)  1h32:23.081
     2.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +     7.626
     3.  Hamilton      McLaren-Mercedes      (B)  +    18.944
     4.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  +    19.652
     5.  Button        Brawn-Mercedes        (B)  +    29.005
     6.  Raikkonen     Ferrari               (B)  +    33.340
     7.  Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)  +    35.991
     8.  Barrichello   Brawn-Mercedes        (B)  +    45.454
     9.  Kovalainen    McLaren-Mercedes      (B)  +    48.499
    10.  Kobayashi     Toyota                (B)  +  1:03.324
    11.  Fisichella    Ferrari               (B)  +  1:10.665
    12.  Liuzzi        Force India-Mercedes  (B)  +  1:11.388
    13.  Grosjean      Renault               (B)  +     1 lap
    14.  Alguersuari   Toro Rosso-Ferrari    (B)  +     1 lap
     
    Fastest lap: Webber, 1:13.733

    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/18/f1-brasile-gara-webber-nel-giorno-di-button.html

    Brasile, pesi vetture: Barrichello il più leggero, Vettel il più pesante


    INTERLAGOS 17.10.2009 Aveva qualche chilo in meno Rubens Barrichello, quel tanto che gli ha consentito di fare la pole. Webber, Sutil e Trulli infatti saranno più pesanti del brasiliano, proprio come Buemi straordinariamente sesto con la Toro Rosso. Tra i primi dieci Nakajima risulta essere il più pesante, mentre nelle retrovie i più carichi risultano Vettel e Fisichella. Per il tedesco si preannuncia quindi una gara estremamente tattica. Il leader del mondiale, Jenson Button, si mantiene nella media delle retrovie, mentre Hamilton, Kovalainen ed Heidfeld cercheranno di sfruttare la loro leggerezza per farsi largo ed emergere dai bassi fondi da cui prenderanno il via.

     

     1.  Barrichello  Brawn-Mercedes        650.5                  
     2.  Webber       Red Bull-Renault      656.0                  
     3.  Sutil        Force India-Mercedes  656.5                  
     4.  Trulli       Toyota                658.5                  
     5.  Raikkonen    Ferrari               651.5                  
     6.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    659.0                  
     7.  Rosberg      Williams-Toyota       657.0                  
     8.  Kubica       BMW-Sauber            656.0                  
     9.  Nakajima     Williams-Toyota       664.0                  
    10.  Alonso       Renault               652.0                  
    11.  Kobayashi    Toyota                671.5*                 
    12.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari    671.5*                 
    13.  Grosjean     Renault               677.2*                 
    14.  Button       Brawn-Mercedes        672.0*                 
    15.  Liuzzi       Force India-Mercedes  680.0*                 
    16.  Vettel       Red Bull-Renault      683.5*                 
    17.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      656.5*                 
    18.  Hamilton     McLaren-Mercedes      661.0*                 
    19.  Heidfeld     BMW-Sauber            650.5*                 
    20.  Fisichella   Ferrari               683.5*

     

    *pesi dichiarati


    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/18/f1-brasile-pesi-vetture-barrichello-il-piu-leggero-vettel-il-piu-pesante.html

    Brasile, qualifiche: Barrichello, pole e speranza


    INTERLAGOS 17.10.2009 Lo spettacolo ha ricambiato l’attesa. Dopo aver pazientato un’ora la pista di Interlagos ha dato il lascia passare alle vetture del circus. L’ha spuntata Barrichello, profeta in patria, acclamato dal pubblico ora più che mai, visto il quattordicesimo tempo di Button, ed il sedicesimo tempo di Vettel.

    A fianco del brasiliano prenderà il via Mark Webber, con una RedBull rivitalizzata sull’umido rispetto al bagnato. Sutil, terzo, rappresenta una delle sorprese del giorno, proprio come Buemi, il quale prenderà il via dalla sesta piazza, dietro Trulli e Raikkonen.

    Dopo le superprestazioni sul bagnato, viste sia nelle libere  che in Q1 e Q2, le Williams non vanno oltre il settimo posto con Rosberg e il nono con Nakajima. Probabilmente i due punteranno ad una strategia diversa. Chiudono la Top Ten Kubica, ottavo, e Fernando Alonso, decimo.

     

    La giornata ha riservato molte sorprese. In Q1 Vettel, Kovalainen, Hamilton, Heidfeld e Fisichella vanno immediatamente fuori, viste le condizioni notevolmente avverse della pista. L’acqua ha infatti limitato le prestazioni della McLaren e soprattutto quelle della RedBull del contendente al titolo tedesco. In particolare la qualifica di Fisico è durata pochi minuti, giusto il tempo di un trecentosessanta gradi alla S di Senna. Vittima della stessa curva anche Vitantonio Liuzzi, il quale distrugge la propria Force India alla ripresa della Q2. La Q2 appunto, è stata poi sospesa visto il crash dell’italiano, per riprendere dopo un’ora in condizioni di maggiore sicurezza. Gli eliminati della seconda sessione son stati Kobayashi, sorprendentemente a suo agio nella prima apparizione in F1, Alguersuari, Grosjean e Button, oltre al già citato Liuzzi. Poi la Q1, Barrichello e la pole. La Torcida esplode. C’è in ballo un mondiale.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    Pos  Driver       Team                       Q1        Q2        Q3
     1.  Barrichello  Brawn-Mercedes        (B)  1:24.100  1:21.659  1:19.576
     2.  Webber       Red Bull-Renault      (B)  1:24.722  1:20.803  1:19.668
     3.  Sutil        Force India-Mercedes  (B)  1:24.447  1:20.753  1:19.912
     4.  Trulli       Toyota                (B)  1:24.621  1:20.635  1:20.097
     5.  Raikkonen    Ferrari               (B)  1:23.047  1:21.378  1:20.168
     6.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:24.591  1:20.701  1:20.250
     7.  Rosberg      Williams-Toyota       (B)  1:22.828  1:20.368  1:20.326
     8.  Kubica       BMW-Sauber            (B)  1:23.072  1:21.147  1:20.631
     9.  Nakajima     Williams-Toyota       (B)  1:23.161  1:20.427  1:20.674
    10.  Alonso       Renault               (B)  1:24.842  1:21.657  1:21.422
    11.  Kobayashi    Toyota                (B)  1:24.335  1:21.960  
    12.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:24.773  1:22.231  
    13.  Grosjean     Renault               (B)  1:24.394  1:22.477  
    14.  Button       Brawn-Mercedes        (B)  1:24.297  1:22.504  
    15.  Liuzzi       Force India-Mercedes  (B)  1:24.645  
    16.  Vettel       Red Bull-Renault      (B)  1:25.009
    17.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B)  1:25.052
    18.  Hamilton     McLaren-Mercedes      (B)  1:25.192
    19.  Heidfeld     BMW-Sauber            (B)  1:25.515
    20.  Fisichella   Ferrari               (B)  1:40.703

    October 11

    L'OPINIONE: Tutti felici, tutti contenti


    Viaggia sul binario Oviedo-Maranello la stagione 2010 della Ferrari. Finalmente, dopo tanta attesa, il treno partito qualche tempo fa dalla Spagna, arriva in Italia. Arriva portando con sè 45 milioni di euro annui firmati Santander. Arriva portando con sé 2 titoli iridati. Destin vuole che questi titoli iridati siano stati conquistati contro Raikkonen e contro la Ferrari. Raikkonen e la Ferrari appunto. Rapporto finito. Forse mai iniziato. E pensare che proprio il finlandese doveva guidare la riscossa rossa contro un nuovo ciclo che stava iniziando. Quello di Alonso alla McLaren. Poi sappiamo tutti come è finita. Raikkonen ha vinto un mondiale insperato ed Alonso ha cominciato a tifare per quella che sarebbe stata la sua futura scuderia. D’altronde se non puoi battere il tuo nemico ti allei con lui. Chi ci guadagna? Tutti. Chi ci perde? Nessuno. Tutti e nessuno quindi, come ad accordare qualcosa che non va più. Come una chitarra che necessita di qualche modifica per tornare a suonare a dovere. Raikkonen torna in McLaren, magari cominciando a progettare un piano di vendetta verso coloro che lo hanno scaricato. La McLaren scarica Kovalainen per un (ex) campione del mondo. La Ferrari assume un (ex) bicampione del mondo a cui verrà affiancato un Massa da valutare. Sì, perché il brasiliano avrà un ruolo chiave nella prossima stagione. Punto primo Alonso ha dimostrato che non sa reggere la pressione di un forte compagno di squadra. Punto secondo Massa ha fatto da gregario solo a Michael Schumacher nel suo primo anno in rosso. Schumacher, poi, rappresenta anche una chiave di lettura. Nei tre anni in rosso di Raikkonen il paragone tra il plurititolato superconsulente della Ferrari e il finnico è stato continuo e pesante. Troppa differenza tra i due. Di stile e di carattere. Istintivo e orgoglioso il primo. Introverso e freddo il secondo.

    In Italia però Kimi non è stato valutato per il pilota che è. Per una piazza calda il finnico non è stato il massimo, ma le corse son fatte di risultati e i risultati dicono che in tre anni (ove soltanto due hanno dato la possibilità di lottare per il mondiale) Kimi ha portato a casa un mondiale. Ma le cose in Ferrari son cambiate. Soprattutto da quando ha lasciato Todt. Poi un anno di sistemazione e di (ri)organizzazione che certamente ha influito sui risultati. A Kimi è andata male anche per questo. Alonso dovrà fare da collante, da pattex per rilanciarsi e rilanciare una scuderia allo sbando. Soltanto a quel punto potrebbe arrivare un titolo mondiale. Raikkonen permettendo.

     

    Valerio Lo Muzzo


    October 05

    Da 0 a 10: Le pagelle del GP del Giappone

    Dal buio di Singapore alla pista disegnata da Dio. Almeno secondo Sebastian Vettel. Lo abbiamo visto, lì, in testa, per tutto il week end, in uno stato di forma degno da RedBull.  Abbiamo visto un super Jarno Trulli, mastino, pugile ed opposto, pronto a schiacciare nel campo dell’avversario quel pallone che proprio l’avversario gli aveva spedito. Abbiamo, anche, visto la super prestazione di Kimi Raikkonen, seppur favorito dalla lista di penalizzati e richiamati del sabato notte, o domenica mattina. Abbiamo, infine, visto una Brawn arrancante ma ormai prossima al titolo. Adesso giudichiamo nel solito, consueto modo. “Da 0 a 10” capitolo 15: Giappone.

     

    VOTO 0 AI COMMISSARI NIPPONICI

    Venti ore per stilare la griglia di partenza, sinceramente, sembrano troppe. Alla luce delle penalità inflitte nel post qualifiche alcuni piloti non sapevano ancora da che posizione avrebbero preso il via. Tra i soddisfatti Nico Rosberg che commenta. “E’ la prima volta che mi riescono quattro sorpassi mentre dormo”. Appunto, dormiva.

    DILETTANTI

     

    VOTO 1 ROMAIN GROSJEAN

    Fa la sua unica apparizione in gara, quando la safety car lo costringe a restare dietro Vettel. Del resto un week end anonimo e inconcludente. Solo Webber lo segue al traguardo, vista la sfortuna che ha perseguitato l’australiano.

    ASSENTE

     

    VOTO 2 A GIANCARLO FISICHELLA

    Capiamo la non perfetta adattabilità, gli sviluppi bloccati dalla Ferrari e tutte le scuse del caso. Ma l’ingenuità mostrata all’uscita della pit-lane, in occasione della seconda sosta in concomitanza con Kovalainen, è stata una grave disattenzione. Da principiante.  A fine gara commenta: “Si è gettato (Kovalainen, ndr) in un varco minimo urtandomi, io non me ne sono accorto, e poi il Kers è partito in ritardo, ehm, l’ho azionato tardi”. Almeno un po’ di autocritica.

    APPANNATO

     

    VOTO 3 AI PILOTI TORO ROSSO

    Quattro macchine distrutte in tre giorni. E pensare che qui la bibita all’italiana andava come non mai. In qualifica Alguersuari va fuori alla Degner, mentre Buemi rimedia qualche danno alla Spoon Curve. Domenica la frizione tradisce lo svizzero-siculo, mentre lo spagnolo si schianta alla 130R a dieci giri dalla fine. A fine gara Jaime commenta: “Ho perso il posteriore della macchina e mi sono schiantato contro il muro, ma non mi so spiegare il perchè”. E se non se lo sa spiegare lui…Per il ciclo: “Ogni lasciata è persa”.

    DISTRUTTORI

     

    VOTO 4 A KAZUKI NAKAJIMA

    Nel gran premio di casa il giapponese non va oltre il quindicesimo posto. La sua gara, impostata sulla monososta non ha pagato. Il divario tra il giapponese e il compagno di squadra Rosberg è eloquente, ed i risultati parlano chiaro.

    DELUDENTE

     

    VOTO 5 A HEIKKI KOVALAINEN

    La grinta su Fisichella gli salva un po’ la reputazione, ma l’undicesimo posto, dietro la Renault di Alonso rispecchia la stagione del finnico. Nelle fasi iniziali resiste al tentato sorpasso di Sutil perdendo così la posizione su Button, poi un passo gara non entusiasmante  e il confronto con il compagno di squadra non certo incoraggiante. Deve trovare un modo migliore per pubblicizzare la propria immagine in vista della prossima stagione.

    DESAPARECIDO

     

    VOTO 6 A BARRICHELLO E BUTTON

    Sciapiti e niente più. Svolgono il compitino per quello che è, senza metterci quel pizzico di volontà in più. E se questo può giocare a favore di Button, ciò significa che vale a sfavore del brasiliano, secondo candidato per la lotta all’iride. Da segnalare soltanto il sorpasso del leader del mondiale su Kubica, necessario per racimolare quel punto sempre utile. D’altronde gli ultimi mondiali son stati assegnati per un solo punto. Occhio però. Se le ultime due gare finissero nello stesso identico modo la lotta all’iride parlerebbe tedesco.

    SVOGLIATI

     

    VOTO 7 A NICO ROSBERG

    Ormai sembra aver trovato il bandolo della matassa. Dopo la prestazione di Singapore macchiata dall’errore in pitlane il tedesco riesce a guadagnare due posizioni sfruttando l’ingresso della vettura di sicurezza. Gira su ottimi tempi, concreto e sicuro. Dopo tre anni è finalmente pronto per una grande squadra. Brawn o McLaren?

    CINICO

     

    VOTO 8 A LEWIS HAMILTON

    Non è stato il solito Lewis, ma ha portato a casa un podio utile per la lotta al terzo posto. Perde il duello con Trulli definendolo “una bella lotta con Jarno, abbiamo segnato tempi da qualifica cercando di limare decimi ad ogni giro”. Parte bene con l’ausilio del Kers, poi la strategia lo punisce. La SC può offrigli una occasione, ma ha preferito guardarsi le spalle da Raikkonen. D’altronde il vero rivale era il finnico.

    RAGIONIERE

     

    VOTO 9 A KIMI RAIKKONEN

    Con questa Ferrari è riuscito ad andare oltre il limite. Come dichiarato da Domenicali: “non credo che avremmo potuto ottenere piu' di questo quarto posto”, il valore aggiunto di questa Ferrari è proprio lui. E pensare che il futuro del finnico è ancora incerto. Dall’Ungheria ad oggi è stato il pilota che ha fatto più punti di tutti. Se la rossa riuscirà nella difficile impresa del terzo posto nei costruttori, dovrà ringraziare il suo pilota. Prossimo Ex.

    COMBATTENTE

     

    VOTO 10 A JARNO TRULLI

    Non poteva esser da meno a Timo Glock. Dopo il secondo posto del tedesco a Singapore, l’Italiano porta per la prima volta una vettura giapponese  a podio nella gara di casa. Ottimo per tutto il week end, secondo in qualifica, stratosferico nel passo gara. Come da lui stesso dichiarato sperava nella vittoria, salvo poi capire che “questo e' il massimo che potevamo ottenere”. Con un Jarno così e un po’ di fortuna la Toyota può finire bene questa stagione.

    OPPOSTO

     

    VOTO 10 E LODE A SEBASTIAN VETTEL

    Provate a prenderlo. Pronti. Via. Ci vediamo a fine gara. Nella “pista disegnata da Dio” il tedesco conduce la gara perfetta, quella che lo rilancia, almeno nell’animo. Soltanto un piccolo intoppo nel corso della seconda sosta fa venire qualche brivido al piccolo Seba, ma poi tutto fila liscio. Al traguardo grida di gioia, esulta e salta sul podio ricordando un suo connazionale. Sedici punti dalla vetta non sono pochi, ma ricordando un recente passato tutto è possibile. Lui ci crede “Il Mondiale? Molto difficile, ma ancora possibile”. Ormai non ha più niente da perdere.

    PERFETTO

     

    Valerio Lo Muzzo



    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/05/f1-da-0-a-10-le-pagelle-del-gp-del-giappone.html
    October 04

    Giappone, analisi gara: Vettel, cuore impavido

    SUZUKA 04.10.2009 Saltella. E con stile. Sebastian Vettel esulta così, ricordano qualcuno, in pista e fuori, fortificando così un paragone scomodo, sulla bocca di tutti, dapprima cucitogli addosso, da oggi probabilmente marchiatogli a fuoco. Per quello stile. Per quel saltello.

    Domina. Trionfa. Gioisce. Anzi si esalta, grida di rabbia. Forse per rilanciarsi, forse perché gli tornano a mente quelle occasioni buttate al vento che probabilmente, adesso, lo farebbero sentire meglio. Gli occhi del tedesco però sono quelli di un cannibale, pronto a lanciarsi, a scagliarsi verso la preda, anzi le prede, che gli stanno davanti. Ora che non ha nulla da perdere. Ora che mancano due gare da affrontare in pieno stile Braveheart. Cuore impavido.

     

    START Allo spegnimento dei semafori Vettel mantiene la testa, mentre Hamilton infila Trulli grazie al bottone magico. A seguire Heidfeld, Raikkonen, Barrichello, Rosberg, Sutil, Kovalainen e Kubica i primi dieci. Timo Glock non ha preso parte alla gara, visti i 14 punti di sutura rimediati dal crash in qualifica. Mark Webber, invece, prende il via dalla pitlane, ma problemi alla protezione del casco lo costringono a rientrare due volte ai box, salvo poi rimediare una foratura e compiere quindi la terza sosta al sesto giro. Intanto Button riesce a sopravanzare un lento Kubica, mentre Kovalainen tappa Sutil e lo stesso inglese. Da lì a poco Buemi è costretto al ritiro dalla frizione, mentre Kovalainen e Sutil, in lotta, si girano alla chicane del triangolo per il piacere del leader del mondiale.

     

    SOSTE Ad inaugurare il valzer dei pit-stop ci pensa Lewis Hamilton. L’inglese però non ha alcuna speranza di andare al comando visto il buon margine guadagnato da Vettel che effettua la sua sosta, come Trulli, senza alcun intoppo. Gli unici piloti indirizzati sulla monososta sono Alonso, Grosjean e Nakajima. Quest’ultimo è vittima del sorpasso di Liuzzi al 31esimo giro, ma la gara vede sposarsi il suo centro di interesse tra i primi. Hamilton non riesce a staccare Trulli, mentre Raikkonen, con le morbide, riesce a recuperare su Heidfeld. Bastano quindi due giri al pilota abruzzese per poter sopravanzare il campione del mondo, grazie alla strategia, per la gioia dei meccanici e dei tifosi presenti. Heidfeld, rientrato ai box due giri dopo Raikkonen, ha un piccolo contrattempo. Il che basta al finnico della Ferrari per guadagnare la quarta posizione.

    Al 39esimo giro si assiste ad un duello emozionante. Kovalainen e Fisichella rientrano per la loro seconda e ultima sosta. I meccanici Ferrari riescono a mandare in pista il loro pilota prima dei rivali. Fisichella però lascia  uno spazio al finnico della McLaren, ed appena i due varcano la linea che contrassegna la fine del limite di velocità, Kovalainen aziona tempestivamente il Kers sopravanzando l’ingenuo pilota italiano.

     

    SAFETY-CAR La gara sembra avviata al termine, ma in casa RedBull si avverte un piccolo brivido. Una ruota non si avvita a dovere nel corso dell’ultima sosta di Vettel, ma alla fine il tedesco riprende la testa senza pericolo. Il pericolo, appunto, si presenta al 44esimo giro, quando Alguersuari, dopo aver effettuato la sua ultima sosta, perde il controllo della sua Toro Rosso alla 130R impattando contro le barriere di protezione. Come logica vuole la Safety Car fa il suo ingresso in pista. La gara rimane quindi congelata fino al 49esimo. Gli ultimi quattro giri potrebbero regalare il sorpasso di Raikkonen su Hamilton e quello di Kubica su Button. Niente di fatto però. Trionfa Sebastian Vettel. Poi la gioia, le urla, l’esultanza. Non è ancora finita.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    Classifiche mondiali dopo 15 gare:                
     
    Piloti:                    Costruttori:             
     1.  Button        85        1.  Brawn-Mercedes        156
     2.  Barrichello   71        2.  Red Bull-Renault      120.5
     3.  Vettel        69        3.  Ferrari                67
     4.  Webber        51.5      4.  McLaren-Mercedes       65
     5.  Raikkonen     45        5.  Toyota                 54.5
     6.  Hamilton      43        6.  Williams-Toyota        34.5
     7.  Rosberg       34.5      7.  Renault                26
     8.  Trulli        30.5      8.  BMW Sauber             24
     9.  Alonso        26        9.  Force India-Mercedes   13
    10.  Glock         24       10.  Toro Rosso-Ferrari      5
    11.  Kovalainen    22       
    12.  Massa         22       
    13.  Heidfeld      15       
    14.  Kubica         9       
    15.  Fisichella     8       
    16.  Sutil          5       
    17.  Buemi          3       
    18.  Bourdais       2  

    http://www.eracemotorblog.it/2009/10/04/f1-giappone-analisi-gara-vettel-cuore-impavido.html

    Giappone, gara: Vettel è il Sol Levante. Splendido Trulli.


    SUZUKA 04.10.2009 Sebastian Vettel vince dominando il gran premio del Giappone. Nella terra del Sol Levante il tedesco della RedBull conduce dall’inizio alla fine con un ritmo gara inarrivabile per gli avversari. Con questa vittoria Vettel riduce la distanza dalla vetta per la lotta all’iride, visto il settimo posto di Barrichello e l’ottavo di Jenson Button, e si rifà sotto per quanto concerne la lotta all’iride.

    L’ eroe di giornata è stato Jarno Trulli. L’italiano, dopo aver perso la seconda piazza in partenza a favore di un Hamilton equipaggiato dal Kers, riesce a riconquistare il secondo gradino del podio grazie ad una strategia che gli ha consentito di sopravanzare il campione del mondo alla seconda ed ultima sosta. Per la Toyota arriva quindi il quinto podio stagionale. Un record per la scuderia nipponica.

    Come già intuito completa il podio Lewis Hamilton, tallonato negli ultimi giri da Kimi Raikkonen, complice l’ingresso della Safety-Car avvenuto al 44esimo passaggio, a causa del crash di Alguersuari alla 130R. Completano la zona punti Rosberg, Heidfeld, Barrichello e Button.

     

    Chiude dodicesimo Giancarlo Fisichella. Il pilota romano ha vissuto una gara a centro gruppo seppur la sua prestazione non può essere paragonata a quella del compagno di box. Da segnalare la lotta tra il pilota italiano ed Heikki Kovalainen all’uscita della pitlane in occasione della seconda sosta. I meccanici Ferrari riescono a mandare in pista il proprio pilota prima dei rivali della McLaren, ma l’uso del Kers ha permesso al finnico di balzare davanti il pilota Ferrari. L’altro portacolori italiano, Vitantonio Liuzzi, chiude in quattordicesima posizione.

     

    Gara da dimenticare per Mark Webber. Il pilota australiano, dopo le noie del sabato, si avvia dai box con una vettura praticamente nuova. Dopo un inizio difficile, segnato da tre pit-stop nei primi sei giri, è riuscito a mantenere un buon passo gara, vista anche la super RedBull portata qui a Suzuka. Gli in conventi del rappresentante RedBull hanno permesso alla Brawn di conquistare quasi matematicamente il titolo costruttori. Infatti soltanto mezzo punto separa il team di Ross Brawn dalla gioia mondiale.

                                                                 

    Valerio Lo Muzzo

     

    Ordine d’arrivo:
     
    Pos  Pilota        Team                      Tempo
     1.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  1h28:20.443
     2.  Trulli        Toyota                (B)  +     4.877
     3.  Hamilton      McLaren-Mercedes      (B)  +     6.472
     4.  Raikkonen     Ferrari               (B)  +     7.940
     5.  Rosberg       Williams-Toyota       (B)  +     8.793
     6.  Heidfeld      BMW Sauber            (B)  +     9.509
     7.  Barrichello   Brawn-Mercedes        (B)  +    10.641
     8.  Button        Brawn-Mercedes        (B)  +    11.474
     9.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +    11.777
    10.  Alonso        Renault               (B)  +    13.065
    11.  Kovalainen    McLaren-Mercedes      (B)  +    13.735
    12.  Fisichella    Ferrari               (B)  +    14.596
    13.  Sutil         Force India-Mercedes  (B)  +    14.959
    14.  Liuzzi        Force India-Mercedes  (B)  +    15.734
    15.  Nakajima      Williams-Toyota       (B)  +    17.973
    16.  Grosjean      Renault               (B)  +     1 lap
    17.  Webber        Red Bull-Renault      (B)  +    2 laps
     
    Giro Veloce: Webber, 1:32.569
     
    Non classificati/ritiri:
     
    Pilota        Team                      Giro
    Alguersuari   Toro Rosso-Ferrari    (B)    58
    Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)    26
    Glock         Toyota                (B)    15

     


    Giappone, pesi vetture: Vettel, super pole. Rosberg e Kubica possibili outsider

    SUZUKA 03.10.2009 Dopo le penalità inflitte dai commissari, il gp del Giappone comincia a prendere una piega curiosa. Infatti, oltre la leggerezza di Jarno Trulli, i primi cinque grossomodo hanno imbarcato lo stesso quantitativo di carburante. Possibili outsider saranno Rosberg e Kubica, ben colmi di carburante e pronti ad un long run abbastanza consistente. Se il passo dei due sarà abbastanza consistente potrebbe scapparci un podio, anche se le vetture che hanno dimostrato di esser più veloci partiranno a centro gruppo. Incertezza quindi. Alguersuari, che prenderà il via davanti il leader del mondiale, rischia di fare da tappo a Button se l’inglese non riesce a sopravanzarlo nelle fasi iniziali. Nelle retrovie Nakajima, Grosjean, Alonso, Liuzzi partiranno anch’essi abbastanza carichi. Da scoprire le strategie di Glock e Webber.

     

     

    Pos  Driver                             Weight (kg)
     1.  Vettel       Red Bull-Renault       658.5
     2.  Trulli       Toyota                 655.5
     3.  Hamilton     McLaren-Mercedes       656.0
     4.  Heidfeld     BMW-Sauber             660.0
     5.  Raikkonen    Ferrari                661.0
     6.  Rosberg      Williams-Toyota        684.5*
     7.  Kubica       BMW-Sauber             686.0*
     8.  Sutil        Force India-Mercedes   650.0
     9.  Barrichello  Brawn-Mercedes         660.5
    10.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari     682.5*
    11.  Button       Brawn-Mercedes         658.5
    12.  Fisichella   Ferrari                661.5*
    13.  Kovalainen   McLaren-Mercedes       675.0
    14.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari     665.4*
    15.  Nakajima     Williams-Toyota        695.7*
    16.  Grosjean     Renault                691.8*
    17.  Alonso       Renault                689.5*
    18.  Liuzzi       Force India-Mercedes   682.5*
    19.  Glock        Toyota                 -
    20.  Webber       Red Bull-Renault       -

     

    * dichiarati dai team

    Giappone, qualifiche: Vette, pole nel caos

    SUZUKA 03.10.2009 E’ Sebastian Vettel l’autore della pole position del gp del Giappone. Il tedesco della RedBull è stato l’autentico dominatore delle qualifiche, visti i primati fatti segnare in tutte le sessioni di qualifiche. La giornata, però, è stata caratterizzata da ben quattro incidenti tra la seconda e la terza sessione, che hanno causato tre bandiere rosse. A farne le spese principalmente è stato Timo Glock, autore di un crash alla chicane prima del rettilineo. Per il tedesco, estratto cosciente dall’abitacolo, niente di grave se non un taglio ad una gamba.  Vittime della curva Degner, invece, son stati prima Alguersuari, poi Kovalainen. Buemi, inoltre, danneggiando la propria vettura alla Spoon Curve, non ha potuto prender parte alla Q3.  

    Tornando alla griglia di partenza, partirà dalla seconda piazza Jarno Trulli, già in palla dalla terza sessione di libere. La Toyota conferma quindi il trend positivo visto a Singapore. In seconda fila Sutil, quarto, affiancherà Hamilton. Il leader del mondiale Jenson Button prenderà il via dalla settima piazza, mentre il rivale Barrichello, quinto, cercherà di tener viva la lotta all’iride.

     

    Nessuna novità in casa Ferrari. La rossa di Maranello, visto lo sviluppo bloccato da tempo, non va oltre la quarta fila conquistata da Kimi Raikkonen. Considerati gli errori di Kovalainen e di Buemi, la qualifica del finnico poteva andare peggio. L’altro ferrarista, Fisichella, ha pagato la giornata di venerdì. Il romano chiude sedicesimo, eliminato in Q1 insieme a Nakajima, Grosjean, Liuzzi e Webber. Quest’ultimo non ha preso parte alle qualifiche in quanto un errore alla Degner nella terza sessione di libere ha causato seri danni alla sua RedBull.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    Pos  Driver       Team                       Q1        Q2        Q3      
     1.  Vettel       Red Bull-Renault      (B)  1:30.883  1:30.341  1:32.160
     2.  Trulli       Toyota                (B)  1:31.063  1:30.737  1:32.220
     3.  Hamilton     McLaren-Mercedes      (B)  1:30.917  1:30.627  1:32.395
     4.  Sutil        Force India-Mercedes  (B)  1:31.386  1:31.222  1:32.466
     5.  Barrichello  Brawn-Mercedes        (B)  1:31.272  1:31.055  1:32.660
     6.  Heidfeld     BMW-Sauber            (B)  1:31.501  1:31.260  1:32.945
     7.  Button       Brawn-Mercedes        (B)  1:31.041  1:30.880  1:32.962
     8.  Raikkonen    Ferrari               (B)  1:31.228  1:31.052  1:32.980
     9.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      (B)  1:31.499  1:31.223
    10.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:31.196  1:31.103 
    11.  Rosberg      Williams-Toyota       (B)  1:31.286  1:31.482
    12.  Alonso       Renault               (B)  1:31.401  1:31.638
    13.  Kubica       BMW-Sauber            (B)  1:31.417  1:32.341
    14.  Glock        Toyota                (B)  1:31.550
    15.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari    (B)  1:31.571
    16.  Fisichella   Ferrari               (B)  1:31.704
    17.  Nakajima     Williams-Toyota       (B)  1:31.718
    18.  Grosjean     Renault               (B)  1:32.073
    19.  Liuzzi       Force India-Mercedes  (B)  1:32.087
    20.  Webber       Red Bull-Renault      (B)

     

    Da zero a dieci: Singapore

    Ci siamo annoiati davanti il teleschermo, assistendo ad un non spettacolo rinvigorito dagli errori di Sutil, Rosberg e Vettel. Se aggiungiamo l’inconveniente ai box di Alguersuari, allora i ricordi tornano in mente. Ci siamo, forse, svegliati nel momento in cui Vettel incombeva su Hamilton, salvo poi capire che tutto sarebbe finito prima di cominciare.
    Ci siamo, nuovamente, addormentati dopo l’errore di Webber e il consueto arrivo al traguardo. Freddo, buio e scontato. Ci siam comunque accorti di chi ha fatto bene e di chi ha fatto male. Li giudicheremo nel solito modo. “Da 0 a 10”. Capitolo 14: Singapore.

    VOTO 0 A JAIME ALGUERSUARI

    Non c’è. Tra le pubblicità in città uno striscione recita “AAA cercasi” come a testimoniare la totale assenza dello spagnolo. E’ vero che il circuito di Singapore non è il massimo per un debuttante in F1, ma il buon Jaime in gara è un fermo. Poi, ai box, invoca il ricordo di Massa trascinando con sé il bocchettone del rifornimento. Stavolta però la colpa non è di un semaforo, bensì del pilota che è ripartito quando ancora il “lecca-lecca”  era abbassato. Termina la sua gara per un problema ai freni. Non ha perso niente.

    DEBILITATO

    VOTO 1 A ADRIAN SUTIL

    La Force India non va, ma il tedesco commette un grosso errore. Cerca il sorpasso su un lento Alguersuari, lo tocca e si gira. Non contento, anziché far scorrere il gruppo, cerca di riprendere subito la corsa. Prova un’inversione, peccato che da quelle parti passa Heidfeld. Il crash è inevitabile e il pilota Bmw, dopo 41gp, riassapora il dispiacere di un ritiro.

    IMPAZIENTE

    VOTO 2 A  JACQUES VILLENEUVE

    Vuole tornare in Formula Uno per via dei problemi economici che lo hanno recentemente colpito. Peccato che quelle poche chances se le sia giocate con una dichiarazione ai microfoni Rai. “Non capisco perché la pit-lane non è stata chiusa in regime di safety-car”. Appunto, le regole son cambiate. Per tornare è necessario aggiornarsi.

    ARRETRATO

    VOTO 3 AI COMMISSARI DI PISTA

    Capiamo che il tracciato non facilita il lavoro, ma se per un detrito perso da Glock alla curva 6 è quasi necessario l’ingresso della safety-car allora qualcosa non va. Per 4 giri, in quel punto, vengono esposte le bandiere gialle. Alla faccia della tempestività.

    RITARDATI

    VOTO 4 ALLA FERRARI

    Kimi Raikkonen il Martedì: “Di queste quattro corse, direi che Singapore è quella che più si adatta alla Ferrari. Per provare a vincere dobbiamo andare oltre la perfezione e avere anche un pizzico di fortuna ma dopo averlo riassaggiato a Spa sarebbe fantastico sentire ancora una volta il sapore della vittoria“. Fisichella nel post Monza: “L’apprendistato sta migliorando e sono convinto che a Singapore, che è una pista che mi piace molto, andrò meglio”. Il risultato è stato un altro. La vettura è quella che è, senza sviluppi non si va da nessuna parte. Lenta sul giro singolo, passo gara inesistente. C’era poco da fare. Forse qualche proclama in meno sarebbe stato meglio. Per il ciclo: “La miglior parola è quella che non si dice”.

    RICICLATA

    VOTO 5 A NICO ROSBERG

    Comincia bene, finisce male. In qualifica lotta per la pole, anche se non sapremo mai come sarebbe finita. In gara scatta bene e tiene il passo di Hamilton. Al primo pit-stop però compromette tutto. Va lungo all’uscita della pit-lane, scavalca la linea bianca, entra in pista, torna nella corsia apposita ma è troppo tardi. Il drive trough è inevitabile. La gara va a farsi benedire complice l’ingresso della vettura di sicurezza che ricombatta il gruppo.

    IMPULSIVO

    VOTO 6 A JENSON BUTTON

    Diciamo che sta correndo al minimo, sfruttando più gli errori degli avversari che una sua dote. Al traguardo, quinto, guadagna quei punti necessari a tramortire le speranze dei rivali. Vettel gli recupera un punto, Barrichello  è dietro complice un incriminato pit-stop che ha visto spegnersi il motore del brasiliano. Comunque sia l’inglese alla fine guadagna sei posizioni. Da 11esimo a quinto in versione economy.

    CONSERVATIVO

    VOTO 7 A SEBASTIAN VETTEL

    Anche lui si gioca la pole al sabato, pur avendo il vantaggio della leggerezza. Allo start perde qualche posizione e lotta con Alonso per difendere la terza piazza. Dà qualche pensiero ad Hamilton quando la SC esce di scena, ma commette un grave errore in pit-lane, rimediando un drive-trough.  Dal canto suo la ritiene una “curiosa penalizzazione perché non avevo motivo di accelerare in corsia box”, ma così facendo ha perso un podio sicuro. Oltre ad un mondiale che solo la matematica gli concederebbe.

    REDIVIVO

    VOTO 8 A FERNANDO ALONSO

    Un podio. Il primo della stagione, peraltro dedicato a Flavio Briatore. In qualifica, complice la penalizzazione di Barrichello, parte dalla quinta piazza, poi, allo start, lotta con Vettel ma perde due posizioni a favore di Webber e Glock. L’ingresso della SC gli da una mano. Certo, non ha vinto, ma di questi tempi un podio in casa Renault vale oro colato.

    LOTTATORE

    VOTO 9 A TIMO GLOCK

    Conquista il miglior risultato della stagione per la Toyota. Prende il via dalla sesta posizione ed approfitta della lotta Alonso-Vettel per sopravanzare lo spagnolo. Si ritrova virtualmente a podio quando la corsa riprende e cerca di mantenere minimo il distacco da Vettel per attaccare l’eventuale secondo posto. Non c’è bisogno, il tedesco si auto elimina e lui porta  a casa il primo trofeo stagionale.

    SORPRESA

    VOTO 10 A LEWIS HAMILTON

    Primo nelle libere del sabato, pole in qualifica e primo in gara. L’uno è proprio il suo numero, peccato che l’adesivo sul musetto stia cominciando a staccarsi. Non commette nessun errore, gestisce con tranquillità il recupero di Vettel e trionfa felice sotto la bandiera a scacchi. D’altronde non dimentichiamo che è campione del mondo.

    PRIMATISTA

    Valerio Lo Muzzo

    September 28

    Singapore, analisi gara: Hamilton, riscatto compiuto


    SINGAPORE 27.09.2009 Ci aveva lasciato alla seconda di Lesmo, stampato contro le barriere di protezione all’ultimo giro, sintomo di una voglia e di una foga fuori dal normale. Lo ritroviamo adesso, sulla cima del podio beato e festante, cancellando quel crash con una vittoria in grande stile, rispondendo così alle critiche dei giornali. Si conferma l’arbitro di questo mondiale Lewis Hamilton, alla sua seconda vittoria in stagione che indirettamente sancisce, anzi consegna il mondiale agli amici della Brawn.  Perfetto, ovunque e comunque. In qualifica, in partenza e in gara. Peccato che questo mondiale ha avuto tanti volti e tante facce. Poteva esser la volta di Nico Rosberg, pronto a mettere la sua di faccia per una vittoria, ma gli è andata male. Un errore, un grosso errore, lo ha portato a rinunciare ad un podio più che certo, come Vettel, forse ancora acerbo per puntare all’iride. L’iride, appunto, e due piloti dall’ugual tuta pronti ad accaparrarselo. Barrichello e Button, entrambi opachi, ma in grado di portare a casa quei pochi punti utili anche in classifica costruttori. E tra i costruttori in lotta, Ferrari e McLaren, se la giocheranno fino alla fine. Con l’unica, sostanziale, differenza. La rossa da qui a fine anno sarà sempre la stessa.

     

    FLAG TO FLAG Al via Hamilton mantiene facilmente la pole, mentre Rosberg infila un incerto Vettel che deve difendersi dall’attacco di Alonso. Lo spagnolo, così facendo, perde due posizioni su Webber  e Glock. Hamilton, Rosberg, Vettel, Webber, Glock, Alonso, Barrichello, Kubica, Kovalainen e  Button i primi dieci. Problemi ai freni costringono Grosjean al ritiro già al terzo giro, mentre Fisico e Liuzzi duellano nelle retrovie.  Fino alle prime soste niente da segnalare, poi al 20esimo passaggio Sutil centra Heidfeld e la Safety-car è inevitabile. La gara vive il suo massimo splendore al rientro della vettura di sicurezza. Rosberg sconta un drive-trough per aver scavalcato la famosa linea bianca in uscita dai box, e Vettel è libero di lanciarsi alle calcagna di Hamilton. La posizione dell’ inglese, saldamente in testa, non sembra mai in pericolo anche perché il tedesco RedBull ha meno carburante del campione del mondo.  Al momento della seconda sosta però, Vettel oltrepassa il limite di velocità in pit lane ed il drive trough è inevitabile.

    Traggono vantaggio dalla penalità Glock, sorprendentemente secondo, e  Alonso che nel caos safety-car hanno avuto la meglio.

    L’ultimo sussulto avviene al 45esimo giro, quando Webber, in netta crisi di freni, va fuori alla prima curva. Per un attimo si teme il nuovo ingresso della safety-car, ma la vettura austriaca non è in posizione pericolosa. Falso allarme quindi. In ogni caso la vittoria di Hamilton non sarebbe stata messa in discussione. Riscatto compiuto.

     

    Valerio Lo Muzzo

     

    World Championship standings, round 14:                
     
    Drivers:                    Constructors:             
     1.  Button        84        1.  Brawn-Mercedes        153
     2.  Barrichello   69        2.  Red Bull-Renault      110.5
     3.  Vettel        59        3.  Ferrari                62
     4.  Webber        51.5      4.  McLaren-Mercedes       59
     5.  Raikkonen     40        5.  Toyota                 46.5
     6.  Hamilton      37        6.  Williams-Toyota        30.5
     7.  Rosberg       30.5      7.  Renault                26
     8.  Alonso        26        8.  BMW Sauber             21
     9.  Glock         24        9.  Force India-Mercedes   13
    10.  Trulli        22.5     10.  Toro Rosso-Ferrari      5
    11.  Kovalainen    22       
    12.  Massa         22       
    13.  Heidfeld      12       
    14.  Kubica         9       
    15.  Fisichella     8       
    16.  Sutil          5       
    17.  Buemi          3       
    18.  Bourdais       2 

     

    http://www.eracemotorblog.it/2009/09/27/f1-singapore-analisi-gara-hamilton-riscatto-compiuto.html


    Singapore, gara: Hamilton, gara perfetta


    SINGAPORE 27.09.2009 Lewis Hamilton coglie la seconda vittoria dell’anno, in occasione del secondo gp di Singapore. L’inglese, ampio dominatore dall’inizio alla fine, non ha mai perso il controllo della situazione, a differenza dei rivali di giornata come Rosberg e Vettel incappati in qualche errore di troppo. Entrambi i tedeschi, infatti, hanno rimediato un drive trough seppur per motivi diversi. Il pilota Bmw, in occasione della prima sosta, non è riuscito a controllare la vettura in uscita dalla pit lane, mentre il pilota RedBull non ha rispettato il limite di velocità in occasione del secondo rifornimento.

    A dar un tono di incertezza maggiore a questa domenica ci ha pensato la Safety-Car, chiamata in causa da un contatto tra Sutil ed Heifeld, peraltro entrambi ritirati. La situazione ha giovato a Glock ed Alonso, entrambi a podio.

    Pur penalizzato Sebastian Vettel chiude in quarta posizione, precedendo il leader del campionato Button che rafforza così la sua leadership, visto il sesto posto di Barrichello. In chiave mondiale Mark Webber perde anche le remote possibilità che offriva la matematica. L’australiano è vittima di un problema ai freni che lo costringe a muro al 45esimo giro. Chiudono la zona punti Kovalainen e Kubica.

     

    Giornata da dimenticare per la Ferrari. I piloti del cavallino sono stati autori di una gara anonima che ha visto chiudere Raikkonen al decimo posto e Fisichella, tredicesimo, davanti il connazionale Tonio Liuzzi. L’altro pilota italiano, Jarno Trulli taglia il traguardo in dodicesima posizione.

     

     

    Pos  Driver        Team                      Time
     1.  Hamilton      McLaren-Mercedes      (B)  1h56:06.337
     2.  Glock         Toyota                (B)  +     9.634
     3.  Alonso        Renault               (B)  +    16.624
     4.  Vettel        Red Bull-Renault      (B)  +    20.261
     5.  Button        Brawn-Mercedes        (B)  +    30.015
     6.  Barrichello   Brawn-Mercedes        (B)  +    31.858
     7.  Kovalainen    McLaren-Mercedes      (B)  +    36.157
     8.  Kubica        BMW Sauber            (B)  +    55.054
     9.  Nakajima      Williams-Toyota       (B)  +    56.054
    10.  Raikkonen     Ferrari               (B)  +    58.892
    11.  Rosberg       Williams-Toyota       (B)  +    59.777
    12.  Trulli        Toyota                (B)  +  1:13.009
    13.  Fisichella    Ferrari               (B)  +  1:19.890
    14.  Liuzzi        Force India-Mercedes  (B)  +  1:33.502
     
    Fastest lap: Alonso, 1:48.240
     
    Not classified/retirements:
     
    Driver        Team                      On lap
    Alguersuari   Toro Rosso-Ferrari    (B)    48
    Buemi         Toro Rosso-Ferrari    (B)    48
    Webber        Red Bull-Renault      (B)    46
    Sutil         Force India-Mercedes  (B)    24
    Heidfeld      BMW Sauber            (B)    20
    Grosjean      Renault               (B)    4

    http://www.eracemotorblog.it/2009/09/27/f1-singapore-gara-hamilton-gara-perfetta.html